Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

"Intreccio mafia e politica, pericolo concreto: necessaria la Commissione"

Il segretario cittadino del Pd, Fabrizio Marra, replica alle recenti parole di Salvemini di Lecce bene comune, nell'ambito di un dibattito che divide anche partiti e movimenti d'opposizione. "Rivendichiamo di avere acceso un faro nella città su presunti legami tra politica e zone grigie"

LECCE – Il dibattito è aperto. Su tutti i fronti. Tanto da investire fette di minoranza a Palazzo Carafa. Fabrizio Marra, segretario cittadino del Pd, non cita mai apertamente Carlo Salvemini, ma la risposta è chiaramente indirizzata al suo collega di Lecce bene comune. Il dibattito, quello relativo a mafia e legalità a Lecce. Salvemini ha contestato la decisione del Pd d’investire la Commissione antimafia. A suo avviso la natura del problema in città è prettamente politica. Il centrodestra deve essere sconfitto alle urne.

Ha ricordato di essere stato fra i primi, sempre, a denunciare storture e persino possibili illeciti penali. Ma in un passaggio chiave, dice: “Mai però in questi anni ho avuto la percezione che l'attività amministrativa fosse condizionata da clan criminali  nell'affidamento di servizi e di incarichi, nell'acquisto di beni; che dietro le procedure e gli atti firmati da dirigenti e funzionari vi fosse la mano di boss. Al punto da porre appunto una questione ‘mafiosa’ a Palazzo Carafa”.

Ma per Marra, "al di là dei sofismi linguistici da parte di qualcuno, il Pd leccese rivendica l’iniziativa di avere acceso un faro nella città di Lecce su questioni relative a presunti legami tra la politica e zone grigie del capoluogo salentino”.  Ed entra a pieno nell’argomento ricordando che “ciò emerge a chiare lettere da un intero quadro costituito da informative della polizia di Stato e dagli organi di stampa nazionali e locali”.

“Non sono affatto affezionato alle distinzioni lessicali – aggiunge -, guardando alla sostanza delle questioni ed alla loro gravità, tuttavia faccio osservare che la Commissione parlamentare anti-mafia già nel novembre 2014 invitava le istituzioni ‘a non sottovalutare il rischio di infiltrazioni mafiose nei quartieri popolari per evitare che si creino zone franche in cui i cittadini si sentano abbandonati’, ribadendo che ‘non è la prima volta che questi spazi vuoti siano riempiti dalla criminalità organizzata, anche di stampo mafioso’.

Sempre riferendosi alla Commissione, Marra aggiunge che “ha ricordato come il fenomeno delle occupazioni abusive degli alloggi popolari in taluni contesti non è estraneo ‘al corruttivo voto di scambio praticato nella bassa cucina della politica’”. Insomma, per il segretario cittadino del Pd ci sono tutti i crismi per portare avanti l’iniziativa con forza.

“Non spetta a nessuna forza politica né di destra, né di centro né di sinistra emettere sentenze o dare appellativi ed etichette, ma è dovere sacrosanto di un partito responsabile come il Pd – prosegue -, denunciare in tutte le sedi opportune che le istituzioni democratiche offrono, un quadro sicuramente allarmante e che dovrebbe vedere soprattutto le istituzioni, a partire dal primo cittadino di una comunità, ergersi a guardiano della trasparenza e della legalità”.

“Del resto – conclude -, il giornale Repubblica del 15 aprile 2014 scriveva: ‘La corruzione prospera sulla povertà e la povertà distorce i comportamenti elettorali’, indicando Lecce nell’elenco delle città tra le prime in Italia di maggiore affluenza al primo turno delle ultime comunali, rispetto alle politiche”. ‘Queste anomalie nell’affluenza sono tali da permettere a chi pratica il voto di scambio di controllare un comune, i suoi appalti e le aziende municipalizzate. Si genera, così, grazie alla povertà il modello Mafia-Capitale’”.

Per Marra non spetta a nessuno noi giudicare se a Lecce sussista o meno un contesto mafioso, dal quale trarrebbe vantaggio certa mala politica, “ma è per queste ragioni, denunciate anche da media locali e nazionali  che il Partito democratico con una sua nutrita delegazione a tutti i livelli si è recato nei giorni scorsi dal orefetto di Lecce ed è per la stessa ragione che invierà, come preannunciato, nelle forme e nei modi che riterrà opportuno, un dossier alla Commissione nazionale anti-mafia”.

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