Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Io Sud perde pezzi: Severo Martini saluta il movimento

L'ex assessore comunale, tra i cofondatori del movimento, abbandona Io Sud, per ragioni di identità politica: "Da sempre sono convinto che dovessimo essere forza critica all'interno del centrodestra"

Severo Martini (primo a sinistra), in una conferenza di Io Sud.

LECCE - Severo Martini lascia Io Sud: Adriana Poli Bortone, leader del movimento meridionalista, ad oltre un anno dalla fondazione, perde una delle colonne più illustri del suo seguito. Dopo aver incassato ieri la fedeltà ad oltranza di Luciano Battista, la senatrice prende atto dell'addio di uno dei cofondatori della sua formazione politica. Ed è un duro colpo, perché arriva all'indomani della polemica col centrodestra per le trattative pro-rimpasto della giunta Perrone e i nuovi dissidi tra la Poli e il sindaco.

"Dopo un lungo e sofferto periodo di riflessione - afferma Martini - ho deciso di uscire dal movimento Io Sud del quale sono stato uno dei fondatori. Rivendico al movimento il raggiungimento di un obbiettivo politico importante e cioè di aver posto all'attenzione del Paese un problema che è sempre esistito, ma che ultimamente era sottovalutato dalla classe politica nazionale. Il risultato è stato che il governo centrale e lo stesso Premier Berlusconi hanno apertamente affrontato il problema Meridione elaborando modelli e modalità d'intervento, quali per esempio la Banca del Sud, ma soprattutto si è aperto un dibattito, che ha evidenziato il divario tra Nord e Sud che potrebbe accentuarsi ancor di più con l'applicazione di un federalismo fiscale non bilanciato da sussidiarietà e solidarietà".

Martini ribadisce, seppur nella sua "breve, ma intensa" storia con Io Sud, di aver sempre sostenuto all'interno del movimento la necessità di svolgere un ruolo politico nel centrodestra, per essere "strumento di pressione critica all'interno comunque della coalizione, soprattutto considerando la storia e la provenienza della maggior parte di noi dalla esperienza di An": "Oggi - dichiara - non riesco a credere che Destra e Sinistra siano solo delle Categorie vuote ormai di contenuti; il sentire di Destra non può essere uguale al sentire di Sinistra; parliamo di maniere diverse di intendere la vita, di valori diversi, di priorità e di sensibilità assolutamente differenti se non alternative; parliamo di storie, di militanze, di cui siamo assolutamente orgogliosi, che sono assolutamente diverse e, quindi, di identità diverse".

Martini evidenzia di non riuscire a cancellare la propria identità politica: per questo, asserisce di non ritrovarsi più "nella palude di questo Centro o Terzo Polo", dove "c'è tutto e il contrario di tutto": "Non credo - puntualizza - che la sacrosanta battaglia per il territorio possa essere solo fine a se stessa senza un riferimento politico nazionale che la sostenga efficacemente. La speranza che mi gonfia il cuore è che un giorno ci si possa ritrovare ancora insieme per continuare la battaglia per il Sud con tanti amici di tante battaglie ma sotto la nostra bandiera di sempre, quella della Destra".

Baldassarre: "Io Sud non incanta più nessuno"

Sui rapporti tesi tra Io Sud ed il Pdl, che hanno fatto naufragare gli accordi in funzione amministrativa a Lecce, e sulle conseguenti evoluzioni politiche, interviene l'eurodeputato del Pdl, Raffaele Baldassare, che sottolinea come il grande problema di Io Sud sia "la mancanza di nettezza da parte dei suoi leader", rei di aver fatto credere a molti esponenti del Movimento di "voler ragionare con il centrodestra, mentre contestualmente muovevano contro il Pdl e i suoi rappresentanti locali e nazionali".

"Un tentativo disperato - dichiara Baldassarre -, motivato dall'esigenza di non perdere tutti quelli che si erano improvvisamente svegliati dal sonnambulismo errante e che a buon diritto chiedevano di tornare a casa, del tutto coscienti. Un tentativo che non è bastato a trattenere chi da tempo aveva capito le reali intenzioni di Io Sud. Un inseguimento doppiogiochista che non ha incantato Rino Martini e tanti altri che in queste ore stanno smettendo l'uniforme di un pretestuoso meridionalismo per riprendere un'azione politica più saggia e coerente".

L'europarlamentare del Pdl evidenzia come non si possa essere mossi da una "politica contro qualcuno", in quanto "tale atteggiamento rischia di diventare un'ossessione": "A questo abisso senza fondo in tanti - conclude -, finalmente, dicono no. Per il bene di tutti".

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