Ss 275: Palese insiste sul commissario, Blasi sull'accertamento dei fatti

Tra inchieste della magistratura e richieste della politica, è sempre più chiara la complessità di una vicenda che può essere considerata un caso di scuola

LECCE – Mentre la procura di Lecce ha iscritto nel registro degli indagati quattro nomi in riferimento all’inchiesta sulla fase di progettazione del raddoppio della Ss 275 e procede anche sul filone della mancata bonifica di un punto del tracciato interessato dall’interramento di rifiuti, la politica cerca di trovare un senso nella confusione attuale.

Per Rocco Palese, deputato dei Conservatori e Riformisti l’unica via percorribile per garantire la realizzazione dell’opera è quella del commissariamento di Anas da parte del governo: "Come abbiamo sempre sostenuto, al netto delle inchieste della magistratura, dei contenziosi, delle presunte irregolarità riscontrate nella procedura e censurate da Anac, che seguiranno il loro corso, nulla sia utilizzato come pretesto per non fare i lavori di raddoppio e messa in sicurezza della statale 275. Torniamo a ribadire quel che da tempo ormai sosteniamo: a maggior ragione dopo la relazione di Anac di luglio scorso, in cui viene sancito che Anas non si è mostrata all'altezza di gestire tutto il procedimento tecnico - amministrativo e dopo che la cronaca quotidiana ci informa di continui e numerosi presunti conflitti di interesse di Anas in questa vicenda, formalizzeremo al Governo la richiesta di nominare un commissario interno all'Anac a cui affidare la gestione di tutta la procedura da oggi in poi”.

Sergio Blasi, consigliere regionale del Pd, ritiene altrettanto fondamentale l’accertamento dei fatti: “Questo territorio ha bisogno di verità. Non c’è dubbio che abbia bisogno anche di strade più sicure ed efficienti. Ma soprattutto di verità riguardo a fatti che lo hanno tenuto in scacco per troppo tempo. Spero quindi che il lavoro della magistratura sulla statale 275 ci restituisca un quadro chiaro e veritiero di quello che è accaduto negli anni in cui è stata progettata la strada e un quadro chiaro e veritiero sugli interessi che si nascondevano dietro quel tracciato che avrebbe finito per tombare rifiuti e responsabilità di crimini ambientali.

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Tutto sarà fatto, l’importante è che sia fatto bene. Le bonifiche, il nuovo progetto, la strada dovranno questa volta essere improntati al servizio di un territorio che aspetta da troppo tempo di essere meglio collegato al resto della Puglia. E questa volta, voglio augurarmi, si procederà nel segno della verità e della trasparenza, senza pasticci ma soprattutto senza mistificazioni. 

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