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Inquinamento della falda: via libera della Regione ai monitoraggi Asl

La giunta ha approvato il progetto Minore con cui controllare lo stato di salute delle acque e dei pozzi, compresa l'area di Burgesi. Soddisfazione del direttore Melli

L'area di Burgesi.

LECCE – Sono oltre 13 mila i pozzi autorizzati (ma se ne stimano altrettanti abusivi) che pescano dalla falda acquifera: la Asl di Lecce ora ha ottenuto il via libera dalla Regione Puglia per monitorare la situazione e classificare lo stato del rischio dei corpi idrici sotterranei, dunque il relativo inquinamento, entro il 2018.

Il progetto dei monitoraggi idrici non obbligatori, detto Minore, è stato approvato dalla giunta regionale ed è il coronamento di un percorso avviato dall’azienda sanitaria e dal dipartimento di prevenzione che ha incrociato il consenso di tutti i sindaci salentini, intenzionati a verificare lo stato di salute delle acque.

“La tutela della risorsa idrica, infatti, è una problematica di particolare rilievo per la tutela della salute pubblica, specialmente alla luce degli indiscutibili cambiamenti climatici che stanno accelerando il processo di desertificazione del nostro territorio e rendendo drammatico il problema della siccità”, puntualizzano dalla Asl di Lecce.

L'approvazione ed il finanziamento del progetto è stata definita dalla numero uno di via Miglietta, Silvana Melli, come un’importante “vittoria dei cittadini del Salento leccese e della Asl di Lecce".

“Attuare un progetto così importante e condiviso pienamente dalla Regione Puglia – aggiunge Silvana Melli – servirà anche a stabilire un rapporto più forte tra istituzioni e territori all’insegna di una rinnovata sensibilità ambientale e in stretta connessione con la doverosa tutela e promozione della salute, a partire proprio dall’attenzione nei confronti dell’ambiente”.

Tra gli obiettivi caratterizzanti del progetto, è previsto l’incremento del numero di fitofarmaci analizzati nelle acque, includendo anche il glifosate (erbicida ampiamente utilizzato in agricoltura), destinate ad uso umano. Inoltre, in un numero significativo di pozzi situati in allevamenti o aziende agricole si controllerà la qualità delle acque destinate ad irrigazione o abbeveraggio, attraverso l'analisi di parametri chimici ulteriori rispetto a quelli attualmente monitorati, ma indispensabili per garantire la salubrità della catena alimentare.

Parte fondamentale del progetto Minore è l'organizzazione di campagne di formazione destinate agli alunni delle scuole dell'obbligo, ma anche una campagna informativa per la popolazione denominata "L'acqua è vita in salute", sul corretto utilizzo della risorsa acqua.

Inoltre, le risultanze del progetto saranno utilizzate come stimolo per proporre modifiche normative finalizzate ad aumentare i controlli necessari per il rinnovo delle autorizzazioni dei pozzi privati, fino a ipotizzare una eventuale moratoria sull'autorizzazione di nuovi pozzi per rallentare il processo di inarrestabile salinizzazione della falda salentina.

Alla realizzazione del progetto saranno impegnati oltre che i servizi medici e veterinari che si occupano di igiene degli alimenti, anche l'Arpa ed il dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali (Disteba) dell'Università del Salento.

Il Progetto Minore e l’azione della Asl di Lecce, infine, andranno a intersecarsi con il piano straordinario di monitoraggio dell’area di Burgesi nel Comune di Ugento, per la quale la Regione Puglia ha varato e finanziato un provvedimento ad hoc per la ricerca di eventuali contaminazioni della risorsa idrica potabile, discriminarne l’origine, verificando se siano attribuibili a fonti di inquinamento della fonte idrica potabile a monte (invasi) o ad altre fonti di contaminazione, quali la discarica Burgesi.

Su questo fronte, Asl Lecce lavorerà fianco a fianco con Arpa Puglia e Istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata. Un’attività a tutto campo che consentirà, potendo contare proprio sul progetto Minore, di avere una visione generale sullo stato di salute della falda idrica del Salento che contempli anche i casi specifici come quello di Burgesi.

A questo proposito è intervenuto anche il deputato Rocco Palese che non ha mancato di sottolineare il ritardo con cui si sta muovendo l'ente regionale: "Finalmente, anche se con sei mesi di ritardo, la Regione ha attivato il fondo da 1 milione di euro istituito presso il ministero dell'Ambiente grazie all'intervento legislativo proposto dal sottoscritto per finanziare il piano di verifica della situazione ambientale nella discarica di Burgesi. Oggi i cittadini del basso Salento possono tirare un sospiro di sollievo perchè finalmente si saprà se è vero o no che nel sottosuolo della discarica sono stati smaltiti abusivamente rifiuti tossici pericolosi". 

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