Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

"Io non posso entrare". Ma dove sta scritto? Cani nei negozi, ci pensano le guardie

L'assessore Andrea Guido ha deciso di far rispettare senza se e senza ma il regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali e in particolare l'articolo 24. Via i cartelli, i cani possono entrare (quasi) ovunque. Per il divieto, occorre una comunicazione preventiva al sindaco

Un simpatico maltese.

LECCE – Il cane non può entrare? Tutto da vedere. Se il negoziante non ha inviato preventiva comunicazione al sindaco, non può fermare sulla soglia gli amici a quattro zampe. A patto, ovviamente, che essi stessi siano provvisti di museruola e guinzaglio.  Da oggi, garante dei cani (e dei loro padroni) è il nucleo di guardie ecozoofile comunali “Guardie per l’ambiente”, dipendente dall’assessorato alle Politiche ambientali. L’assessore Andrea Guido ha deciso di far rispettare senza se e senza ma il regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali e in particolare l’articolo 24. Dunque, chiede agli esercenti leccesi di rimuovere dalle vetrine gli ormai obsoleti cartelli “qui non posso entrare” et similia, insomma, quelli che vietano l’ingresso ai cani nei propri esercizi.

Secondo quanto prevede la norma comunale, infatti, i cani, accompagnati dal proprietario o detentore a qualsiasi titolo, se provvisti di guinzaglio e museruola, a patto che non sporchino e che non creino disturbo o danni, hanno libero accesso a tutti gli esercizi pubblici del capoluogo. Come detto, è facoltà del titolare non ammettere gli animali al proprio interno, ma solo previa comunicazione al sindaco. Ed è proprio l’esistenza o meno di questa comunicazione che sarà oggetto dei controlli delle guardie ecozoofile in quegli esercizi che ancora espongono il divieto.

“Appena un anno addietro – commenta Guido - in occasione dell’ultima giornata di Host, la fiera internazionale dell’ospitalità alberghiera, è stato presentato dalla Federazione italiana pubblici esercizi) il ‘Manuale di corretta prassi operativa per ristorazione, gastronomia e pasticceria’ che contiene anche nuove disposizioni legate all’accesso dei cani all’interno di bar, locali e ristoranti”.

“I cani, accompagnati dai loro padroni e provvisti di guinzaglio e museruola - ricorda -, hanno libero accesso nei pubblici esercizi in genere, in linea con le disposizioni europee in materia a cui anche l’Italia pian piano si sta adeguando. Si è stabilito finalmente che non ci sono motivi igienici per impedirne l’accesso, con la sola eccezione, ovviamente, dei locali in cui si cucina o si preparano alimenti e bevande”.

“Ma, a parte questa restrizione, frutto anche di buon senso, dallo scorso ottobre Fido non deve più stare in mezzo a una strada in attesa del suo padrone, così come avviene in tutta Europa già dal 2004. Il manuale - continua Guido - è stato redatto con il ministero della Salute e dunque rispetta tutte le disposizioni di legge. Non solo. Queste nuove direttive hanno il potere di superare gli eventuali divieti stabiliti dalle ordinanze comunali. E per questo dovrebbero anche essere rimossi i cartelli ‘Qui io non posso entrare’”.

Lo stesso Guido precisa però che per quanto riguarda i supermercati alimentari, la questione è un po’ diversa. “Gli animali domestici – dichiara l’assessore – non possono entrare nei luoghi nei dove materialmente si conserva o si confeziona o si produce cibo. La legislazione italiana e quella comunitaria - continua Guido - vietano l’ingresso agli animali domestici esclusivamente nei luoghi in cui si preparano, manipolano o si conservano alimenti ma lasciando facoltà al titolare o gestore di consentirne o meno l’accesso in tutte le altre aree di esposizione di alimenti protetti, comprese quelle destinate alla cessione di prodotti preincartati”. 

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