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Da sinistra Poli Bortone, Di Stefano e Borghezio.

Da sinistra Poli Bortone, Di Stefano e Borghezio.

Economia e immigrazione, Borghezio scalda CasaPound: “Padroni a casa nostra”

A Surbo ultimo giorno la festa nazionale di CasaPound. Nella conferenza su Europa ed economia Borghezio incita alla riconquista d'Europa: "Dietro la crisi c'è la massoneria". E Adriana Poli Bortone elogia Casapound: "Incubatore culturale"

SURBO - Una conferenza più blindata che attesa, quella tenutasi nel pomeriggio presso una struttura ricettiva situata alle porte di Lecce, cui hanno preso parte l’eurodeputato della Lega Mario Borghezio e la senatrice Adriana Poli Bortone.

L’incontro voluto dal movimento di estrema destra Casapound per parlare d’Europa, governo ed economia, è stato il momento culminante della tre giorni della manifestazione nazionale “Direzione Rivoluzione 2014” che non ha mancato di suscitare polemiche e preoccupazioni per quanto riguarda l’ordine pubblico. Ordine che, almeno durante l’intervento dei due ospiti nell’ampio spiazzo allestito all’interno del camping, non solo è stato mantenuto senza alcuno sforzo ma è parso, a tratti, surreale.

È stata l’introduzione del vicepresidente di Casapound, Simone De Stefano, a risvegliare i convenuti strappando loro un lungo applauso quando ha ricordato il gesto, fortemente simbolico e provocatorio, della sottrazione della bandiera dell’Unione Europea durante una manifestazione nella capitale. Argomento che ha riportato al tema fondamentale della conferenza: ovvero la presenza del Paese nell’ambito dei 28 stati membri dell’Unione. Una questione che riflette il dibattito politico nazionale e, come è stato sostenuto a più riprese dagli intervenuti, meriterebbe più ampi margini di coinvolgimento popolare.

“Ritengo normale nel terzo millennio discutere con gli altri – ha detto la senatrice Poli Bortone a proposito della propria partecipazione e sulle defezioni ‘improvvise’ di altri invitati alla convention – al di là delle idee di ognuno. Purché non s’impedisca ad altri, come avveniva negli anni Settanta, di esprimere liberamente le proprie con metodi anacronistici.” E in merito a eventuali convergenze con il pensiero alla base di Casapound non si sottrae a rimarcare l’importanza e l’urgenza di recuperare una comune matrice identitaria che vede nella destra attiva un possibile punto di contatto. “Incubatore culturale” definisce Casapound la Poli aggiungendo quanto sia importante “dare spazio ai giovani politicamente attivi sui temi del sociale per via dell’atteggiamento della politica di questi anni che su tali emergenze resta drammaticamente distante, se non proprio assente.”

E non risparmia un duro commento agli organizzatori dell’improvvisato, e non autorizzato, contro-corteo Adriana Poli Bortone: “È l’unico modo di certa sinistra di affrontare l’annosa questione dell’identità culturale e politica che, evidentemente, è tanto più grave quanto più si rilevano azioni prive di senso e stupide come quella di un corteo volto solo a ottenere spazi di presenza.”

Qual è la nostra economia? Quali – si domanda ancora l’ex sindaco del capoluogo – sono le eccellenze che connaturavano la vocazione e l’identità del nostro territorio? “Erano il tabacco e la vite. Non i girasoli che ci ha imposto l’Europa con l’esca dei finanziamenti. Ora ci è rimasto l’olivo ma anche il comparto dell’olivicoltura sta soffrendo e, guarda caso, è comparso il batterio killer della xilella fastidiosa. Mi sembra che ci sia qualcosa di contorto e che l’unico fastidio lo provi chi il batterio ce l’ha mandato.” La politica di coesione, secondo la Poli, doveva essere la base di quella europea per mettere i paesi in ritardo di sviluppo alla pari con gli altri. Ma, a ben guardare, per il nostro paese le cose sarebbero andate in direzione opposta. Stare in Europa, allora, conviene?

plateacasapound-2Molti invece i punti dolenti toccati da Mario Borghezio che indica nei membri appartenenti a club e associazioni esclusive di stampo massonico i veri responsabili della gravissima impasse del Paese: “Una crisi che affonda sempre più l’Italia in un pantano da cui sarà difficile uscire se non attraverso una forte presa di coscienza dei gruppi di azione e dei movimenti politici giovanili. Non abbiamo più voce in capitolo, non più credibilità a livello internazionale – incalza Borghezio alludendo alla vicenda dei due marò detenuti in India da due anni e mezzo. – L’Italia è vittima delle politiche finanziarie stabilite a tavolino da potenti occulti, i signori delle banche che tirano le fila del teatro di burattini dell’Unione europea.” Unione che, sia per la senatrice che per l’eurodeputato, tutela certe nazioni a scapito di quella italiana con l’obiettivo di sottrarre la posizione di prestigio che faceva del Belpaese il fiore all’occhiello d’Europa e che la vorrebbe solo un luogo ameno di villeggiatura.

Poi i toni si alzano e gli animi si scaldano quando è il momento di accennare alla questione dell’immigrazione che Borghezio, a differenza dell’atteggiamento certamente più moderato della senatrice, stigmatizza come un affondare la lama nell’identità degli italiani. “L’Europa siamo noi – ha concluso infine l’europarlamentare della Lega Nord. – Non quella delle lobby. Solo ritrovando uno spirito di forte appartenenza politica potremo tornare a essere padroni a casa nostra. Casapound deve essere la punta di lancia di questa azione dirompente. Siamo al dunque: la gente non vuol sentir parlare gli ipocriti, vuole invece essere incitata alla conquista di un’altra Europa. Marciamo, allora, come i legionari romani, come i vichinghi. Il resto è merda”.

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