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Intrecci sospetti tra politica e criminalità: l'indagine del Comune al vaglio del prefetto

Nuovo incontro tra una delegazione del Pd e il prefetto Claudio Palomba. Presente anche il senatore Tomaselli che ha confermato la visita, nell'ambito di un'attività ordinaria, della commissione nazionale antimafia: "Ho posto la necessità di un focus su vicende che hanno elementi di una certa gravità"

LECCE – Criminalità e politica, bisogni primari e clientele. Le nubi di intrecci sospetti si sono addensate da tempo su Palazzo Carafa e la magistratura è al lavoro per delineare i confini di contatti che alla fine potrebbero essere stati semplicemente inopportuni, ma che meritano di essere sviscerati.

Un personaggio ritenuto vicino a un esponente criminale di spicco – lo documenta un’intercettazione - si è vantato di essere stato determinante nell’ottimo piazzamento elettorale alle ultime amministrative di Severo Martini, poi divenuto assessore all’Urbanistica. L’esponente del governo cittadino ha riconosciuto i contatti, ma ascrivendoli esclusivamente al rapporto che intercorre tra un medico, quale lui è, e un paziente.

Un altro filone d’inchiesta, relativo alla gestione delle case popolari e degli alloggi parcheggio, vede tra gli indagati due altri assessori, Luca Pasqualini e Attilio Monosi. Due situazioni opache per il Partito Democratico che ha sollecitato prima l’attenzione del prefetto, che oggi ha incontrato per la seconda volta, e quindi della commissione parlamentare antimafia, contando anche sul senatore Salvatore Tomaselli che dell’organismo inquirente è membro. Anche lui ha fatto parte della delegazione, con i deputati Salvatore Capone, Federico Massa e il segretario provinciale, Salvatore Piconese, che questa mattina si è recata a Palazzo dei Celestini.

Due i punti acquisiti durante l’incontro con Claudio Palomba: il primo riguarda la certezza della visita della commissione, probabilmente entro la fine dell’anno. La seconda prevede la verifica da parte degli organi prefettizi dei risultati della verifica interna che il sindaco Paolo Perrone ha disposto come iniziativa autonoma.

Le dichiarazioni al termine dell'incontro.

Salvatore Tomaselli ha così commentato l’esito dell’incontro: “E’ un’iniziativa assunta dal Pd di Lecce già da diverse settimane, con i suoi dirigenti e i suoi parlamentari, che ha posto un tema alla città, all’amministrazione comunale e alla rappresentanza dello Stato sul territorio, ovvero di intervenire con adeguate iniziative per ripristinare trasparenza e legalità in un rapporto tra la pubblica amministrazione, pezzi della classe politica e la gestione del patrimonio immobiliare in cui sono acclarati, ché di questo parlano non solo i giornali ma soprattutto le indagini della magistratura, i rapporti tra ambienti criminali, legati anche a gruppi organizzati e pezzi della pubblica amministrazione”.

“Questa iniziativa sostenuta con caparbietà e lungimiranza dal gruppo dirigente locale ha coinvolto chi come me è componente della commissione antimafia sia per nuovamente rappresentare al prefetto l’urgenza di interventi chiarificatori.  C’è un’iniziativa dell’amministrazione comunale che noi ci auspichiamo possa portare a questi elementi di trasparenza e legalità. Mi pare che le prime dichiarazioni siano timide e autoassolutorie da parte del sindaco di Lecce. Noi invece speriamo che dalle iniziative che la prefettura sta monitorando, emergano nelle prossime settimane profili di chiarezza. Alla fine di questo lavoro giudicheremo di conseguenza”.

“Intanto la commissione antimafia sta girando per l’Italia incontrando gli enti locali, le forze dell’ordine, la magistratura. Verrà a Lecce credo entro la fine dell’anno nell’ambito di una programmazione ordinaria, ma io ho posto alla presidente Bindi la necessità di aprire un focus su questa vicenda che ha elementi anche di una certa gravità”.

“Ci aspettiamo elementi di chiarezza che finora sono stati negati o sottovalutati. La nostra è una iniziativa politica, tocca ad altri pezzi dello Stato intervenire a cominciare dalla magistratura quando riterrà, come noi crediamo, di acclarare dei reati. A noi interessa che la politica venga depurata da ogni commistione e questo riguarda il centrodestra e il centrosinistra, a maggior ragione chi oggi governa ora la città. Tocca a chi ha il peso di una grande città del Mezzogiorno com’è Lecce intervenire su un pezzo della pubblica amministrazione su cui sono evidenti commistioni che debbono essere messe alla porta e bandite”.

 “Ho ascoltato con interesse anche la notizia della visita che, come è stato detto, è ordinaria – ha dichiarato il prefetto, Claudio Palomba -. Ovviamente anche Lecce deve accendere i propri riflettori perché la prevenzione per noi è fondamentale. Quindi ben vengano se si discute di come prevenire il fenomeno, credo che questo sia essenziale, il che non significa creare allarmismi: c’è un’intensa attività da parte dell’autorità giudiziaria e delle forze di polizia. Da parte mia sottoporrò all’attenzione della commissione la necessità di una maggiore attività di prevenzione che parte con modelli operativi diversi, la prevenzione amministrativa attraverso un esame di tutte le autorizzazione, concessioni nei settori maggiormente oggetto di attenzioni della criminalità organizzata”.

Sulla disposizione di un’indagine interna da parte del sindaco, il prefetto ha precisato:“Dopo gli ultimi incontri il sindaco ha recepito favorevolmente l’istituzione di questo servizio, aspettiamo gli esiti, c’è un contatto continuo. Spero che i tempi siano ristretti e ravvicinati, soprattutto per le comunità e l’opinione pubblica leccese. La commissione non è specifica, è quella prevista dalla legge in alcuni casi. Per il momento c’è un’intesa per la quale i riscontri verranno esaminati anche dalla prefettura”.

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