Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Torre Veneri, le ipotesi: dalla conversione in parco ai corridoi ecologici

La Regione Puglia appare favorevole al percorso indicato da Lecce Bene Comune sul destino dell'area dove da 50 anni c'è il poligono militare. Ma il Comune pensa ad una soluzione compatibile con la permanenza dei militari: l'Esercito punta ad una maggiore presenza nella zona

Torre Veneri.

LECCE - Nell'incontro di ieri sera in Piazzetta Bertacchi, a Frigole, la Regione Puglia si è detta disponibile ad affiancare le associazioni e i cittadini nel percorso di trasformazione dell'area occupata dal poligono militare in un parco naturale. Già oggi, del resto, è un sito di interesse comunitario e proprio nel Piano paesaggistico territoriale regionale di recente applicazione ne sono state riconosciute le caratteristiche che lo rendono uno scenario unico in tutto il Salento. Angela Barbanente, assessore all'Assetto del territorio, ha ricordato la battaglia per Punta Palascia, dove con il contributo decisivo della Regione a sostegno di una vasta mobilitazione è stato scongiurato l'allargamento della postazione militare.

Il Comune di Lecce, però, starebbe pensando ad una soluzione intermedia che tenga insieme le ragioni della tutela ambientale, che non si possono disconoscere, e quelle della presenza della struttura dipendente dalla Scuola di cavalleria. L'assessore all'Ambiente, Andrea Guido, ha dichiarato di essere già al lavoro in questo senso. Del resto, viene detto, se è stato evitato lo scempio dell'abusivismo su quel tratto di litorale adriatico è stato solo grazie al poligono. Ci sono poi considerazioni di altro tipo, che sono state rese esplicite in comunicati ufficiali dei responsabili militari diffusi nei mesi scorsi: ci sono in ballo investimenti per milioni di euro che il ministero sarebbe disposto a fare nell'ambito della riorganizzazione delle forze presenti nella Regione Puglia.

Ecco che spunta l'opzione dei corridoi ecologici, cioè aree diffuse ma non continue che allargherebbero il vincolo ambientale tra il Parco di Rauccio, a Torre Chianca, e l'oasi delle Cesine, a sud di San Cataldo, interessando anche lingue di terra nella zona delle operazioni militari che, tanto per dirne una, ad agosto sono andate avanti per oltre tre settimane con interdizione totale anche dello specchio di mare antistante al poligono.

E proprio dai fondali del mare di Frigole, idealmente, è partita la battaglia di Lecce Bene Comune che, sulla base delle risultanze della Commissione parlamentare d'inchiesta che si è occupata di uranio e di poligoni militari, ha chiesto la sospensione delle esercitazioni verso il mare almeno fino a quando non si sarà provveduto alla bonifica dei fondali dal materiale residuo e dalle munizioni che, intanto, nel corso degli anni, hanno alimentato il mercato nero dei metalli grazie all'intervento silenzioso dei recuperatori clandestini. La vicenda ha anche un aspetto giudiziario: il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, all'inizio di quest'anno, ha aperto un fascicolo ancora contro ignoti per gestione illecita di rifiuti. 

cesare veronico-2Nei giorni scorsi agli inquirenti sarebbe giunta la perizia dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che esclude la presenza di uranio impoverito, ma l'inchiesta resta incardinata sulla questione dello smaltimento dei "rifiuti" (i metalli pesanti sono anche altri) e della pulizia dei fondali. Di Torre Veneri, naturalmente, si è discusso anche in consiglio comunale, il 7 marzo, alla presenza dei vertici militari che, in quell'occasione, hanno detto chiaro e tondo di attendere un eventuale provvedimento dell'autorità giudiziaria per procedere alla sospensione delle esercitazioni, richiesta contenuta in una mozione votata all'unanimità nell'assise cittadina precedente.

E' di tutta evidenza che non c'è compatibilità tra la via di una riconversione in parco naturale e la prospettiva di un investimento per aumentare il numero degli effettivi in servizio. Fondamentale, comunque, resta l'aspetto della bonifica per la quale ci sarebbero alcuni milioni provenienti da un fondo annunciato in sede di commissione parlamentare ma non ancora stanziato. Anche in questo caso il terminale è il ministero della Difesa.

"Noi non intendiamo aprire un contenzioso con le forze armate, di cui apprezziamo il lavoro", ha chiarito Cesare Veronico (nella foto) - presidente del Parco dell'Alta Murgia (interessato da una problematica simile a quella di Torre Veneri) e ospite dell'incontro di ieri a Frigole -, "ma è arrivato il tempo di dire basta, per una questione di civiltà". Veronico, che ha un ruolo di primo piano a livello nazionale nella federazione degli enti parco, si sta prodigando per incontrare il ministro della Difesa, Mario Mauro, che tra le altre cose è pugliese di San Giovanni Rotondo. L'obiettivo è quello di arrivare ad una legge che sancisca l'incompatibilità tra le attività militari e le aree protette.

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