Ex inceneritore, è allarme ecologico: rifiuti ancora interrati. Interrogazione del M5S

La senatrice Daniela Donno ha chiesto la bonifica urgente ai ministri dell’Ambiente e della Salute. Nella parte di pertinenza comunale dell’impianto, dismesso dal 1989, è stata condotta una messa in sicurezza. Ma il problema vero è in quella privata

LECCE – Una bonifica urgente, senza perdere altro tempo. E’ quanto a chiesto ai ministri Galletti (Ambiente) e Lorenzin (Salute) la senatrice Daniela Donno (M5S) a proposito dell’inceneritore ex Saspi, ben visibile dalla tangenziale Est, all’altezza dell’uscita per Lizzanello. L’impianto attivo tra il 1965 e il 1989, è finito nel marzo del 2013 nel mirino della procura di Lecce che ha aperto un fascicolo contestando a 5 ex dirigenti i reati di gettito pericoloso di cose, danneggiamento, omessa bonifica e avvelenamento colposo della falda acquifera.

Il 24 luglio,  Giovanni D'Agata, dello Sportello dei diritti, aveva chiesto pubblicamente uno scatto in avanti ai titolari dell’inchiesta rispetto all’area che conterrebbe circa 100mila tonnellate di materiali pericolosi. Nell’aprile del 2012 è stata avviata la messa in sicurezza della parte del sito di proprietà comunale (l’edificio e poco altro), al termine della quale però è rimasta insoluta la questione dell’area di pertinenza privata dove si concentra l’interramento dei rifiuti e quindi anche la contaminazione per la falda acquifera. E’ un problema economico, essenzialmente, perché la Regione Puglia non finanzia interventi in aree private né il Comune di Lecce ha le risorse per provvedere autonomamente. Sono stati effettuati però dei prelievi e bisognerebbe agire con estrema rapidità.

“Allo stato dei fatti, sussiste un pericolo per la salute dei cittadini che risiedono vicino all’inceneritore. Come se non bastasse, a questo si aggiunge un grave stato di degrado ambientale caratterizzato dalla presenza di collinette di spazzatura che costeggiano il fabbricato – ha dichiarato la senatrice - Questa interrogazione ha l’intento di porre nuovamente l’attenzione su una situazione che sembra non trovare rimedi. Chiediamo ai ministri Galletti (Ambiente) e Lorenzin (Salute) di procedere con urgenza alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’intera area dell’ex inceneritore Saspi e lo svolgimento di un’esaustiva analisi dei livelli di degrado e di contaminazione ambientale. La priorità è quella di recuperare funzionalmente il territorio, attraverso un veloce ripristino dei siti inquinati. Chiediamo, infine, di avviare ulteriori accertamenti sulle responsabilità connesse al grave stato di degrado ambientale, verificando possibili abusi di stampo criminale”.

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