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Pagliaro visita ospedale di Gallipoli: "Situazioni limite e carenze gravi, ne chiederò conto in audizione”

Nota del consigliere regionale della Puglia Domani che prosegue il tour di ispezioni nelle strutture sanitarie dell'Asl di Lecce

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

GALLIPOLI - “È uno dei due ospedali di primo livello dell’Asl Lecce, insieme a Scorrano, ma anche in questo caso devo ribadire che si tratta di una classificazione solo sulla carta. Parlo dell’ospedale di Gallipoli, tappa odierna del mio viaggio nelle strutture sanitarie della Asl di Lecce. La qualità delle attrezzature, la logistica, i servizi e la dotazione di personale sono assolutamente inadeguati ad una struttura di primo livello. In questo percorso ispettivo cerco con la massima obiettività di ascoltare chi lavora sul campo oltre agli utenti, e di mettere in luce tutto ciò che di positivo emerge, ma la sensazione complessiva dopo il sopralluogo di oggi non può che essere negativa. Troppe le carenze, troppi i buchi, troppo risicata la dotazione di medici, infermieri e oss per far fronte ad un’assistenza sanitaria che mai come nei mesi estivi richiede il massimo delle forze. E non bastano abnegazione e turni estenuanti, purtroppo. Ferie e riposi mancate non fanno che esasperare una situazione di stress davvero al limite della sostenibilità.

L’ospedale è impreparato a fronteggiare la maggiore pressione dovuta alla presenza massiccia di turisti, che acuisce i problemi già esistenti di carenza di uomini e mezzi. Nella sola Gallipoli, in estate si passa da 20mila residenti a 200mila presenze. Nel report che ho stilato, indico disservizi e carenze per sottoporli all’attenzione di chi ha potere decisionale, affinché si trovino soluzioni organizzative utili a migliorare il servizio sanitario. Anche il caso dell’ospedale di Gallipoli sarà oggetto di un’audizione in Commissione Sanità, con l’auspicio che l’assessore Palese e il direttore del Dipartimento Salute non sfuggano al confronto e vengano a dare risposte. Tanto per cominciare, con le temperature africane di questi giorni, l’impianto di condizionamento non funziona.

L’impianto è strutturalmente insufficiente e spesso guasto. Questo causa pesanti disagi in tutto l’ospedale, mettendo a rischio soprattutto i pazienti più anziani. Senza aria condizionata, oggi le SALE OPERATORIE sono rimaste CHIUSE e il surriscaldamento ha mandato in tilt i macchinari del LABORATORIO ANALISI. L’organizzazione logistica complessiva è irrazionale: ambienti trascurati, spazi enormi sprecati, il paradosso di reparti in affanno per carenza di spazi e ampie aree inutilizzate. Occorre un piano di riorganizzazione complessivo, affidato ad un esperto. Le attrezzature mostrano i segni del tempo in tutto l’ospedale, a cominciare dai letti a manovella. Al PRONTO SOCCORSO si registra una grave carenza di medici, infermieri e operatori sociosanitari. Nei locali squallidi e promiscui, senza privacy, i pazienti stazionano per ore o addirittura per giorni in attesa di un posto letto, spesso in condizioni limite. L’uscita di sicurezza è bloccata da lavori in corso da più di un anno e mezzo, i locali sono obsoleti, trasandati e inadeguati. Le barelle si presentano vecchie e in numero insufficiente. Ho riscontrato invece l’efficienza della CAMERA IPERBARICA e la buona organizzazione del CENTRO TRASFUSIONALE. Soddisfacente anche la qualità del servizio mensa. Il reparto di RIANIMAZIONE, seppur ben funzionante, manca di strumenti basilari come elettrocardiografi, siringhe e pompe da infusione.

Dispone di 6 posti letto ma ne andrebbero attivati almeno altri due. L’unità di CARDIOLOGIA funziona bene ma vi sono tante carenze: il carrello cardiologico per le urgenze vecchio e rattoppato, l’assenza di attrezzature base come carrelli portabiancheria e barelle. Serve un ecocardiografo portatile, mancano holter (2 sono rotti e ce n’è uno solo funzionante) e si attendono elettrocardiografi nuovi. C’è un solo holter pressorio e ne servirebbe almeno un altro. Nel reparto di ONCOLOGIA il personale è in affanno. Sono disponibili 12 posti letto ma ne occorrono almeno 24, come previsto dal piano rimasto sulla carta. Letti e materassi sono vecchi e malandati, c’è penuria di carrelli per le terapie e l’igiene, le tapparelle sono rotte e le finestre non si aprono. In attesa di un eventuale spostamento occorre intervenire subito per sistemare il possibile e rendere decoroso il reparto. Il DAY SERVICE ONCOLOGICO e il CENTRO DI ORIENTAMENTO ONCOLOGICO sono un fiore all’occhiello dell’ospedale di Gallipoli, ma necessitano di riorganizzazione degli spazi in attesa del previsto trasferimento. A questo proposito, chiederemo in Commissione notizie certe sulla nuova sistemazione e soprattutto sui tempi di attivazione.

