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Provincia ed Università, intesa per avviare il progetto della facoltà di Agraria

Il presidente dell'ente, Antonio Gabellone e il rettore Vincenzo Zara, d'accordo sulla necessità di legare istruzione e lavoro. In una prima fase verranno ascoltati i rappresentanti locali: Mino Frasca chiede che la sede sia a Nardò

LECCE – Il progetto di avviare una nuova facoltà presso l’Università del Salento sembra diventare sempre più concreto: da giorni, infatti, si dibatte circa l’opportunità di attivare un corso di laurea in Agraria, utile a collegare in  modo più stringente la formazione superiore con l’offerta di lavoro. E la proposta è sbarcata direttamente sul tavolo del rettore dell’ateneo salentino, Vincenzo Zara che questa mattina ha incontrato il presidente della Provincia, Antonio Gabellone con lo scopo di condividere “un percorso comune finalizzato a costruire una proposta operativa rispondente alle esigenze del territorio e conforme alle caratteristiche della didattica universitaria”.

Il dibattito sulla necessità, da più parti evidenziata, di attivare un corso di studi universitario in agraria, è stato affrontato sotto molteplici punti di vista, al fine di valutare nel dettaglio ogni aspetto relativo sia alla specificità della formazione accademica sia all’articolazione di una proposta organica in grado di soddisfare anche le esigenze delle aziende salentine.

Il corretto sviluppo del territorio, la sempre maggiore attenzione verso un’agricoltura biologica e la necessità che i prodotti del Salento possano sempre più conquistare i mercati nazionali ed internazionali, secondo il rettore ed il presidente Gabellone devono rappresentare le linee guida con le quali costruire un efficiente percorso formativo utile, nel contempo, a fornire opportunità occupazionali agli studenti dell’Università del Salento.

Entrambi hanno concordato di avviare con immediatezza una fase di ascolto, consultando i rappresentanti locali che a vario titolo possono rappresentare le esigenze del settore agricolo della provincia. Successivamente sarà elaborata una proposta che risulti sostenibile sul piano organizzativo e rispondente alle disposizioni ministeriali, cui seguirà un’ulteriore fase di coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali del territorio.

L’obiettivo sarà, pertanto, di riuscire a coniugare sia tempi certi per la costruzione della proposta sia un corretto coinvolgimento degli operatori, delle istituzioni e della società civile. Con questo auspicio Gabellone e Zara hanno garantito il massimo impegno delle due istituzioni e un immediato coinvolgimento dei sindaci del territorio e della Regione Puglia.

Mino Frasca, Forza Italia: “Occasione per tutta la comunità”.

Naturalmente, un aspetto fondamentale della questione riguarda la localizzazione della facoltà. A questo proposito da registrare l’intervento di Mino Frasca,  tra i principali dirigenti provinciale di Forza Italia e consigliere comunale a Nardò, dove è anche responsabile del partito che fa capo a Silvio Berlusconi: “Tutti gli amministratori locali, partendo dai referenti provinciali, per arrivare ai referenti comunali, devono mobilitarsi per agevolare una presa di coscienza collettiva della comunità neretina e per fare in modo che questa occasione, che può agevolare ed innescare un grandissimo meccanismo di crescita culturale ed economica, vitale per il nostro paese, non vada persa per ostruzionismo o egoismi personali”.

“Nessun paese – prosegue Frasca - rappresenta meglio di Nardò la sede naturale per la nuova Facoltà  poichè l'hinterland neretino è conosciuto a livello mondiale per i prodotti agricoli che produce e la vocazione naturale del territorio è storicamente conosciuta e documentata così come accertata è  la   sua storica propensione all'agricoltura. Il comune di  Nardò, inoltre,  che è al primo posto, dopo la città capoluogo, per estensione territoriale e numero di abitanti, sarebbe in grado di promuovere al meglio e reperire anche tra i propri cittadini utenti interessati e sviluppare al tempo stesso, realtà che permettano di accogliere nel migliore dei modi studenti fuori sede”.

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