Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Diritti delle donne, caporalato e migranti: le parole della vice ministro

L'attualità della Resistenza, ha detto il ministro, è anche quella di raccogliere nuove sfide. Sul gasdotto Tap, ha fatto capire, non ci sono più margini di trattativa

La vice ministro Teresa Bellanova e il prefetto Claudio Palomba.

LECCE – Nel corso dell’intervento per la ricorrenza della liberazione dal nazifascismo, il vice ministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, ha sottolineato  l’attualità dei valori della Resistenza estendendone la portata a temi dell’agenda politica più o meno recenti come i diritti delle donne, il contrasto al caporalato e la questione dell’accoglienza dei migranti. 

“La democrazia, al pari della libertà,  non è mai conquistata una volta per tutte – ha dichiarato l’esponente del governo. E’ un patrimonio che ci è stato consegnato e che, nel volgere di mutamenti epocali, dobbiamo essere capaci di trasmettere alle generazioni future. A noi il dovere di dare senso ai valori per cui donne e uomini di allora si sono battuti. Il privilegio di essere liberi, di vivere in una Italia democratica significa continuare a battersi per le libertà di tutti, ricordarsi degli ultimi, dare cittadinanza a tutte le etnie, le culture, costruire un Paese senza pregiudizi, con condizioni di lavoro dignitose2.

Libertà e diritti delle donne.

"Liberazione e diritti marciano insieme. E una conquista che ci venne dall’Italia liberata quel 25 aprile fu anche la possibilità per le donne di votare. Le partigiane furono cuore pulsante della Resistenza italiana. Il lungo viaggio verso la parità ebbe allora un momento determinante. Abbiamo il diritto di votare da settant’anni, ma da sempre mandiamo avanti l’Italia unita al pari degli uomini. Liberazione è anche riconoscere pari dignità per tutte e tutti".

"Liberazione significa anche costruire una società in cui i talenti delle donne siano messi nelle condizioni di emergere, con uno stato sociale che le liberi dal giogo della cura, dell’aiuto familiare, che ci sia reale condivisione tra uomini e donne dei doveri familiari. Lo diciamo da decenni, ma siamo ancora lontani. E anzi dobbiamo sempre più contrastare ondate politiche e culturali che vogliono riportare indietro il ruolo delle donne, che avviliscono la nostra dignità, i nostri diritti".

Caporalato.

"Italia libera e democratica, e tutti siamo più liberi in un Paese democratico se riusciamo a condurre una vita dignitosa, se abbiamo un lavoro, la certezza che davanti a noi ci sia un futuro migliore. Per me democrazia è anche impegno a sconfiggere la vergogna del caporalato. Affermare che non si deve e non si può morire di lavoro nero nelle campagne pugliesi o sulle impalcature di qualche subappalto.

"Per questo stiamo lavorando contrastare il caporalato, per un’agricoltura di qualità, nelle regole e per tutelare la dignità del lavoro e dei lavoratori. Noi ci stiamo provando a pensare un Paese che dia spazio e dignità a tutti, stiamo cercando di liberare i giovani dalla precarietà, stiamo estendendo i diritti che prima erano solo di una parte di lavoratori a tutti, stiamo mettendo a disposizione strumenti per fare impresa, stiamo lavorando per un Paese più equo e solidale".

Migranti, regole e accoglienza.

“Onorare la memoria del 25 aprile è anche nel rifiuto di pensare che chi arriva sulle nostre coste, fuggendo da guerre e miseria, sia una minaccia da ricacciare indietro. Sono persone che non ci stanno chiedendo la carità o un tozzo di pane, ma di vivere”.

“In Europa il governo ha tenuto una posizione ferma, chiedendo il cambiamento radicale delle politiche finora attuate. Tenere aperti i confini e saperli gestire, garantire sicurezza ai rifugiati e ai richiedenti asilo, assicurare ingressi legali, stabilire relazioni economiche e politiche con i paesi di provenienza e transito attraverso una vera e condivisa politica estera europea.  La pace, la convivenza civile, la giustizia sociale, il rispetto e la dignità della vita umana, il rispetto delle differenze, il diritto alla dignità del lavoro sono la nostra grammatica. Il fondamento della democrazia”.

A margine della commemorazione, sollecitata dai cronisti, Teresa Bellanova si è espressa anche sulla questione del gasdotto Tap.  La vicenda è chiusa, ha fatto capire, e l’opposizione della Regione Puglia servirebbe soltanto a rallentare la realizzazione di un’opera sulla quale a suo tempo si espressero a favore anche alcuni di coloro che ora ne hanno preso le distanze. Tra l'altro, ha ricordato la vice ministro, la Regione ha avuto il tempo per avanzare soluzioni alternative durante i vari passaggi dell'iter autorizzativo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Diritti delle donne, caporalato e migranti: le parole della vice ministro

LeccePrima è in caricamento