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Dal profilo Facebook di Sergio Blasi.

Dal profilo Facebook di Sergio Blasi.

Blasi, il futuro del Salento parte da Lecce: "Perrone assente, ma la sinistra ignora le periferie"

Intervista al consigliere regionale del Pd. Dalle vicende di partito, alla visione di un cambiamento strategico per tutto il territorio, passando dall’ipotesi di un suo impegno diretto nel capoluogo. E domenica a Maglie nasce “Prendi posizione”

LECCE – Domenica mattina, a Maglie, ci sarà la presentazione dell’associazione politico culturale “Prendi posizione”, animata dal consigliere regionale Sergio Blasi. Già sindaco di Melpignano, segretario provinciale e poi regionale del Pd, è stato il candidato più votato alle ultime elezioni pugliesi e di lui si parla come di un possibile candidato per le primarie del centrosinistra a Lecce.

In questa lunga intervista Blasi parla dell’ipotesi di un suo impegno diretto nel capoluogo, ma anche delle vicende del Partito Democratico, dell’attrito tra Emiliano e Renzi ma, soprattutto, di una nuova visione dello sviluppo per il territorio. E non mancano gli spunti che potrebbero aprire un dibattito, a partire dalla maniera in cui il consigliere spiega le deblacle della coalizione contro il centrodestra pigliatutto.

Domenica a Maglie il varo di Prendi Posizione, un’associazione per uscire dall’asfissia nel dibattito del Pd?

“Direi della politica in generale. Non è altro che un impegno che ci eravamo dati in campagna elettorale, quello di mettere a disposizione della Puglia un progetto e soprattutto tante energie, soprattutto di giovani, che hanno rappresentato la novità di un percorso. Ci chiamavano per seguirci perché vedevano il tentativo di una politica che prova a essere coerente tra parole e fatti. Tutta questa forza sarebbe un peccato disperderla. Ma non saremo né in contrapposizione al Pd, né una costola. Su tratta ‘semplicemente’ dell’occasione di organizzare questa energia e convogliarla in uno spazio politico”.

Vi farete carico di questioni territoriali scottanti, come Tap e Xylella?

Certo, affronteremo i  temi che sono all’ordine del giorno in questo momento, insieme ad altri più carsici che avrebbero bisogno di una forza organizzata per emergere. Penso a quello della vocazione turistica di questo territorio. Prendiamo, per esempio, la vicenda del Frecciarossa: sì, è importante disporre di un servizio in più, ma non è la chiave di volta. Anzi, io mi auguro che non sia un’arma di distrazione di massa, perché noi percorriamo la linea ferroviaria Lecce – Gagliano del Capo con la littorina, come al tempo in cui Ernesto De Martino scriveva La Terra del rimorso. Non avremo più turisti per un treno veloce, ma li avremo se sappiamo scegliere la direzione del nostro sviluppo".

E qual è?

“Dal questionario di Buy Puglia emerge in maniera chiara che il primo fattore di attrazione per i turisti è costituito da cibo e vino, al secondo posto ci sono arte e cultura, solo al terzo le località balneari. Dall’analisi delle risposte viene fuori l’idea di un turismo raffinato, con capacità di spesa. Ecco allora che sono indispensabili trasporti adeguati e pulizia, trattare i rifiuti come risorsa e non come problema. In Puglia, a differenza di altre regioni come la Toscana, abbiamo un livello di fidelizzazione molto basso. Dobbiamo poi respingere il tentativo di trasformare il nostro mare in una piattaforma energetica, è un’idea che entra in cortocircuito con quello che auspichiamo che è sviluppo, cioè progresso, e non semplicemente crescita, che è un concetto statico che non dice nulla sulla qualità e sui contenuti. Penso ad un settore manifatturiero innovato e legato al turismo e alla cultura, alla valorizzazione dei centri di ricerca e alla istituzioni scientifiche del territorio, al ripensamento dell’agricoltura”.

Con una visione di questo tipo, cosa pensa del modo in cui il presidente Emiliano ha risolto la questione delle dimissioni di Gianni Liviano, accorpando le sue deleghe a quelle di Loredana Capone?

