Raddoppio della Ss 275, l’iter non si è fermato. Anas rassicura i deputati salentini

Incontro a Roma tra il presidente Pietro Ciucci, indagato per abuso d'ufficio in un'inchiesta della procura di Roma su ritardi, costi e procedure relative al progetto. Ma il deputato del M5S Diego De Lorenzis ribadisce la propria contrarietà

Un tratto della Ss 275.

LECCE – Anas intende completare il procedimento di istruttoria per il cantiere della Ss 275 entro dicembre. Ma prima di far partire i lavori dovrà stabilire come districare l’ingarbugliata matassa che vede nella sentenza del Consiglio di Stato dello scorso luglio uno dei due nodi più difficili da sciogliere: la suprema corte della giustizia amministrativa ha infatti imposto alla società concessionaria di strade e autostrade nazionali di annullare la gara oppure di versare all’associazione di imprese che aveva presentato il ricorso una cifra di circa 10 milioni di euro.

L’altra questione rilevante è più recente e riguarda l’apertura, presso la procura di Roma, di un fascicolo per accertare eventuali responsabilità sullo svolgimento della procedura e su vari altri aspetti (tra i quali i costi) che sono stati portati all’attenzione della magistratura da una serie di esposti, uno dei quali riguardanti il rinvenimento di rifiuti interrati in più punti interessati dal raddoppio della Maglie – Santa Maria di Leuca.

L’indagato eccellente – per abuso d’ufficio - è il presidente di Anas, Pietro Ciucci, che proprio questa mattina ha incontrato una deputazione di parlamentari salentini composta da Rocco Palese e Roberto Marti di Forza Italia, da Salvatore Capone e Federico Massa del Pd, Diego De Lorenzis del M5S, dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone. Il confronto è stato possibile per iniziativa del sottosegretario al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, Umberto del Basso De Caro. I rappresentanti istituzionali della provincia di Lecce hanno così avuto modo di dialogare per la prima con i vertici di Anas dopo lo stallo determinato dalla sentenza del Consiglio di Stato. Dell’inchiesta in corso, naturalmente non si è discusso, ma degli esiti del contenzioso amministrativo evidentemente sì, perché il rischio che ha messo in ambasce gran parte del mondo politico salentino è la perdita del finanziamento di 288 milioni di euro ritenuti necessari per la realizzazione dell’opera che una parte del territorio capuano rivendica con forza.

Secondo il forzista Palese il bilancio dell’incontro odierno è stato rassicurante:  ”Anas – recita una nota per la stampa - ha garantito che entro fine anno saranno avviate le procedure necessarie all’apertura dei cantieri, rassicurandoci anche sul fatto che le bonifiche necessarie di alcuni territori toccati dal tracciato della strada, saranno realizzate e finanziate con i risparmi d’asta. Quella di oggi è stata una mattinata molto positiva per il nostro Salento ma anche una bella pagina di politica: abbiamo dimostrato di saper fare squadra, al netto delle appartenenze politiche, per raggiungere un obiettivo comune e tutelare l’interesse supremo dei cittadini”.

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All’ecumenismo di Palese non si unisce però il pentastellato De Lorenzis , che sulla vicenda ha presentato tre interrogazioni parlamentari. Il deputato leccese ha ribadito la contrarietà al progetto ed ha sottolineato al presidente Ciucci come le esigenze di messa in sicurezza del tratto stradale in questione possano essere risolte intervenendo con interventi mirati sul tracciato esistente e attenendosi al raddoppio fino a Montesano Salentino. In questo modo le risorse risparmiate potrebbero essere destinate all’elettrificazione della linea ferroviaria Martina Franca – Lecce –Otranto – Gagliano del Capo – Gallipoli, opera già inclusa con un emendamento del Pd in una lista sulla quale andranno riversati i risparmi realizzati nei cantieri considerati strategici, di cui quello della Ss 275 fa parte. De Lorenzis ha quindi chiesto che l’opera venga esclusa da quelle prioritarie (sul punto ha presentato una risoluzione) insistendo anche sul fatto che le bonifiche delle discariche di rifiuti interrati dovranno essere realizzate indipendentemente dall’esito del progetto e in tempi brevi.

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