Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Interruzione gravidanza, da Lecce l’appello: “Il medico non obietta”

Domani al "Vito Fazzi", la Casa delle donne di Lecce e la consulta di bioetica lanciano la campagna nazionale per chiedere la garanzia della presenza di medici non obiettori nelle strutture pubbliche: "Tuteliamo un diritto"

LECCE – L’interruzione volontaria di gravidanza rappresenta una delle grandi tematiche che spesso ha scaldato i dibattiti etici, politici e mediatici. La Casa delle donne di Lecce e la consulta di bioetica lanciano una campagna nazionale, destinata probabilmente a far molto discutere: domani, infatti, presso l’ospedale “V. Fazzi” di Lecce, verrà avviata la battaglia nazionale contro l’obiezione di coscienza dei medici nel caso della richiesta delle donne di interrompere la gravidanza.

La campagna ha come titolo “Un buon medico non obietta: rispetta la scelta delle donne di interrompere la gravidanza”. Come risaputo, nel 1978 la legge 194 ha legalizzato e regolarizzato l’interruzione volontaria di gravidanza. Prima di allora, in Italia, l’aborto era un reato: la donna e chi aveva praticato l’Ivg venivano puniti con il carcere. Tuttavia, la pratica dell’aborto “clandestino” era diffusa e con tutti i problemi che ne derivavano.

L’introduzione della legge, nel 1981, ottenuta dopo importanti lotte in favore dell’autodeterminazione delle donne e salutata come un’importante conquista di civiltà, veniva confermata da un referendum: il 70 per cento dei cittadini e delle cittadine l’hanno considerata una norma valida e da difendere.

La legge 194 del 78 prevede anche la possibilità del medico e del personale paramedico di fare obiezione di coscienza, rifiutando di praticare l’Ivg: in ogni struttura sanitaria pubblica di uno Stato laico, però, il diritto di scelta, se pur estremamente dolorosa, delle donne non può essere negato. Quello che spesso accade è che, nelle strutture sanitarie, non sia comunque garantita la presenza di medici non obiettori, con il problema concreto di vedere disatteso un diritto riconosciuto dalla legge; i medici non obiettori, dunque, non possono mancare.

Nel 2012, secondo i dati ufficiali, in Italia, si dichiara obiettore l’80 per cento dei medici e più del 50 per cento degli anestesisti. Cifre che la Casa delle Donne ha riscontrato anche a Lecce, con soli tre ginecologi che si dichiarano non obiettori. Nei prossimi anni, l’esigua percentuale di medici non obiettori tenderà a diminuire ancora, a causa dei pensionamenti.

“Una situazione preoccupante – chiariscono gli organizzatori della campagna - che altro non farà che limitare il diritto alla libera, per quanto sofferta, scelta delle donne e ostacolare la corretta applicazione di una legge dello Stato. È evidente che il tentativo di conciliare l’autonomia del paziente con quella del medico è fallito”.

“Ora – proseguono - dobbiamo scegliere se tutelare a ogni costo l’autonomia del professionista sanitario oppure schierarci dalla parte delle donne e della loro battaglia per la libertà e i diritti. Noi abbiamo scelto: Il buon medico non obietta. Rispetta la scelta delle donne di interrompere la gravidanza. Pensiamo che il buon medico non sia quello che protegge la propria coscienza a ogni costo, ma quello che sta vicino alla donna e non si sottrae alla sua richiesta di aiuto”.

Domani, dunque, partirà ufficialmente in tutta Italia la campagna nazionale contro l’obiezione di coscienza. La Casa delle Donne di Lecce, insieme alla Consulta nazionale di bioetica, lanciano la campagna a Lecce e provincia con un volantinaggio, che si terrà, come già chiarito, mercoledì 6 giugno, alle ore 18, nel piazzale antistante l’ospedale “Vito Fazzi” (ospedale “nuovo”, in piazza Muratore,) di Lecce per sensibilizzare, in primis, il personale medico e paramedico.

 

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