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Gasdotto, incontro tra Lilt e consorzio Tap. Ribadito il no al progetto

I responsabili di Trans Adriatic Pipeline si sono confrontati con alcuni esponenti della Lega italiana per la lotta ai tumori. L'associazione ha rimarcato le ragioni della contrarietà all'opera che prevede l'approdo a San Foca con un nuovo documento

LECCE – I dirigenti italiani di Tap (Trans Adriatic Pipeline Ag) hanno incontrato ieri alcuni esponenti della sezione provinciale della Lega italiana per la lotta ai tumori per discutere del progetto transnazionale di gasdotto con approdo a San Foca, marina di Melendugno. Lo fa sapere la stessa associazione, con un comunicato che racconta di un incontro, richiesto dal consorzio, “che ha inteso favorire lo scambio di idee, per approfondire i rispettivi punti di vista, il tutto in un clima disteso e di cortesia reciproca”.

Da una parte del tavolo erano seduti Giampaolo Russo, country manager per l’Italia, ed Ernesto Somma, responsabile dei rapporti con gli enti territoriali; dall’altra il presidente di Lilt, Giuseppe Serravezza, la vice presidente, Vestilia De Luca e la consigliera Marianna Burlando). L’associazione, solo poche settimane addietro, si è espressa pubblicamente contro il progetto, di cui è stato presentato il definitivo studio di impatto ambientale e sociale il 10 settembre. E nel confronto di ieri il presidente ha tenuto a ribadire quella posizione “nell’interesse dello stato di salute della popolazione del territorio”, rivendicando inoltre indipendenza di pensiero e autonomia delle valutazioni da qualsiasi condizionamento o pressione.

Nell’occasione Lilt ha ulteriormente dettagliato le ragioni del proprio dissenso con documento (in calce in formato Pdf) nel quale si fa riferimento agli undici parametri del Better Life Index elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico come unità di misura per valutare il benessere individuale e collettivo. Da questa premessa discende un ragionamento che, partendo dalle evidenze scientifiche su mortalità per tumori e dall’incidenza dei fattori ambientali sulle neoplasie, ritiene incompatibile con lo stato di salute delle persone e del territorio la possibilità di nuove emissioni – anche di sotto dei limiti imposti per legge-, in una regione che già presenta la maggiore concentrazione in Italia di emissioni di anidride carbonica.

Il documento di LILT_Lecce_su_gasdotto_TAP

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