Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Gasdotto, positivo il primo incontro tra il governo e i sindaci “No Tap”

Faccia a faccia tra i primi cittadini di Vernole e Melendugno e il sottosegretario alle Attività Produttive, a Lecce per spiegare le esigenze strategiche dell'Italia e dell'Europa. Piace la strada della consultazioni pubblica proposta dalla Regione

Al centro, il sottosegretario De Vincenti.

LECCE – Nell’omaggio istituzionale, di rito in circostanze simili, era insito un messaggio, nemmeno tanto implicito. Così il sottosegretario alle Attività Produttive, Claudio De Vincenti, ha ricevuto dai sindaci di Melendugno e Vernole, Marco Potì e Luca De Carlo, un volume con la copertina raffigurante all’insenatura di Torre Sant’Andrea. Come a dire: guardi che bel mare.

Per la prima volta da quando la questione del gasdotto Tap è diventata di pubblico dominio, un esponente del governo è venuto nel Salento per discutere del tema con i rappresentanti del territorio interessati dalla realizzazione dell’opera. Il faccia a faccia è stato preceduto da un incontro con il Francesco Bruni, presidente della commissione Ambiente della Provincia di Lecce che ha accennato i primi riscontri dello studio che Palazzo dei Celestini ha affidato al docente universitario di Ecologia, Alberto Basset. Intanto sarebbe emersa la necessità di integrare gli elaborati progettuali dal punto di vista della compatibilità ambientale. “Un fatto normale in questa fase, – ha chiarito Bruni  - non essendo ancora in fase esecutiva”. Della delegazione provinciale hanno fatto parte anche l'assessore al Turismo, Francesco Pacella e il capo di gabinetto, Luigi Mazzei.

Alla fine dei “colloqui bilaterali” il giudizio unanime è stato di moderata soddisfazione. Di certo è evidente la volontà del governo di percorrere una strada diversa rispetto a quella che ha portato al muro contro muro in Val di Susa per l’alta velocità.

Prima di entrare a Palazzo Adorno, il sottosegretario si è intrattenuto con i cronisti: “Siamo qui per presentare i motivi per i quali il governo ha sostenuto insieme alla Commissione europea la strategia di collegamento con il Mar Caspio. E’ fondamentale per la sicurezza energetica dell’Italia e per l’Europa diversificare le fonti di approvvigionamento del gas. Però vogliamo anche poter accogliere anche le esigenze del territorio e condividere le soluzioni migliori perché è molto importante, come diceva ieri il presidente Vendola, ascoltare i cittadini”.

“Quello di oggi  - ha proseguito il rappresentante del governo - è il primo contatto diretto con le istituzioni, poi torneremo durante le consultazioni pubbliche per avere un confronto diretto anche le associazioni, con le forze sociali ed economiche e con i cittadini sul modo migliore per realizzare, nei tempi più coerenti con le esigenze del territorio, questa opera strategica. Noi pensiamo che va valutato per un verso con la via in maniera scientifica, per altro verso condividere queste valutazioni tecniche, discuterle con loro. Questi due processi devono a un certo punto convergere e portarci alla scelta migliore. Oggi il consorzio Tap ha indicato quella soluzione, noi vogliamo valutare le alternative”.

Sul peso specifico che il parere della Regione Puglia potrà avere nella valutazione di ipotesi alternative a San Foca, De Vincenti ha precisato: “La Via è un processo nazionale, il parere della Regione non è vincolante ma è importante. Ma son tutte cose premature adesso. Prima di tutto ragioniamo su Melendugno, però sappiamo che ci sono altri possibili approdi. Facciamo intanto la consultazione”.

sottosegretario 002-2Marco Potì, sindaco di Melendugno, al termine dell’incontro, ne ha tracciato un resoconto: “Abbiamo voluto ringraziare il sottosegretario perché dopo tanto tempo è la prima volta che un esponente del governo si muove per sentire cosa ne pensano sindaci e comunità. Abbiamo potuto illustrare in maniera chiara le ragioni della nostra opposizione. Spesso, infatti, la distanza non aiuta a comprendersi. Il sottosegretario si è soffermato sulla strategicità dell’infrastruttura, sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, sui risvolti positivi sul prezzo del gas. Anche su questo abbiamo espresso i nostri dubbi. Ci siamo dati appuntamento tra qualche settimana, in occasione dell’iniziativa della Regione sulle consultazioni popolari”.

Fino ad allora si punta a far lievitare le prese di posizione in tutto il Salento contro il gasdotto, sulla scorta di quanto già fatto dal suo Comune: “L’obiettivo è coinvolgere sempre più comunità. Non perché siamo pericolosi estremisti, ma perché siamo persone che ragionano e che valutano in maniera libera questo tipo di progetti. Lizzanello, Caprarica, Calimera, Cavallino san donato soleto galatina san cesario. Se non si coglie il grido di dolore che viene da uno dei tratti migliori della costa salentina – come ebbe modo di dire Vendola – non sappiamo che altro fare”.

Sull’ipotesi di un approdo a Cerano, Potì ha colto “la disponibilità a valutare in sede tecnica, e io aggiungo anche in sede politica, la possibilità che questo progetto venga valutato negativamente in modo che il governo e la regione possano chiedere alla società una diversa soluzione come anche, lo abbiamo precisato nelle nostre delibere, prevede la legge”.

Luca De Carlo, sindaco di Vernole, ha concluso: “Abbiamo iniziato a ragionare. E’troppo presto per esprimere giudizi. Intanto si aprirà il processo di consultazione popolare che abbiamo richiesto e che sarà determinante per il progetto finale”. Insomma, la via tracciata ieri dal governatore e dall’assessore alla Trasparenza, Gugliemo Minervini, è stata giudicata la migliore per incardinare il dibattito in una dimensione pubblica che tenga conto della voce del territorio. Resta da capire quanto questa convergenza sul contenitore della consultazione pubblica sia sincera da parte di tutti gli attori in gioco.

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