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Inchiesta sul piano Silletti: faccia a faccia tra Emiliano e Motta

Il presidente della Regione, già venerdì scorso, aveva chiesto un incontro con il procuratore capo. In seguito al sequestro disposto gli ulivi non si toccano, ha precisato il presidente della Regione a margine di un incontro in prefettura sul distretto turistico

La prefettura di Lecce.

LECCE – “Gli ulivi non si toccano” alla luce del provvedimento di sequestro preventivo della procura della Repubblica di Lecce.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, lo ha dichiarato a margine della conferenza dei servizi sul distretto turistico salentino al termine della quale c’è stato anche uno scambio informale e riservato con il procuratore capo, Cataldo Motta, che il governatore aveva auspicato non appena venuto a sapere dell’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone.

I reati ipotizzati sulla gestione del caso xylella – diffusione di una malattia delle piante, inquinamento ambientale, falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali - sono di natura colposa: almeno per il momento si esclude il dolo, ma si tratta di una fase comunque interlocutoria di tutta la trafila giudiziaria iniziata con l’apertura di un fascicolo, affidato a Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci, circa un anno e mezzo addietro.

Sul fronte politico e istituzionale si vive una situazione di stallo: il sequestro, a due mesi dalla scadenza della gestione commissariale, impedisce di fatto e di diritto di procedere con le misure previste per il contenimento della diffusione del batterio, mettendo il ministero delle Politiche Agricole in un forte imbarazzo rispetto all’Europa che già da tempo pensa ad una procedura d’infrazione per inadempimento.

emiliano_motta-2In attese delle prossime mosse sul piano giudiziario – una di queste sarà un percorso parallelo per scandagliare l’iter dei finanziamenti concessi -, il governatore ha detto di voler “capire, nel rispetto dell’autonomia della magistratura e del segreto istruttorio, il significato profondo dell’inchiesta e poi di valutare come agire secondo il principio della leale collaborazione tra istituzioni: "Domani chiederò alla Procura di Lecce di essere sentito come persona offesa dal reato per indicare documenti, fonti di prova e argomenti che necessitano di approfondimento istruttorio. Chiederò inoltre di acquisire formalmente copia del decreto di sequestro preventivo e degli atti sui quali quest'ultimo è fondato e dove non sussiste più il segreto istruttorio".

"Trasmetteremo i documenti all’Unione Europea - ha proseguito il governatore -, dopodiché se gli alberi sono sotto sequestro, non si possono toccare. E siccome la magistratura italiana è notoriamente fatta di persone serie e responsabili e, nel caso specifico, abbiamo magistrati di eccezionale valore, che hanno firmato il decreto di sequestro preventivo, io mi sento tranquillo di essere parte di un Paese nel quale il governo, la magistratura e la Regione si muovono all’unisono, secondo una logica che evidentemente non può essere distonica".

Emiliano, che ha sospeso dalla task force di recente attivata presso la Regione, i componenti che risultano indagati dalla procura di Lecce, ha risposto a chi di loro aveva espresso disappunto per l’assenza di forme di solidarietà: “Io non ho mai chiamato un indagato in contrapposizione all’operato della magistratura”, ha detto in maniera telegrafica.

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