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Il governatore Emiliano: "Avrei lasciato la legge sulla vaccinazione com'era"

Incontro presso la Regione Puglia con avvocati, genitori, esponenti di associazioni contrari alla norma che impone l'obbligo per accedere a scuola

Il presidente Emiliano e i dirigenti durante l'incontro.

LECCE – "Non chiamateci No vax": all'insegna di questa precisazione si è aperto l'incontro tra il presidente della Regione Puglia e un gruppo di genitori, avvocati e rappresentanti di associazioni che si oppongono all’obbligatorietà della vaccinazione obbligatoria, estesa per legge a livello nazionale da quattro a dieci patologie.

Il presidente della Regione ha ascoltato osservazioni e testimonianze, ma prima ancora ha esposto la sua personale posizione: “Avrei lasciato la legge così com’era. La Puglia, come noto, con la vecchia legge aveva una copertura pressoché totale, siamo la prima regione italiane e non sentivamo alcuna necessità ulteriore e non era nel nostro programma di governo”. In linea di massima tutti gli interventi hanno messo in evidenza anche la necessità di un’adeguata informazione preventiva sui possibili effetti collaterali.

Il caso del Veneto

E’ stata citata l’esperienza della Regione Veneto che, dopo una sospensione decennale dell’obbligo per le vaccinazioni già previste, ha raggiunto una copertura maggiore e un più saldo rapporto di fiducia tra popolazione e sanità pubblica. Di quella esperienza è stato parte Giancarlo Ruscitti, allora tra gli autori della legge regionale del marzo 2007 e oggi in forza all’amministrazione pugliese come capo dipartimento di Promozione della salute.

Tra le richieste avanzate, quella di impugnare la norma nazionale davanti alla Corte Costituzionale, una strada però considerata molto effimera dal presidente pugliese. Emiliano ha rilanciato con una serie di questioni pratiche, quelle cioè che si pongono con gli obblighi e le conseguenti sanzioni derivanti dall’inosservanza della legge:

“Anziché ripetere che siamo contrari alla 119 e siamo certi che qui non ci sono fans della legge, cerchiamo di ricucire la comunità che qualcuno a Roma cerca di distruggere perché io non voglio dividere la Puglia tra chi è a favore e chi  è contro”.

Il governatore ha citato la “raffinatezza della Costituzione italiana” che consente di contemperare i vari interessi in campo in una questione così complessa: “E’ chiaro che solo c’è un’epidemia su vasta scala, il diritto individuale alla libertà di scelta ovviamente retrocede”. All'incontro hanno partecipato anche la dirigente Francesca Zampano e i componenti della Commissiore regionale vaccini.

L'incontro è ancora in corso e può essere seguito in streaming a questo link 

Il parere di Palese

Intanto il vice presidente della Commissione bilancio della Camera, Rocco Palese, ha diffuso una nota stampa nella quale ribadisce la sua posizione sul tema: "Come ho sostenuto anche nel dibattito in Parlamento, rispetto e sostengo il principio della libera scelta ma non su questioni, come questa: la scelta di non vaccinare un bambino non impatta solo sulla salute individuale, ma anche e soprattutto sulla salute pubblica. Ecco perchè ritengo che bisogna procedere senza indugi con una organizzazione capillare nella quale un ruolo fondamentale, possono e devono averlo anche i sindaci, in quanto autorità socio sanitarie a tutela dalla salute e dell'igiene pubblica con potere di ordinanze in materia, stabilendo che nel loro territorio, anche al di là di quanto stabilito dalla recente legge, i dirigenti scolastici dovrebbero rifiutare le iscrizioni agli alunni privi di certificati di vaccinazione. Occorrono quindi vigilanza e coordinamento tra Regione, Asl e Comuni per garantire informazione capillare".

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