“Mi sono incontro con Emiliano e ci siamo confrontati schiettamente: io ho provato a spiegargli perché non sono d’accordo sulle modalità e non è certo una questione di persone. Lui mi ha rappresentato le sue convinzioni. Io credo che le politiche culturali e turismo possano essere affiancate ad altre deleghe, ma non all’industria che già come parola non mi piace: pur di produrre pil possiamo mettere in campo qualsiasi cosa. Invece è la bellezza il paradigma sul quale dovremmo fondare tutte le politiche, persino quelle della sanità. Mi spiego: c’è differenza tra il solito ingresso di un ospedale e la hall di un albergo a cinque stelle, perché la persona che ci arriva sta già male di suo. Io penso che la qualità professionale dei nostri medici sia medio alta, al contrario invece del patrimonio strumentale, mentre l’organizzazione resta lacunosa”.

Lei ritiene che lo scontro di personalità tra Renzi ed Emiliano possa nuocere alla Puglia?

“Io non ritengo che sia così, e anzi spero che Emiliano confermi la sua avversità verso il progetto Tap, mantenendo l’impugnativa relativa all’autorizzazione unica concessa dal ministero dello Sviluppo Economico. Ancora, se porta la Regione a invocare il referendum contro le trivelle io sono certamente dalla sua parte”.

Il congresso regionale del Pd è stato rinviato. Come valuta la prospettiva di primarie solo per i tesserati?

“Non si possono cambiare le regole a stralci. Io, sia chiaro, rimpiango i partiti di massa perché ti formavano, ti portavano a essere chiaro nelle scelte e nei programmi, mentre oggi le politiche hanno come tratto distintivo le sfumature, sapevano prendere posizione ed ecco perché è stato scelto quel nome per l’associazione che presentiamo. E’ evidente che in un contesto come quello fossero i tesserati a scegliere. Ma i tempi sono cambiati: la politica ha anticipato quello che è il divorzio breve in sede civile: davanti allo svuotamento dei partiti, rinchiudersi nel recinto delle proprie sicurezze che senso ha? Prima ridefiniamo il perimetro della politica perché abbiamo bisogno dell’energia di chi si allontana da noi. Anche nella scelta degli organismi dirigenti. Non vorrei si dimenticassero molte scene vissute all’ultimo congresso regionale, nel quale i pacchetti di tessere hanno avuto la meglio”.

Si parla, da qualche settimana, di una sua disponibilità per le primarie del centrosinistra a Lecce.

“Constato che qualcuno (Sandro Frisullo, in una intervista, ndr) ha detto che non è tempo di tarantelle. Ma io ricordo che nel 2009 avevo chiesto le primarie per le elezioni provinciali e invece è stata servita la vittoria a Gabellone, persona degnissima, per carità. Non è che in tutte le stagioni si hanno titoli per imporre la verità rivelata. Io non mi sono autocandidato a nulla, ma frequento il capoluogo e non nascondo che molte persone, persone comuni, mi hanno chiesto un impegno diretto, forse perché ho avuto una lunga esperienza amministrativa che ha portato alla ribalta un piccolo comune dove la Notte della Taranta è solo la punta di un iceberg, perché ad esempio, Melpignano è stato il primo comune a far partire la raccolta differenziata spinta, già sedici anni fa”.

Ma al di à delle ipotesi sulle persone, perché il centrosinistra prede sempre così nettamente a Lecce, certe volte anche in maniera imbarazzante?

“Perché si ricorda di essere classe dirigente soltanto a un anno e mezzo delle elezioni. Si dimentica che la destra è capace di stabilire un rapporto clientelare con le periferie e il giorno successivo al voto ritorna a frequentare la piazza centrale, Palazzo Carafa o magari il pub in voga piuttosto che tornare nei rioni lontani dal centro a cercare una connessione con i cittadini”.

“Lecce ha bisogno di cambiare profondamente, è molto indietro rispetto alla capacità di avere ruolo propulsivo per tutta la provincia. Basti pensare a come è stata miseramente sconfitta nella competizione con Matera per la Capitale europea della cultura. Vorrei aggiungere che mi viene rimproverato di non essere di Lecce, ma perché, mi chiedo, Perrone è di Lecce?  Non c’è mai. I leccesi ricordino che tra i cittadini più illustri ci sono stati Vito Fazzi e il senatore Donato Pellegrino, e tutti e due erano melpignanesi. Io credo che ai cittadini interessi che la raccolta differenziata funzioni, che ci siano collegamenti efficienti, che sia riqualificata la vita sociale, che ci sia un binario che porti dritto all’aeroporto di Brindisi. Penso che a loro importi poco se sei di Melpignano o di Campi Salentina, ma solo se sei in grado, da cittadino della provincia e quindi anche del capoluogo, di cambiare”.

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