Biblioteca per i bambini, progettazione europea: intervista all'assessore Patrizia Guida

Prossimi i lavori per creare nella sede dell'assessorato una "community library" aperta anche nel pomeriggio e nel fine settimana. Intanto presso i Teatini uno spazio pubblico per partecipare ai bandi comunitari

L'assessore Patrizia Guida.

LECCE – Tra le deleghe assessorili più silenziose, ma non per questo meno importanti, ci sono senza dubbio quelle attribuite dal sindaco, Carlo Salvemini, a Patrizia Guida alla quale il primo cittadino ha chiesto nel luglio scorso di occuparsi di Pubblica Istruzione, Europa e Cooperazione internazionale.

Professoressa associata di Letteratura Italiana all’Università del Salento, alla fine degli anni Ottanta ha frequentato la Scuola di Lingue Straniere della Princeton University, nel New Jersey. Tra le prime iniziative a cui ha dato corso c’è senza dubbio il progetto di community library presso la sede dell’assessorato in viale Foscolo, in adesione a un bando della Regione Puglia che ha finanziato anche la proposta di un altro assessorato, quello alla Cultura e che riguarda però una parte dell’ex convento degli Agostiniani.

In cosa consiste il progetto di biblioteca di comunità e a che punto siamo?

È l’unica biblioteca dedicata alla fascia fino a 13 anni, uno spazio di socialità per i bambini, un luogo dove possono trascorrere del tempo senza la supervisione dei genitori. Un posto protetto, dove possono studiare, leggere, divertirsi: sono previste attività di apprendimento anche attraverso il gioco. Abbiamo già bandito i lavori di ristrutturazione della sede, a metà giugno dovremmo partire con le opere nel rispetto del crono programma della Regione.

Può essere un primo passo verso un sistema più articolato nelle periferie?

Ci sono già le biblioteche scolastiche, per cui si tratterà, se si vuole proseguire in questa direzione, di renderle fruibili in orari extrascolastici, come per la community library che sarà aperta al pomeriggio fino a tarda sera, il sabato e probabilmente anche la domenica mattina se ci sarà l’utenza. Il problema della creazione di spazi come questo è legato soprattutto alle risorse finanziarie necessarie: questa biblioteca, per esempio, non peserà sulle casse comunali perché  sono state immaginate attività che consentano a chi va a gestire questa biblioteca di essere autosufficiente.

Quale obiettivo si è assegnata rispetto alla delega alla Pubblica Istruzione?

L’assessorato alla Pubblica Istruzione funziona bene, è ben costruito e in termini di performance il personale è risultato il primo di tutta l’amministrazione comunale: ho trovato una base buona su cui lavorare e con lo staff, con la dirigente Anna Maria Perulli, abbiamo immaginato un percorso che ci serve a orientare l’assessorato verso l’obiettivo di una comunità educante, che intervenga nei processi educativi e non sia solo un ufficio per i certificati e le iscrizioni. In questi dieci mesi abbiamo messo in cantiere delle attività che da novembre prossimo ci faranno rientrare, credo senza problemi, nel novero delle città amiche dei bambini, programma dell’Unicef.

Proprio in questo ambito il sindaco ha conferito la cittadinanza simbolica ai bambini nati in Italia da genitori stranieri. Qual ‘è il livello di integrazione nella comunità scolastica leccese (scuole dell’infanzia e primaria)?

Ci sono etnie perfettamente integrate, indipendentemente da quanto noi siamo bravi nel processo di integrazione, ce ne sono altre che lo sono meno, ma per propria cultura. I bimbi nati da genitori stranieri sono circa 900, compresi quelli in età prescolare, su una popolazione scolastica di circa 10mila bambini, per cui fatte le dovute proporzioni siamo al 5, 6 per cento della popolazione studentesca.

Il servizio di mensa e quello del trasporto come funzionano? Si tratta di aspetti importanti per un genitore.

Abbiamo avviato la mensa una settimana dopo l’inizio della scuola. Il prossimo anno scolastico partiranno in contemporanea. Abbiamo completato l’iter di digitalizzazione di tutta la procedura anche se devo dire che non è un servizio al quale tutti fanno ricorso: in molte situazioni c’è ancora l’idea che al momento del pranzo sia meglio che il bambino torni a casa. Stessa cosa vale per lo scuolabus che serve tutte le scuole ma non è utilizzato quanto ci aspettiamo. Non saprei dirle se la non fruizione dipende da fattori culturali oppure economici, perché comunque si tratta di servizi che hanno un costo.

L’altra sua delega, all’Europa e alla Cooperazione internazionale, fa parte di quegli ambiti di cui non è sempre facile cogliere l’importanza e l’utilità.

Prima c’era un settore simile, ma la struttura la stiamo costruendo adesso, a differenza dell’altro assessorato per il quale potevo contare su un’architettura già ben avviata. I tempi sono un altro elemento di differenza tra le due deleghe che ho: da quando esce una call europea a quando si conclude un progetto finanziato passano in genere cinque anni. I risultati si vedono nel tempo: semini oggi e raccogli tra due, tre anni. Questo assessorato ha quindi bisogno di uno spazio più lungo.  Cerchiamo di partecipare ai bandi che sono di effettivo interesse per l’amministrazione e il territorio: non aderiamo in maniera indiscriminata a tutti, non diamo la copertura di ente pubblico a chiunque lo chieda. Al momento abbiamo in cantiere una quindicina di progetti. Questa è una delega che pochi riescono a seguire ma è molto importante perché consente di attingere a fondi notevoli.

Esattamente, le risorse comunitarie sono un borsellino sicuro per gli enti locali. Eppure non sempre esistono le competenze per poter seguire l’iter di un bando e così si perdono opportunità.

Abbiamo predisposto due iniziative di facilitazione: la prima è la newsletter, cioè il bollettino con cui l’assessorato all’Europa dà notizia dei bandi sia al personale interno che ai cittadini ai quali forniamo anche consulenza.  L’altra è l’International hub, lo spazio dove ci troviamo adesso (gli uffici presso l'ex convento dei Teatini), che è già a disposizione di tutti: è aperto anche il pomeriggio, chiunque può venire a discutere di progetti europei, di bandi. il Proviamo così a risolvere i problemi legati alla difficoltà di progettazione e di rendicontazione. Un altro tema è la costruzione della partnership senza la quale anche una ottima idea rimane sulla carta.

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