Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Territorio devastato, l'ombra della speculazione: "Il Salento non è abbandonato"

Xylella e incendi sono la principale causa della desertificazione del paesaggio. Il problema non è solo agricolo, ma ambientale. Incontro tra l'assessore regionale all'Ambiente e i segretari dei tre principali sindacati

Uno scatto dell'incontro tra l'assessora e i sindacati

LECCE - Se ci fossero mire speculative dietro il processo di desertificazione della terra salentina, la Regione Puglia non si presterà ad assecondarle. Lo ha garantito l'assessora all'Ambiente, Anna Grazia Maraschio, a margine di un incontro con i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil.

Al processo di distruzione del paesaggio agricolo causato dalla xylella, infatti, si è aggiunta con prepotenza, negli ultimi due anni, la proliferazione dei roghi volontariamente appiccati che, oltre a incenerire lentamente i tronchi degli ulivi già segnati dal batterio, sfuggono di mano e dilagano nella macchia mediterranea, nei boschi e nelle pinete, decuplicando gli effetti funesti degli incendi dolosi "tipici" della stagione estiva. 

Il problema è serio, anzi, drammatico. Gli appelli dei vigili del fuoco, già vecchi di un mese e mezzo, non possono certo essere considerati evasi con l'invio di qualche mezzo in più, perché ci si trova dinanzi a un fenomeno senza precedenti, rispetto al quale sarebbe auspicabile anche una presa di posizione della magistratura salentina, come del resto sta avvenendo in Sardegna. Parallelamente serve, chiara, una iniziativa politica su larga scala, perché una parte non marginale della questione sta anche nella scarsa consapevolezza, quanto voluta resta da capirlo, della gravità della situazione e nell'incapacità (o mancanza di volontà) sostanziale di predisporre azioni preventive e repressive anche solo a livello locale (per esempio le sanzioni ai proprietari che non provvedono alla corretta manutenzione dei terreni e il commissariamento dei Comuni che non riescono a provvedere alla pulizia del bordo strada). 

L'incontro di questa mattina, dunque, potrebbe rappresentare un punto di svolta almeno per quanto riguarda la presa in carico da parte della classe dirigente regionale dell'onere di mettere sul tavolo una strategia complessiva: "Stiamo assistendo a una desertificazione del Salento, aggravata dalla devastazione degli incendi che sta investendo in particolare una parte del territorio che, lo ribadiamo, non è assolutamente abbandonato - ha commentato l'assessora -. Che sia chiaro: oggi il problema non è solo agricolo, ma ambientale, del paesaggio. Noi dobbiamo provare a pianificare, ad avere un'idea di rinascita perché quella parte che aveva come polmone verde, unico o prevalente, gli ulivi, oggi non ha più nulla. Il problema è anche di qualità dell'aria. Poi c'è un problema di monitoraggio del territorio. Le istituzioni sono presenti, sono attente: oggi stesso chiederò un confronto con il prefetto di Lecce perché quella parte di Puglia ha subito i danni maggiori". 

Come venirne fuori, tuttavia, non è ancora chiaro. Alcune idee, come la pianificazione condivisa con gli atenei, sono già sul tavolo, oggetto di studio, ma per Maraschio ci sono due livelli di azione: "Noi dobbiamo fare un lavoro di prospettiva ma anche di intervento in emergenza di controllo del territorio perché se mai dovessero venire idee di svendita di quel territorio, noi ci saremo per evitare che possa essere oggetto di speculazione. Dovrà avere una nuova vita, tenendo conto di quella che è la storia, la cultura del paesaggio perché dobbiamo dare ossigeno e verde al Salento e alla Puglia intera".

Positivo il riscontro dei rappresentati sindacali rispetto all'andamento della riunione: “Abbiamo accolto favorevolmente la convocazione dell’assessora – ha dichiarato il segretario regionale della Cgil, Pino Gesmundo -, perché siamo di fronte a un disastro che va affrontato su più versanti: sul piano del reinsediamento forestale ed evitando scempi ambientali, sul piano sociale ed economico, discutendo di come rilanciare i territori colpiti. Servono investimenti, risorse, guardando alla nuova programmazione comunitaria e al Pnrr. I nostri territori vanno maggiormente tutelati e monitorati: compete ai sindaci e ai prefetti intervenire per non far consumare quella che è una straordinaria risorsa ambientale ed economica che oggi sta letteralmente bruciando”.

“Esprimiamo un plauso all'assessorato all'Ambiente – ha commentato il segretario della Uil Puglia, Pietro Buongiorno - perché finalmente c'è un approccio sistemico con cui inquadrare la minaccia Xylella che ha colpito e sta colpendo non solo l'economia e il paesaggio pugliese, ma anche le comunità che vivono in quei territori. È importante che questa sinergia tra gli assessorati all'Agricoltura, all'Ambiente, al Turismo e alle Politiche sociali riesca a elaborare una programmazione tesa a dar risposte sia nel breve che nel lungo periodo, con un'attenzione particolare alla salvaguardia dell'occupazione e alla tutela dell'ambiente in tutte le sue accezioni”.   

“Abbiamo chiesto che questa modalità, per affrontare il problema Xylella e non solo, possa essere perseguita attraverso un metodo di lavoro programmato – ha detto il segretario regionale della Cisl, Antonio Castellucci -. Il fenomeno ormai ha carattere regionale e coinvolge non solo la questione ambientale, ma ha ricadute sul settore agricolo, il turismo e l’economia in generale. Nonostante il buon lavoro svolto dall’assessore all’Agricoltura in quest’ultimo anno, abbiamo chiesto che si attivi un gruppo di lavoro tra i vari assessorati per poter debellare la Xylella e riportare sia sotto l’aspetto paesaggistico che economico e quindi del lavoro, il territorio pugliese ai livelli che merita. Inoltre alla luce degli ultimi eventi, con i numerosi incendi che stanno devastando il territorio, è stato chiesto un maggiore contrasto attraverso le prefetture, l’Arif e tutti gli enti coinvolti nella tutela e salvaguardia del territorio”.

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