Gasdotto Tap, Il Pd chiede un dialogo vero con il territorio

I deputati Teresa Bellanova e Salvatore Capone presenteranno lunedì prossimo un'interrogazione al governo per chiedere un'informazione trasparente sull'opera. E al consorzio sollecitano un confronto reale con istituzioni locali e ambientalisti

@TM News/Infophoto

LECCE – Del progetto di gasdotto della Tap se ne parlerà lunedì alla Camera dei deputati, quando Teresa Bellenova, Salvatore Capone ed Elisa Mariano interrogheranno il governo sui tempi di realizzazione, sull’impatto ambientale, sugli eventuali rischi per la salute. L’approdo previsto a San Foca e la prosecuzione delle tubature fino alla centrale di depressurizzazione che dovrebbe sorgere nei dintorni di Acquarica di Lecce, pongono da tempo in allarme le amministrazioni locali che, a più riprese, rilanciando le preoccupazioni di ambientalisti e comitati spontanei, hanno formalizzato la loro posizione contraria alla grande opera.

Ma la partita del gas naturale non si gioca certo a livello periferico tanto che il primo ministro, Enrico Letta, ha manifestato il proposito di recarsi in visita ufficiale a Baku, capitale dell’Azerbaijan, dove ieri il consorzio Shah Deniz ha dichiarato di aver selezionato il progetto presentato da Tap per la costruzione del cosiddetto “Corridoio Sud” nel quale l’Italia spera di diventare l’hub per l’approvvigionamento proveniente dal Mar Caspio e destinato all’Europa meridionale e continentale.

“Consideriamo essenziale”, commentano i firmatari della interrogazione, “che le informazioni sull’opera giungano, in questa fase così delicata, dal governo e dal ministero dello Sviluppo economico, anche per comprendere più compiutamente il carattere strategico e nazionale della infrastruttura e il suo ruolo all’interno di un quadro nazionale ed europeo di assoluta rilevanza. Il gas proveniente dal Caspio permetterebbe infatti all’Italia e all’Europa di variare le forniture sganciandosi dal canale russo, e non sfuggono le dichiarazioni  in questa direzione anche dei vertici europei, come gli assist al progetto Tap in sede di Commissione europea per l’energia.

Gli esponenti del Pd non si dicono affatto contrari all’opera e al suo peso geopolitico, ma chiedono di valutare con altrettanta attenzione gli interessi del territorio: “D’altra parte differenziare i canali di fornitura – spiegano i tre parlamentari democratici - significherà anche una maggiore capacità di contrattazione del costo del gas, con ricadute evidenti ed importanti, per famiglie ed imprese.  Ciononostante, la Puglia è una regione che ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo a scelte nazionali operate negli anni scorsi senza quella necessaria lungimiranza e avvedutezza nei confronti delle ragioni territoriali e della salvaguardia dei cittadini. Ecco perché è necessario che sul progetto Tap il governo dica parole di verità, e i vertici del consorzio aprano un dialogo vero, non di facciata, con le amministrazioni territoriali, le associazioni ambientaliste, i cittadini. Non per alzare roccaforti pregiudiziali, ma per garantire contemporaneamente la realizzazione del progetto e la tutela delle popolazioni.

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Ci sono del resto le ragioni di quel tessuto economico e sociale che negli ultimi anni ha puntato tutto o quasi sul turismo. Lo stesso Comune di Melendugno ha ricevuto tutti i riconoscimenti possibili sulla qualità delle sue acque e dei servizi per i visitatori: “Chi ha investito in questi anni su un Salento turistico, della bellezza, della qualità territoriale, deve sapere di essere tutelato al pari della Tap, e che le risorse e i sacrifici non saranno travolti. Solo così, peraltro, in attesa della valutazione d’impatto ambientale, e del tracciato definitivo, potrà essere costruita una alleanza virtuosa e concreta tra le ragioni dell’interesse nazionale e quelle, non meno importanti, della salvaguardia territoriale”.

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