Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

La rincorsa di Vendola parte dal comitato portafortuna. Salvemini: “Lo voto”

E' ancora una volta al civico 56 di via Nazario Sauro il quartier generale del governatore pugliese, candidato alle primarie. Per il consigliere comunale "può non aver rispettato tutte le attese, ma non ha mai tradito gli elettori"

In piedi, l'assessore regionale Dario Stefàno.

LECCE – La rincorsa di Nichi Vendola su Pierluigi Bersani e Matteo Renzi – i candidati alle primarie del centrosinistra che lo precedono di gran lunga in tutti i sondaggi – parte, almeno a Lecce, da un punto di riferimento sicuro, il comitato di via Nazario Sauro dove i sostenitori salentini hanno celebrato  la vittoria del governatore nel 2010 che è valsa la riconferma a presidente della Regione Puglia.

La partita di Vendola è tutta in salita, e si gioca su più livelli: c’è intanto il quadro nazionale nel quale è necessario vedere quanto pesa – tra astensionismo e fuga verso il MoVimento 5 stelle – l’area politica e culturale alla sinistra del Pd, senza dimenticare che Rifondazione, ad esempio, non parteciperà alla consultazione. C’è poi una sorta di verifica sul piano regionale perché è chiaro che nella sua regione, il presidente non può cedere il passo ad altri candidati.

Insomma, ammesso che non possa vincere - anche se le rimonte gli sono familiari -, Vendola può invece convincere ponendosi come punto di riferimento ineludibile di una prossima compagine governativa di centrosinistra. E’ questo sarà tanto più possibile quanto più gli effetti della primavera pugliese sconfineranno nelle altre regioni meridionali. Nel resto del Paese, del resto, la partita sembra limitata al segretario del Pd e al sindaco di Firenze.

All’inaugurazione del comitato ha partecipato l’assessore regionale alle risorse Agroalimentari, Dario Stefàno, il presidente regionale de La Puglia per Vendola, Sebastiano Leo, la segretaria provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà, Anna Cordella, il segretario cittadino, Antonio Montillo e il consigliere comunale di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini.

Carlo Salvemini: “Si può votare Vendola senza essere vendoliani. Ecco perché”.

E proprio l’esponente della minoranza a Palazzo Carafa aveva in mattinata esplicitato le ragioni del suo sostegno al governatore - espresso a titolo personale, perchè Lecce Bene Comune si concentra sul lavoro sulla città - al con la riflessione che segue. 

“D'accordo: è facile incontrare soprattutto in Puglia amici e conoscenti che ti dicono: ‘Mi ha deluso. Non mi entusiasma più. Non so se andrò a votarlo’. E il contraccolpo inevitabile di chi, in modo un po’ naif ha negli anni caricato una leadership politica, per sua natura fallibile, in una speranza palingenetica. Anche forse per un eccesso di retorica dello stesso candidato”.

“D'accordo: ma io scelgo comunque Vendola e vi dico perché. Perché considero la sua candidatura politicamente e culturalmente più coraggiosa nella necessità di cogliere lo spirito del tempo: quello di una sinistra capace di ritrovare il rispetto di sé e della sua funzione. Capace di sostenere posizioni di avanguardia sul testamento biologico , sulle unioni civili,sulla cittadinanza agli stranieri nati in Italia, sulla legge contro la omofobia, sul salario minimo garantito e al sostegno economico per chi perde il lavoro”.

“Perché riassume il valore della laicità come metodo: quella di chi pratica una politica che abbia il coraggio di sostenere con convinzione delle idee giuste sapendo ascoltare le ragioni dell'altro e coltivando la virtù del dubbio. Ma capace poi di assumere posizioni chiare, il più possibile condivise che riguardano la vita di milioni di persone. Perché ha dimostrato, in questi ultimi sette anni, cosa significa una sinistra di governo: non rinunciare alla sfida del governo in quanto sinistra; non dimenticare di essere di sinistra una volta al governo”.

“Perché nella sua esperienza pugliese ha praticato un'idea diversa di pianificazione del territorio, di valorizzazione della cultura, di investimento sul talento giovanile, di organizzazione del welfare locale. E oggi l'Italia ha urgenza di investire sulla tutela dell'ambiente; sulla qualificazione dell'istruzione pubblica; sulla valorizzazione del suo straordinario patrimonio archeologico, architettonico, museale; su un nuovo modello di protezione per chi ha meno, nel momento in cui viene azzerato il Fondo Nazionale per le politiche sociali”.

“Perché può non avere risposto a tutte le attese suscitate, ma so che non ha mai tradito i suoi elettori e i suoi ideali. Perché si può votare Nichi senza essere vendoliani”.

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