Il sindaco Salvemini esulta: "Con il candidato una classe dirigente diffusa"

Il primo cittadino leccese, come gli altri che sono espressione del centrosinistra, si è speso molto per sostenere la corsa di Michele Emiliano

Salvemini e Delli Noci in serata. Dietro di loro Palazzo Carafa.

LECCE - L'attesa per conoscere il nome del presidente della Regione è durata lo spazio intercorso tra la chiusura delle urne e la diffusione della prima proiezione. Poco dopo le 17, infatti, il vantaggio di Michele Emiliano su Raffaele Fitto era già significativo e il passare delle ore non ha invertito il trend, ma lo ha consolidato. Come molti altri primi cittadini pugliesi, anche quello di Lecce, Carlo Salvemini, si è speso molto per la causa del centrosinistra: con più della metà delle sezioni scrutinate, Emiliano nel capoluogo salentino raccoglie il 50 percento dei voti, contro il 39 del suo principale avversario (7,6 per Antonella Laricchia; 1,61 per Scalfarotto)*.

Sindaco, la sfida delle elezioni regionali si è chiusa con una vittoria netta da parte di Michele Emiliano. Come spiega un divario così netto rispetto agli umori della vigilia?

“Con le ragioni che mi sono incaricato di illustrare nei mesi scorsi, a partire da una classe dirigente diffusa sul territorio: ho detto che sulla scheda avremmo trovato un solo nome, quello di Michele Emiliano, ma che dietro di lui ci sarebbero stati uomini e donne che da anni, oramai, nelle amministrazioni, nel lavoro, nelle relazioni sociali sono espressione di questa sensibilità, di questi valori che animano un clima, quello che ha fatto della Puglia una regione di riferimento, considerata per gli indicatori economici e sociali una anomalia nel Mezzogiorno. Merito di chi negli ultimi 15 è divenuto col tempo protagonista. Ecco perché ho fatto più volte appello al senso della sfida corale, al futuro come impegno collettivo: il risultato di oggi ce lo conferma e questa consapevolezza è anche nelle prime dichiarazioni di Emiliano”.

Lo spoglio in corso testimonia l’effetto trainante di alcune nuove candidature, tra cui quella di Alessandro Delli Noci, il vice sindaco della sua amministrazione, ma anche di Donato Metallo: significa che è in corso anche un progressivo rinnovamento nel centrosinistra?

“Bisognerà attendere la notte per i voti di lista e le preferenze per i consiglieri. Stanno emergendo dei successi individuali, però è prematuro fare anticipazioni. Alessandro e Donato stanno raccogliendo ciò che hanno seminato in questi anni. Basta tener conto di che età avessero quando Nichi Vendola vinse per la prima volta per capire che nel corso del tempo s’è costruita attorno a queste leadership una classe dirigente diffusa che anche anagraficamente testimonia capacità di rinnovamento”.

Esiste una continuità oppure nella stagione del centrosinistra che si appresta a guidare la quarta consiliatura consecutiva?

“Sono profili e stili di governo completamente diversi, quelli di Nichi e quelli di Michele, però, lo ripeto, attorno a loro c’è una classe dirigente che si è fortemente radicata e che è l’elemento di continuità tra queste due esperienze. Molti dei protagonisti sono gli stessi, altri sono subentrati, però è evidente come ci sia una cultura politica comune che attraversa tante esperienze diffuse sul territorio”.

Un’ultima domanda, sindaco: sempre più spesso le previsioni della vigilia cozzano con la realtà dei dati. Secondo lei, perché?

“C’è una certa superficialità nell’analisi politica di molti osservatori sui media nazionali: bastava rendersi conto che la coalizione di Michele Emiliano era costruita attorno a un solo partito nazionale, il Pd, e poi a tutta una serie di movimenti, liste, organizzazioni che sono nati in questi mesi e che sono difficili da testare, ma che sono espressione di una mobilitazione e di una organizzazione non consueta: non si improvvisano tante liste.  Su questo è stata fatta molta ironia, però bastava avere un minimo di memoria e di conoscenza di cosa significhi fare politica sul territorio per rendersi conto che il rapporto di forza tra le cinque liste del centrodestra e le tante del centrosinistra è stata fortemente sottovalutato dai nostri avversari”.

*ultimo aggiornamento alle 00.55

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