Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

“Informazione precaria” sbarca in Parlamento con l’interrogazione di Bellanova

Il deputato Pd scrive al ministro competente per chiedere di garantire tutele economiche ed impedire il precariato economico che caratterizza il giornalismo. Il disegno di legge sull’equo compenso, intanto, è ancora fermo in Senato

Teresa Bellanova.

 

LECCE - Si agita qualcosa nel bassofondo dell’informazione. Precaria. Dopo i segnali di fumo lanciati dal cameraman Vincenzo Siciliano e del suo ex direttore di Canale 8, Gaetano Gorgoni, la protesta organizzata dagli operatori della comunicazione locale sale sugli scranni più alti del governo. La rivendicazione sull’equo compenso e la dignità della professione, trattata alla stregua di un hobby, approdano in parlamento grazie all’interrogazione presentata dal deputato del Pd, Teresa Bellanova.

Il testo dell’interrogazione comincia con una citazione dell’articolo 36 della Costituzione, il quale sancisce che "il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa"; per poi citare i due casi più eclatanti delle dimissioni in diretta rassegnate da Gorgoni e dell’operatore Siciliano che, qualche tempo prima, era stato licenziato dalla medesima azienda per aver pubblicamente denunciato, su facebook, la mancata retribuzione dello stipendio“.

Dopo questo evento,  lesivo della dignità professionale e dei più elementari diritti di opinione, molti giornalisti, operatori di ripresa, redattori di testate on-line e addetti stampa hanno costituito spontaneamente il gruppo “Informazione precaria” per determinare tempi e modalità di una protesta che, partendo dal singolo caso, scoperchiasse l’ipocrisia che governa buona parte dell’informazione locale che ogni giorno racconta la precarietà altrui vergognandosi della propria o cedendo al timore del più becero ricatto occupazionale”, scrive il deputato.  “Il problema della precarietà e della svalutazione del lavoro professionalizzato in questo settore sembrerebbe essere molto più diffuso di quello che potrebbe apparire. – aggiunge - Dalle denunce che emergono anche a mezzo stampa, molto spesso giornalisti ed operatori del settore sono, purtroppo, soggetti ad una condizione di estrema ricattabilità che spesso si concretizza in condizioni lavorative ed economiche estremamente penalizzanti”.

 Il deputato ricorda che il provvedimento legislativo sull’equo compenso del lavoro giornalistico è attualmente bloccato in Senato, mentre “rappresenterebbe una buona modalità per contrastare il precariato giornalistico che ha delle specificità e deve essere trattato attraverso un provvedimento specifico”. Teresa Bellanova chiede, quindi, al ministro competente quali iniziative intende assumere “per garantire maggiori tutele lavorative ed evitare al contempo gravi penalizzazioni che, purtroppo, queste persone molto spesso sono costrette a subire”. E ciò “affinchè la libertà d’informazione e di autonomia del giornalismo, spesso invocata e troppo poco praticata, trovi finalmente spazio”.

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