Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

“Indennità scippate”. Infuria la protesta dei dipendenti della Provincia

Dopo l'ammanco di 800 mila euro nel fondo del personale, registrato dalla Ragioneria di Stato, la Provincia decide di decurtare i salari dei dipendenti. Oggi assemblea a Palazzo dei Celestini. La lotta non si ferma

 

LECCE - Una decurtazione sullo stipendio dei dipendenti della Provincia di Lecce? Non se ne parla neanche. Così gli interessati, si sono dati appuntamento sotto i portoni dell’ente per protestare contro la delibera provinciale che “farà pagare alle ultime ruote del carro”, l’ammanco di 800 mila euro nelle casse del fondo di Palazzo dei Celestini destinato al personale.

Il preannunciato sit- in organizzato dalle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Csa e Diccap si è rilevato all’altezza delle aspettative: più di 400 persone, tra impiegati e funzionari hanno dapprima manifestato la loro preoccupazione per strada, per poi riunirsi in un’infuocata assemblea presso la sala consiliare della Provincia. L’obiettivo è spostare la rotta della vertenza su altri binari che risolvano il deficit finanziario, senza compromettere le voci accessorie dell’esiguo stipendio: quelle 100, 200 euro in meno ogni mese “peseranno eccome sulle nostre tasche”, denunciano i dipendenti. Centinaia di famiglie, per lo più monoreddito, potrebbero essere costrette a rivedere i propri conti, già ad ottobre: quando la delibera dell’ente che stabilisce il recupero della somma mancante, spalmandola in 5 anni, diventerà esecutiva.

Il “sacrificio” imposto, secondo i sindacati, ai “soliti noti, mentre i vertici ed i dirigenti dell’ente non vengono mai colpiti dalla scure economica”, avrebbe all’origine un errore di carattere amministrativo. “Nel 2007, in sede di rinnovo del contratto, gli amministratori ci presentarono il fondo certificato per il personale, che prevedeva degli incrementi legittimi”, spiega Giovanni Manzo di Csa. Cinque anni più tardi, l’intervento della ragioneria dello Stato ha certificato, invece, una somma illegittimamente inserita nei fondi per il trattamento accessorio del personale dipendente degli anni 2007-2012 , pari a 800 mila euro.

provincia 018-2“Quella cifra è stata dichiarata illegittima perché mancava il bene stare del nucleo di valutazione interno, composto da membri dell’amministrazione provinciale”, aggiunge il sindacalista Csa, sottolineando che queste procedure tecniche non sono di competenza delle parti sociali, ma della parte pubblica. Da qui la recriminazione che “a pagare l’ammanco siano i dirigenti che hanno commesso l’errore, perché le responsabilità ultime sono di chi formalizza gli atti, non dei lavoratori”, puntualizza il collega Giorgio Rausa. Dal sindacato arrivano forti accuse di “doppiopesismo” dell’amministrazione di Palazzo dei Celestini, la quale “non applica lo stesso rigore finanziario e fiscalismo ai propri dirigenti”.

Quel che è peggio, secondo gli interessati, è che il ventaglio di proposte alternative per ripianare il debito, “non sono state prese in considerazione dalla delegazione trattante”. La richiesta pervenuta alla parte pubblica prevedeva due strade che sventavano il rischio di metter mano ai portafogli dei dipendenti: innalzare il fondo del personale inglobando, in esso, il fondo per lo straordinario –“da sempre appannaggio di pochi fortunati”, dicono i referenti sindacali”- e ridimensionare la somma da destinare alle posizioni organizzative ed alte professionalità.

“Se questa operazione fosse andata in porto, avrebbe consentito di aumentare notevolmente il fondo del personale, limitando i danni della decurtazione chiesta dalla Ragioneria generale dello Stato”: l’accordo non è stato concluso e l’assemblea dei lavoratori ha scelto di proseguire sulla scia della protesta. Senza escludere la possibilità di accedere alle vie legali, in mancanza di valide alternative.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Indennità scippate”. Infuria la protesta dei dipendenti della Provincia

LeccePrima è in caricamento