Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Circoscritto il focolaio degli ulivi. La Regione mappa il Salento per trattare con Bruxelles

Gli ulivi colpiti dal 'batterio killer' si troverebbero solo nella fascia ionica: esclusi Brindisi, Taranto e Adriatico. L'assessore Nardoni: "Campioniamo il territorio per individuare le strategie d'intervento. L'Ue potrebbe dettare restrizioni meno drastiche"

L'incontro di questa mattina

LECCE – Uno degli alberi più longevi della storia dell’uomo, non a caso simbolo delle principali civiltà che si affacciano sul mediterraneo, è il responsabile dei riflettori mondiali che da giorni sono ben puntati sul Salento. Lo stillicidio silenzioso di piante (fino a 6mila esemplari su 8mila ettari di territorio) determinato dalla presenza di un batterio originario del Sud America, fa tremare l’economia salentina. Sembra mandare quasi nel pallone i vertici regionali che si muovono come elefanti in una cristalleria.

Alle prese con l’emergenza che tocca i gioielli di famiglia (gli ulivi) e si riverbera su una larga fetta dell’economia pugliese. La prudenza del governo barese appare quindi d’obbligo e la giunta, dopo aver stanziato una parte di risorse prelevate dal proprio bilancio di governo, ha dovuto anche bussare alle porte del governo nazionale. Senza cavarne, però, un ragno dal buco. Pressata dall’esigenza di reperire fondi aggiuntivi a quei 378 mila euro pugliesi, cui si sommano altri 2 milioni di euro deliberati dalla giunta di via Capruzzi, svincolati dal Patto di stabilità.

Ma l’emergenza che ha già interessato l’Unione Europea, sta per bussare nuovamente alle porte di Bruxelles: in vista dell’incontro che si terrà il 15 dicembre con il Comitato permanente fitosanitario, la Regione Puglia ha impegnato tecnici ed esperti  per monitorare la situazione ad ampio raggio. E restituire la misura precisa delle aree del contagio che, stando ai primi rilievi, sembrano essere circoscritte ai vivai dello Ionio, con una netta esclusione di tutta la fascia adriatica. Stesso discorso per le provincie di Brindisi e Taranto, ancora presumibilmente immuni dal contagio del ‘batterio killer’.

Le zone di incidenza della “Xylella fastidiosa”, l’agente che ha innescato il processo di disseccamento rapido degli alberi (forse in combinazione con altri fenomeni quali i vettori o un fungo), sembra essere quindi circoscritta: è quanto hanno ribadito oggi i vertici regionali nel corso di una conferenza stampa tenuta presso l’ufficio provinciale agricoltura della Regione Puglia (Upa), nella sede di viale Aldo Moro a Lecce.

Il responsabile dell’Osservatorio fitosanitario regionale, Antonio Guario, il direttore d’area, Gabriele Papa Pagliardini e l’assessore alle Risorse agroalimentari, Fabrizio Nardoni hanno voluto sgombrare il campo da ogni informazione “fuorviante”. A cominciare dalla notizia degli ultimi giorni che vuole una parte degli ulivi in netta ripresa, nonostante la mannaia della xylella: “La presenza di nuovi germogli sulle piante può essere considerata un fenomeno naturale, conseguenza delle abbondanti piogge – ha spiegato Antonio Guario – . Purtroppo, però, moltissimi nuovi germogli sono già seccati”.

L’assessore Nardoni, dal canto suo, sembra muoversi sul filo di lana. Come a schermirsi dalle critiche di una presunta “scarsa tempestività” dell’ente regionale nell’affrontare l’emergenza: “Un mese fa, se avessimo agito senza il conforto dell’evidenza scientifica, avremmo facilmente assunto posizioni più drastiche, come quelle del radicamento degli ulivi. Invece ancora adesso intendiamo resistere, finché possibile, e aprire un confronto costante e periodico con gli operatori del comparto ”.

I rilievi che i laboratori accreditati stanno realizzando incessantemente sono, quindi, la base di partenza per mettere appunto un programma operativo più chiaro. Definendo il perimetro delle aree di intervento e le misure da adottare, a partire dalla tipologia del taglio da operare sulla pianta.

Ieri, intanto, la giunta regionale ha licenziato una delibera (20/23) con cui impone limitazioni nel trasferimento di materiali di propagazione da un vivaio all’altro, allo scopo di bloccare il contagio. “Si tratta di una misura molto sofferta perché interviene direttamente sulla gestione di un settore fondamentale dell’economia – chiarisce il direttore dell’osservatorio regionale, Pagliardini – e che interviene a due livelli: nelle aree già infette ed in quelle ancora immuni”.

La mappa completa della campionatura sarà il biglietto da visita nella prossima audizione della Regione Puglia a Bruxelles:  ha come scopo quello di allentare le maglie delle misure cautelari già ipotizzate in forma drastica. Gli interventi ipotizzati nella zona “focolaio” vanno dall’estirpazione degli ulivi infetti alla bruciatura della vegetazione di piccole dimensioni, passando dagli interventi fitosanitari fino al divieto assoluto di movimentazione di qualsiasi materiale vegetale al di fuori dell’area.

Se il Salento rappresenta una goccia nel mare dell’Europa, con un potere di contrattazione ovviamente contenuto, da Bruxelles pare che siano in attesa di verificare dati precisi. Il più possibile incoraggianti, in modo da allentare le maglie delle restrizioni imposte agli olivicoltori.

“Abbiamo gli occhi puntati addosso e agiamo su obiettivi a brevissimo tempo – ha  aggiunto il responsabile dell’Osservatorio fitosanitario, Antonio Guario -, tra cui l’individuazione di quelle specie che non sono suscettibili al virus e che possono essere facilmente commercializzate”.

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