Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

"Chi vota no, tiene l'Italia nella palude". Punta sul futuro la sfida di Renzi

Il premier, dopo aver dribblato stampa all'ingresso e contestazioni sotto la pioggia, spiega le ragioni a favore della riforma costituzionale

LECCE – Matteo Renzi dribbla le contestazioni sotto il diluvio - con docenti, operai, comitati per il no tenuti a distanza dal Politeama Greco -  ed esordisce, entrando da un'entrata secondaria, con una battuta sul governo ladro perché porta la pioggia e un’altra sulla Firenze del Sud o sulla Lecce del Nord.

Il suo intervento è un one man show, come il palchetto dal quale parla e lo schermo sullo sfondo suggeriscono da subito. Con il suo solito look camicia bianca e cravatta, il presidente del Consiglio dei Ministri annuncia il sodo del referendum, ma parte da lontano, dal ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo, ringrazia i parlamentari salentini – con un applauso della platea per la vice ministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova –, cita le unioni civili come segnale di progresso e loda la reazione degli italiani davanti alla difficoltà.

Inevitabile un passaggio sulla situazione politica della giunta di Roma: "A me dispiace quello che accade perché prima di essere segretario del Pd io sono un cittadino e sono triste se un assessore della capitale non dura più di un giorno. Io ho dato la mia disponibilità al sindaco di Roma a fare tutto il possibile".  Fa quindi vedere un frammento di un video di Grillo che critica l’Expo e risponde con i 21 milioni di visitatori “innamorati dell’Italia”. Tutto questo per dire che bisogna mettersi in gioco per un “sistema più semplice”. Ed eccoci al dunque. 

Nel mirino finisce “il Parlamento più numeroso e costoso dell’Occidente e quel bicameralismo paritario” che in fondo “nemmeno i padri costituenti volevano, ma che fu frutto di un compromesso”. Il 9 settembre del 1979, in un celebre discorso, fu Nilde Iotti – lo dice Renzi con una maxi slide per rintuzzare le critiche dell’ala sinistra de partito – a dire basta al bicameralismo così com’è. Attacca la vecchia guardia, tutta schierata per il no e legge il quesito referendario: “Chi vota no, ed è legittimo, significa tenere l’Italia nella palude”.

_MG_9415-2Poi passa al merito dei singoli punti. Paragona il bicameralismo paritario all’assemblea di condominio, che dopo una settimana dalla prima decisione può cambiare o modificare quello che è stato deciso dopo “otto ore di discussione” la prima volta. Ricorda l’instabilità tipica italiana, con 63 governi nella storia repubblicana. “L’idea di ridurre il numero dei parlamentari a me sembra il minimo sindacale”, chiosa passando al secondo tema del quesito. Sul contenimento dei costi e sulla soppressione del Cnel - “in 70 anni ci ha mangiato l’equivalente di un miliardo di euro” – spende solo un fiato, così come sul titolo V della seconda parte della Costituzione, riproponendo il tema della bicamerale tra D’Alema e Berlusconi come quartier generale del no.

“Io conto su fatto che questa riforma deve essere solo illustrata, chiedo a tutti voi uno sforzo civile e civico. Chi è per il no gode del nostro rispetto, ma se qualcuno di voi pensa che questa riforma sia importante per il futuro, per i nostri figli, per il ruolo del nostro paese, vi prego diamoci una mano. Raccontiamo perché serve questa riforma”.

La fine dell’intervento sta in un video di un minuto e mezzo col quale Renzi invita a guardare cosa è l’Italia: sullo schermo parte un video molto spartano con alcune delle meraviglie artistiche e paesaggistiche del Belpaese: “Tutta questa bellezza non può essere sprecata”. Quindi un passaggio sulla macchina dei soccorsi che si è attivata nel recente terremoto che ha sconquassato l’Italia centrale: “Non basta essere i numeri uno della solidarietà, ma dobbiamo esserlo del futuro. Questa sfida riguarda tutti i cittadini, io vi chiedo di mettervi in gioco. In un mondo che ha paura del domani, noi andiamo a prenderci il futuro. Viva Lecce, viva l’Italia che dice sì”. E dopo gli applausi del pubblico democratico, trionfo di selfie.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Chi vota no, tiene l'Italia nella palude". Punta sul futuro la sfida di Renzi

LeccePrima è in caricamento