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Vertenza ex Bat. I senatori Movimento 5 Stelle sollevano il “caso” Iacobucci

Un gruppo di parlamentari (Buccarella, Donno, Airola, Castaldi, Bottici) ha presentato un'interrogazione parlamentare: "Da un lato i lavoratori di Lecce si avviano al licenziamento, dall'altro la società incrementa il fatturato e l'occupazione nella sede centrale di Ferentino"

Una delle recenti proteste

LECCE - Riflettori puntanti, ancora una volta, sulla vertenza ex Bat. L’attenzione questa volta è rivolta ai lavoratori di Iacobucci Mk, una delle tre società coinvolte nel fantomatico progetto di riconversione industriale del sito, stilato nel 2010, e ben avviato verso il definitivo fallimento. “Un piano di riconversione – puntualizza Maurizio Buccarella, vice presidente della commissione Giustizia del Senato - che, sin dall’inizio, sembrava concepito unicamente per venire incontro alle esigenze di dismissione dell’impianto produttivo della multinazionale del tabacco e, al contempo, favorire le tre società”.

Lungi dal salvare, infatti, i livelli occupazionali, tutti gli operai si sono ritrovati invece con un pugno di mosche in mano, non avendo trovato miglior fortuna nelle aziende selezionate da British American Tobacco dal territorio per riconvertire la produzione del sito di Lecce.

Tra le altre “vittime sacrificali”, così come Buccarella definisce  gli ex dipendenti Bat, “figurano proprio i lavoratori assorbiti da Iacobucci che si stanno giustamente opponendo allo spoglio dello stabilimento leccese delle attrezzature e dotazioni produttive che la società-madre Iacobucci Hf vuole trasferire nel suo stabilimento in provincia di Frosinone, mentre per il mese di luglio si profila per loro lo spettro del licenziamento”.

Il paradosso evidenziato dall’esponente salentino del gruppo 5 stelle sta nel fatto che “il titolare della società, Luca Iacobucci, appena poche settimane addietro vantava sulla stampa incrementi di fatturato maturati nel 2014 ed altrettante previsioni di crescita del ben 30 percento per il 2015, tanto da prevedere prossimi allargamenti di azienda, nuovi spazi e nuove assunzioni”.

“Tali affermazioni e determinazioni sembrano confermare un premeditato piano che si inserisce nella prassi delle ‘bad’ (Iacobucci Mk, stabilimento di Lecce) e ‘good company (Iacobucci Hf Aerospace, stabilimento di Ferentino) a vantaggio dei soliti pochi ed a danno dei lavoratori e delle casse pubbliche”, spiega Buccarella che  insieme ad altri colleghi parlamentari del M5S in Senato (Donno, Airola, Castaldi, Bottici) ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo Economico.

Interrogazione di cui i prossimi tavoli per la verifica della riconversione ex-Bat  “non potranno non tener conto, così come, verosimilmente, l’autorità giudiziaria, già investita per i probabili profili di responsabilità penale ravvisabili esaminando l’intera vicenda”. L’auspicio del gruppo 5 stelle è che “l’intera classe politica salentina ritrovi il coraggio di dire le cose come stanno, senza più ipocrisie e cerchiobottismi, tutelando davvero gli interessi di tante famiglie salentine”.

Il testo dell’interrogazione ripercorre, a grandi linee, la trafila del piano di riconversione con un focus sulla società Iacobucci Mk che, agli esordi, presentò un progetto per la produzione di apparecchiature ed accessori per il servizio a bordo degli aeromobili. “A detta del suo rappresentante, l'azienda avrebbe operato sul mercato internazionale, vantando tra i propri clienti tutti i maggiori costruttori di velivoli e le principali compagnie aeree”, si legge nel testo dell’interrogazione.

“Nel mese di ottobre 2011 sono iniziati i corsi di riqualificazione del personale e, successivamente, le assunzioni da parte di Iacobucci Mk – proseguono i senatori - . A giudizio degli interroganti la formazione e riqualificazione del personale sono state eseguite, però, in modo superficiale. Difatti, coloro che erano rientrati dai corsi di formazione e gli altri che non ne avevano frequentati hanno prestato soltanto poche ore di lavoro perché, sino a fine anno 2012, lo stabilimento risultava non provvisto dei macchinari necessari ed inagibile. Le prime attrezzature sono state installate soltanto nell'aprile 2012”.

E ancora: “Nel marzo 2013, presso la sede di Confindustria Lecce, l’azienda imputava i ritardi nell’erogazione degli stipendi, verificatisi nei 2 mesi precedenti, alla mancanza di sostegno da parte delle banche locali: un problema temporaneo, dunque, e facilmente risolvibile. Tuttavia agli interroganti risulta che neppure l'adempimento degli obblighi contributivi sia stato preciso poiché Iacobucci Mk srl ha accumulato un debito presso l'Inps”.

Pochi mesi più tardi, dunque, il colpo di scena: “Contrariamente a quanto dichiarato e ribadito nel corso di numerosi incontri, Iacobucci dichiarava un’inattesa crisi aziendale. Nel mese di ottobre 2014 le maestranze sono state quindi collocate in cassa integrazione straordinaria per crisi strutturale”.

Se i lavoratori della manifattura di Lecce si avviano verso il licenziamento, dunque, altrove le cose sembrerebbero procedere diversamente: “Il 7 marzo 2015, nell'edizione locale di Frosinone del quotidiano ‘Il Messaggero’, veniva pubblicata l'intervista all'imprenditore Luca Iacobucci nella quale si parla di "rivoluzione mondiale nel settore della ristorazione sugli aerei grazie all'acquisizione del know-how della Msg di Monaco di Baviera, leader mondiale nel settore". “L'articolo – scrivono i senatori - pone in risalto l'incremento del 30 per cento del fatturato del 2014 e una previsione di un ulteriore 30 per cento per il 2105 per l'azienda "Iacobucci Hf aerospace" della Iacobucci. Il dottor Iacobucci ha dichiarato che "stiamo anche pensando di allargare l'azienda e trovare nuovi spazi, ci saranno nuove assunzioni".

A questo punto i senatori 5 stelle chiedono al ministro quali iniziative intenda assumere nei confronti della ditta Iacobucci, “considerando che la società, pur disattendendo gli impegni assunti, acquisisce fondi per riconvertire la propria attività e per mantenere i livelli occupazionali in aree disagiate, quali quella di Lecce, in virtù di motivazioni di crisi aziendale, a parere degli interroganti poco plausibili, mentre contestualmente incrementa il fatturato e l'occupazione nella sede centrale di Ferentino”.

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