Omfesa, c’è ancora una possibilità? Sindacati e politici in prefettura

Nuovo vertice, stamane, alla presenza di istituzioni e parlamentari locali. Vi sarebbe una manifestazione di interesse da parte di Ferrosud, azienda di Matera, ma in via del tutto informale. Il prefetto propone di fissare un nuovo incontro istituzionale per chiarire la situazione

LECCE – Esiste ancora una possibilità per Omfesa, l’azienda metalmeccanica di Trepuzzi il cui passato glorioso ha lasciato in eredità solo uno stabilimento vuoto che vale 5 milioni di euro. Si tratta di una speranza, al momento piuttosto flebile, di rimettere in piedi il sito produttivo che si occupava di manutenzione di carrozze ferroviarie e vagoni merci grazie all’acquisizione da parte di una società di Matera, Ferrosud spa, che è nel settore da anni.

Voci di corridoio, che si rincorrono da mesi, considerano questa prospettiva piuttosto concreta. Ma la presunta manifestazione di interesse da parte del nuovo imprenditore rimane di tipo informale perché non esiste alcun documento che attesti questa intenzione come reale. L’ipotesi è stata, però, caldeggiata dal consigliere regionale Ernesto Abaterusso e chiarita nei suoi dettagli dal deputato del Pd Federico Fritz Massa nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto questa mattina presso la prefettura di Lecce.  L’incontro è stato proposto dalle sigle sindacali metalmeccaniche per riportare all’attenzione delle istituzioni locali, parlamentari compresi, la drammatica situazione degli operai di Trepuzzi: 85 allo stato attuale, di cui 40 già rimasti a casa senza un soldo, ed altri 45 con le ore contate, dal momento che nel mese di febbraio 2016 scadranno i termini della mobilità.

In prefettura, oltre agli esponenti di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, Anna Rita Morea, Maurizio Longo e Piero Fioretti, erano presenti i lavoratori, una parte della deputazione salentina formata da Maurizio Buccarella (M5S), Dario Stefàno (Sel), Salvatore Capone (Pd), Roberto Marti (Pdl), Francesco Bruni (Pdl) e poi ancora il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, l’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo, il sindaco di Trepuzzi, Oronzo Valzano ed il curatore fallimentare di Omfesa, Carlo Stasi.

L’ipotesi è quella che la società di Matera rimetta in moto la produzione acquistando lo stabilimento. La strada verso questa presunta acquisizione risulta, però, del tutto in salita: da quanto è emerso nel corso del tavolo, infatti, risulta che Ferrosud sia nelle mani di un commissario ministeriale che ha il compito di amministrarla. “Per la società si sono aperte le procedure di concordato preventivo che precedono la liquidazione – ha spiegato Longo di Cisl – ma vi è in corso una trattativa tra il commissario ed il proprietario di Ferrosud che non giunge ad un accordo. Pare che manchino 150 mila euro per la piena acquisizione delle quote societarie e, se questa situazione non si sblocca, è impossibile pensare all’acquisto dell’immobile leccese”.

In altre parole la compravendita delle quote societarie sarebbe oggetto di un contenzioso legale e l’unico ad aver voce in capitolo, l’unico organo ad avere un qualche potere persuasivo sul commissario ministeriale è proprio il Mise. Prima di ritornare a Roma e presentare la questione sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico, tuttavia, il prefetto di Lecce, Claudio Palomba ha ritenuto opportuno convocare un nuovo incontro locale, di tipo politico istituzionale ed alla presenza del commissario che ha il compito di amministrare Ferrosud.

La manifestazione d’interesse nell’acquisto di Omfesa è, quindi, ancora lontana dall’essere formalizzata. Così non resta che continuare a muoversi su un altro fronte: alla Regione Puglia lo stesso prefetto ha rinnovato l’invito a proseguire nell’azione di scouting, volta a trovare nuovi soggetti imprenditoriali interessati al sito produttivo di Trepuzzi.  

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Al termine dell’incontro i sindacalisti si sono detti soddisfatti dell’iniziativa del prefetto che ha voluto prendere in mano la situazione. Lodevole è l’intenzione di battere strade alternative anche per Buccarella (M5S), ma il senatore non ha mancato di ricordare le “responsabilità politiche” che sono a monte del disastro di Omfesa. Vale la pena ricordare, infatti, che l’azienda guidata da Ennio De Leo lavorava su commesse milionarie di Trenitalia. “Ottimo il percorso intrapreso stamane in prefettura – ha aggiunto Capone (Pd) - con la costituzione di una Conferenza permanente e l’obiettivo di delineare innanzitutto un quadro quanto più esatto e completo dell’intera vicenda per poter individuare risposte credibili, attuabili, definitive”.
 

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