Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Fse e disagi continui. Il dubbio di Stefano: "Lo status quo conviene a qualcuno"?

Interrogazione del senatore di Sel al ministro dei Trasporti. Tra esposizione debitoria e disservizi, i collegamenti interprovinciali del Salento sono lontani dagli standard di media efficienza. La lettera denuncia di un abbonato: "Ora che i turisti sono andati via è tempo di parlarne"

Foto del lettore autore del contributo.

LECCE – Più che alta velocità, ordinaria manutenzione. Il dibattito sul trasporto ferroviario oscilla da un polo all’altro, tra speranze di collegamenti a 300 chilometri all’ora e quotidiane prese d’atto dell’inefficienza dei servizi per studenti e pendolari lungo le rotte ferrate del Salento.

La questione delle Ferrovie Sud Est è annosa, quasi quanto l’idea di ammodernarle e trasformarle in metropolitana di superficie. E adesso finisce sul tavolo del ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, attraverso un’interrogazione del senatore Dario Stefano.

 “Parliamo – spiega l’esponente di Sel - della più estesa rete ferroviaria italiana, dopo Ferrovie dello Stato, cui è interconnessa, che con i suoi 474 km di linea rappresenta, nel comprensorio a sud di Lecce, l'unico vettore su rotaia, che per decenni ha garantito la mobilità in Puglia di lavoratori, studenti e merci. Da tempo, però, si registrano disservizi giornalieri e l'utilizzo di un parco mezzi inadeguato e oramai vicino al collasso. Gli investimenti effettuati, anche con fondi pubblici, sarebbero stati inadeguati portando la società a una esposizione debitoria che ammonta a circa 240 milioni. Alcuni casi sono attualmente oggetto di inchiesta giudiziaria”.

“È una situazione non più sostenibile – prosegue Stefàno - che ho voluto illustrare nei dettagli al ministro, sperando che si individui una soluzione. Qui è in gioco il diritto a una mobilità moderna e sicura: si può pensare di far viaggiare le persone sulle littorine costruite negli anni '60? O in carrozze super affollate e senza climatizzazione? O peggio prive dei requisiti di sicurezza? A farne le spese anche capitreno, macchinisti e autisti, vittime non di rado di aggressioni da parte di un’utenza sempre più esasperata”.

Il senatore ricorda che “l'ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola ha sollecitato più volte il cambio di management al ministero, unico azionista della società. La Regione aveva anche proposto un piano di assorbimento o acquisto di Fse, previa una verifica dei bilanci alla quale però l'azienda non ha mai acconsentito. È lecito sospettare che vi sia l’interesse a mantenere le cose così come sono?”.

Il contributo di un lettore.

I disagi del trasporto locale, del resto, sono pane quotidiano per chi, per un motivo o per l’altro, non può farne a meno: è il caso di un abbonato di cui riportiamo il contributo che ha inviato in redazione qualche giorno addietro.

E’ tempo di parlarne. Ora che i turisti sono andati via abbiamo l’obbligo di riflettere: come li abbiamo accolti, quali servizi efficienti e confortevoli gli abbiamo offerto (a pagamento), quale settore dovremmo migliorare ancora, dove spendere le nostre future risorse, provinciali e regionali.

Sono un abbonato pendolare delle Ferrovie Sud Est, sulla tratta Casarano-Gallipoli. Una tratta '"chiusa per ferie”, con i treni sospesi e sostituiti dagli autobus (corse automobilistiche e viarie registrate, con probabilità, come corse sui binari).

Autobus sporchi, senza tendine al riparo dal calore cocente dei 45 gradi, con finestre fisse e senza aria, senza climatizzatore, costretti a viaggiare pericolosamente con la porta aperta oppure con la porta chiusa con una cordicella.

Pullman in avaria (parcheggiati perfino sulla strada di fronte al cimitero di Gallipoli), corse sospese mai partite e mai arrivate, autisti costretti a richiedere l’intervento del 118 causa malore.

Corse sospese per tutta la stagione estiva per e dalle fermate “Baia Verde” e “Via Salento”, fermate turistiche e marine. Vagoni morti e fermi per tutta la stagione sull’ultimo binario della stazione di Gallipoli.

Personale di stazione che dietro una biglietteria consigliava ai turisti, in mancanza di collegamenti ferroviari con la Baia Verde, a prendere sul piazzale della stazione una navetta (a prezzi vergognosi e vampiri).Questo è lo show che abbiamo offerto nella stagione estiva del 2015. Di meglio non potevamo proprio fare.Da salentini, non ci resta che vergognarci. Ed io me ne vergogno. Al posto loro!

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