Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

"Informazione precaria": partirà dal Salento la petizione per l'equo compenso

La Cgil aderisce alla protesta di giornalisti ed operatori della comunicazione, con la volontà di lanciare una piattaforma di rivendicazioni per contrastare la precarietà del lavoro: tra le proposte, quella dello stipendio minimo

LECCE - "Siamo a fianco dei giornalisti e degli operatori dell'informazione": la Cgil e il sindacato dei lavoratori della comunicazione (Slc) della Cgil Lecce, attraverso i rispettivi segretari, Salvatore Arnesano e Salvatore Labriola, annunciano la volontà di appoggiare in pieno la mobilitazione in corso nel mondo dell'informazione, che porterà a lanciare, proprio dal Salento, una petizione nazionale sull’equo compenso nel lavoro giornalistico.

"Una mobilitazione - chiariscono - i cui contenuti aderiscono totalmente alla piattaforma di rivendicazioni e richieste che la Cgil ha avanzato al governo per contrastare la precarietà nel lavoro, in occasione della nostra mobilitazione nazionale iniziata lo scorso 10 maggio".

Tra i punti della piattaforma, c’è proprio quello dell’equo compenso: "Crediamo infatti - chiariscono i segretari delle organizzazioni sindacali - che tutti debbano avere diritto a un equo compenso che non può essere inferiore a quanto previsto nei contratti nazionali di lavoro per i dipendenti di pari professionalità".

"Se non si stabilisce un compenso minimo - spiegano -, l’aumento dei contributi previdenziali rischia di essere pagato tutti dai collaboratori a progetto e dalle partite iva. Inoltre chi lavora a partita iva paga già i contributi tutti di tasca propria: per questo chiediamo che diventi obbligatoria la rivalsa previdenziale nei confronti del committente nella misura dell’8%".

"Per questo - concludono - affiancheremo questa battaglia che si inserisce pienamente nella lotta della Cgil contro la precarietà e per la dignità dei lavoratori che deve essere garantita da retribuzioni eque, tutele e ammortizzatori sociali".

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