Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Incarico alla moglie del dirigente comunale. Interrogazione urgente

E' ancora la polemica sul caso dell'architetto Irene Fiorentino, incaricata di uno studio di fattibilità. Cinque senatori accademici si rivolgono al rettore dell'ateneo: "Perché corredare il progetto con una consulenza"?

LECCE – Infuria la polemica sul caso delle presunte anomalie in merito al conferimento di un incarico esterno affidato dall’università del Salento all’architetto Irene Fiorentino, moglie del dirigente del settore urbanistica del Comune di Lecce, Luigi Maniglio. Oggi i componenti del Senato accademico Cataldo Balducci, Monica Bettassa, Raffaele De Giorgi, Nicola Grasso, Stefania Presicce hanno presentano un’interrogazione urgente al rettore dell’ateneo, Domenico Laforgia, per far luce sulla vicenda. 

“Con nota protocollo 24357, del 13 luglio 2012, a firma dell'ingegnere De Vitis, è stata convocata la conferenza di servizi, il giorno 31 luglio 2012, finalizzata all'acquisizione di intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nulla-osta e assensi in merito al progetto definitivo per la “realizzazione dell'intervento di manutenzione straordinaria e di adeguamento funzionale finalizzato al cambio di destinazione urbanistica dell'area interessata dal complesso edilizio denominato ex Sperimentale Tabacchi ubicato in Lecce al viale Calasso. – si legge nel testo -.  L'area sulla quale insiste il complesso risulta già destinato a servizi zona F e che quindi trova applicazione il disposto di cui all'articolo 16 della  legge regionale 11 maggio 2001 numero 13 che al comma 2 prevede che “nei casi in cui lo strumento urbanistico vigente contenga destinazioni specifiche di aree per la realizzazione di servizi pubblici, l'approvazione di progetti di opere pubbliche, anche se non conformi alle specifiche destinazioni di piano, non comporta necessità di varianti allo strumento urbanistico medesimo”.
 
“Il progetto definitivo relativo a intervento di manutenzione straordinaria e di adeguamento funzionale del complesso edilizio denominato ex Sperimentale Tabacchi ubicato in Lecce al viale Calasso è stato redatto interamente dallo staff programmazione e progettazione edilizia della ripartizione tecnica dell'Università del Salento. – scrivono i senatori - L'amministrazione ha ritenuto, in ogni caso, necessario corredare il predetto progetto  con uno studio di fattibilità urbanistica affidato, tramite consulenza esterna, all'architetto Irene Fiorentino”.
 
I senatori chiedono di sapere per quali ragioni è stato ritenuto necessario corredare il progetto con uno studio di fattibilità, “tenuto conto che per la realizzazione di servizi pubblici, l'approvazione di progetti di opere pubbliche anche se non conformi alle specifiche destinazioni di piano, non comporta necessità di varianti allo strumento urbanistico medesimo”.
 
“Sulla base di quali motivazioni lo studio di fattibilità non è stato affidato al personale in servizio presso l'ateneo considerato che l'intero progetto era stato già redatto dallo staff programmazione e progettazione edilizia della ripartizione tecnica dell'Università del Salento, nelle figure di personale tecnico competente anche nella materia urbanistica. – continua l’interrogazione – E con quale procedura è stato affidato l'incarico esterno per lo studio di fattibilità”.
 
I senatori chiedono di conoscere, inoltre, come sia stato determinato l’onorario professionale per la redazione dello studio di fattibilità urbanistica  e se il calcolo di detto importo sia stato allegato al decreto dirigenziale di affidamento dell’incarico stesso. Chiedono altresì di sapere se il responsabile area tecnica, o il Rup abbia espresso parere di congruità motivato sull’importo in questione.
 
Si riporta in proposito quanto asserito dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici nella deliberazione numero 49 del 3 maggio 2012 che recita: “A tal fine le stazioni appaltanti, nella determinazione dell’importo a base di gara per l’affidamento dei servizi di ingegneria, non possono limitarsi ad una generica e sintetica indicazione del corrispettivo, ma devono indicare con accuratezza ed analiticità i singoli elementi che compongono la prestazione ed il loro valore. L’importo a base di gara - le cui modalità di calcolo, ai sensi dell’articolo 264, comma 1, lettera d) del regolamento, norma da ritenersi ancora vigente, devono essere espressamente indicate nel bando - dovrebbe trovare dimostrazione in una dettagliata individuazione delle attività da svolgere e dei relativi costi. E ciò sulla base dell’articolazione degli elaborati richiesti in base a quanto previsto dal d.p.r. numero 207 del 2010; un riferimento operativo può trovarsi nelle tabelle 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 4.6 e 4.7 allegate alla determinazione n. 5 del 2010, depurate, ovviamente, dei riferimenti alla tariffa professionale. L’elenco degli elaborati da redigere, con i relativi costi, definibile come il 'computo metrico estimativo della prestazione di progettazione', dovrebbe costituire un allegato ai documenti di gara. La determinazione dell’importo a base di gara, in ragione di una analitica indicazione delle singole componenti della prestazione professionale, è altresì funzionale ad una più efficace verifica della congruità delle offerte ed alla esatta e proporzionale determinazione dei requisiti di partecipazione alla gara.”.
 
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