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una veduta di Parabita

una veduta di Parabita

Incandidabilità di Cacciapaglia e Coi, udienza anticipata. I giudici si riservano

L’Avvocatura dello Stato aveva ottenuto l’anticipazione dell’udienza. La difesa ha presentato opposizione, decisione rinviata

PARABITA – Dopo la conferma della gestione commissariale del Comune di Parabita da parte dei giudici della terza sezione del Consiglio di Stato (che nel febbraio scorso avevano rigettato il ricorso l’ulteriore ricorso per revocazione proposto dall’ex sindaco Alfredo Cacciapaglia e dagli ex amministratori comunali), ci sono nuovi sviluppi sul fronte giudiziario legati al pronunciamento del Tribunale di Lecce sull’incandidabilità promossa nei confronti dell’ex primo cittadino e dell’ex assessore, Biagio Coi. I giudici del tribunale leccese avevano già rigettato, nel dicembre scorso, tale richiesta consentendo dunque gli stessi esponenti politici la possibilità, eventualmente, di ripresentarsi al prossimo turno elettorale di fine maggio.

La discussione del reclamo a tale decisione era stata fissata per il prossimo mese di giugno. Ma l’Avvocatura dello Stato, per conto del ministero dell’Interno e della prefettura, aveva chiesto, ed ottenuto, un’anticipazione dell’udienza fissata dal collegio proprio per le giornata di oggi, 24 aprile, cioè immediatamente a ridosso della scadenza del termine per la presentazione delle liste per le elezioni amministrative. Immediata e consequenziale è giunta l’opposizione da parte dei legali Pietro Quinto, difensore dell’ex sindaco Cacciapaglia e dell’avvocato Luciano Ancora, che difende l’ex assessore Biagio Coi. Nell’udienza di questa mattina, dopo un’ampia discussione che ha registrato anche l’intervento del procuratore generale, D’Amato, il collegio del tribunale di Lecce, presieduto dal giudice Mele, si è riservato ogni decisione, trattenendo la causa per la decisione. E’ presumibile che, in considerazione della complessità della questione la sentenza della Corte non potrà intervenire in tempi brevi.

Con una corposa memoria di sessanta pagine l’avvocato Pietro Quinto ha inteso stigmatizzare “l’irritualità di tale anticipazione” ed ha comunque contestato nel merito ed analiticamente tutti i motivi del reclamo proposto dall’Avvocatura, rilevando come la sentenza del Tribunale, di rigetto della richiesta di incandidabilità, risalente a dicembre scorso, avesse già dato conto della insussistenza dei presupposti di fatto e di diritto per ritenere incandidabile l’ex sindaco Cacciapaglia al quale  non poteva essere mosso alcun specifico addebito per la complessiva vicenda che aveva dato luogo allo scioglimento del consiglio comunale di Parabita, per il pericolo di infiltrazioni mafiose, decretato il 17 febbraio del 2017.

“D’altro canto” ha eccepito l’avvocato Quinto, “nell’imminenza della scadenza del termine per la presentazione delle candidature, la decisione del reclamo non poteva comunque spiegare alcun effetto giuridico. Ciò perché una statuizione di incandidabilità che incide su un diritto costituzionalmente protetto presuppone una decisione definitiva con l’esperimento di tutti i gradi del giudizio”. Alla luce di questa nuova puntata giudiziaria della vicenda del Comune di Parabita è possibile ipotizzare nuovi sviluppi, anche perché si attende la imminente pubblicazione della sentenza del Tar Lazio che, dopo l’udienza di merito dei giorni scorsi (la richiesta di sospensiva non era stata accolta), deve decidere sulla legittimità della proroga della gestione commissariale scaduta circa sei mesi fa.

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