Nelle SALE OPERATORIE sarebbero da sostituire i ferri e lo scaldaliquidi per le flebo, con richieste fatte fin dal 2019. Tre sale sono state ristrutturate ma ne restano due da rifare e riorganizzare. L’apparecchio di brillanza per le radioscopie è spesso in assistenza e in riparazione, ed anche quando funziona dà immagini di scarsa qualità, al prezzo di elevatissime irradiazioni che vengono ripetute più volte durante gli interventi. Anche i monitor per i parametri vitali sono obsoleti e andrebbero sostituiti. Per le operazioni di OCULISTICA la lampada a fessura è fuori uso e vi è la necessità di un secondo microscopio in caso di emergenza durante l'intervento. Per l’ENDOSCOPIA DIGESTIVA serve una cappa di aspirazione, e due dei tre lava endoscopi, spesso rotti e sottoposti a costose riparazioni, andrebbero sostituiti. Servono filtri steelco ed un armadietto riscaldante per far asciugare gli endoscopi. Disastrosa la situazione del servizio DIALISI, con spazi del tutto insufficienti e praticamente accampato, con secchi improvvisati per lo scarico dei residui, mattonelle rotte e divelte, letti obsoleti. Urge il trasferimento. Per il capitolo attrezzature vetuste, a RADIOLOGIA sono da sostituire un vecchio radiografo telecomandato e uno portatile. Ne sono stati richiesti due telecomandati, e una nuova tac per obesi, in modo che possa essere utilizzata a 360 gradi.

Manca l’apparecchio per la RISONANZA MAGNETICA, imprescindibile per un ospedale di primo livello. Occorre un secondo radiografo portatile per lasciare permanentemente in pronto soccorso l’unico al momento disponibile, senza andirivieni. Anche il mammografo è vecchio e di scarsa qualità, e dà forti irradiazioni. Il reparto di MEDICINA è un vero girone infernale con mattonelle sconnesse, pavimenti pericolosi, muri cadenti e soffitto con infiltrazioni. C’è un solo bagno da terzo mondo per 16 persone, spesso fuori servizio e comunque indecente. E un solo spogliatoio promiscuo per uomini e donne. I letti si presentano vecchi, con spalliere e sponde rotte o mancanti, materassi decrepiti e infossati, tanto da causare la caduta dei degenti. Mancano gli oss per assistere i pazienti in difficoltà nell’assunzione dei pasti. Nel reparto di LUNGODEGENZA si registrano situazioni limite, con anziani abbandonati dai parenti. A CHIRURGIA si opera solo due volte a settimana, e questo è inaccettabile per un ospedale di primo livello, dove gli interventi dovrebbero essere eseguiti almeno cinque giorni su sette. Non essendo garantito il servizio h24 per il trattamento delle emorragie digestive, spesso i pazienti vengono trasferiti a Lecce in ambulanza.

Bisognerebbe spostare un’equipe multipla in reperibilità, anziché sottoporre i pazienti a trasferimenti rischiosi per la loro sopravvivenza. Pazienti che, non potendo poi essere ricoverarli a Lecce, devono rientrare a Gallipoli in ambulanza ed eventualmente fare su e giù come pacchi postali. Gli spazi del LABORATORIO ANALISI sono angusti e non a norma. Ci sarebbe l’ipotesi di un ampliamento con lo spostamento del Servizio Dialisi, o di un trasferimento al settimo piano, accanto ad Anatomia Patologica. I sistemi informatici non dialogano con quelli di Lecce e questo gap, come già rilevato nei presidi di Scorrano e Casarano, causa innumerevoli problemi che si trascinano da anni. Ad ANATOMIA PATOLOGICA va sostituito lo strumento per l’immunoistochimica che è obsoleto. Occorre la figura della biologia molecolare per numerose indagini (genotipizzazione, hiv e altre), al momento prevista solo a Lecce che diventerà clinica universitaria. Il presidio di Gallipoli resterà dunque l’unico centro screening dell’Asl Lecce e quindi regionale. La FARMACIA è allocata in spazi angusti e inadeguati, caotica e da riorganizzare completamente. Manca un bagno per il personale. A GINECOLOGIA e OSTETRICIA il nido è allocato in spazi angusti e senza finestre. Servirebbero almeno altre tre incubatrici ed una seconda culla termica, mancano il colposcopio e il lettino per l’isteroscopia. Occorre una sala operativa dedicata per il parto cesareo accanto alla sala travaglio, per evitare corse disperate fino alla sala operatoria che è distante e difficile da raggiungere. Nel reparto di ORTOPEDIA i letti sono da sostituire con urgenza, mancano i ferri e gli oss sono in numero insufficiente. Di tutto questo, al di là della necessaria sintesi da report, conservo un ricordo vivido che trasferirò in audizione con dovizia di particolari, per mettere sotto gli occhi dei convocati una situazione di particolare criticità che va sanata con urgenza, perché indegna e mortificante per i pazienti e per chi lavora nell’ospedale di Gallipoli, donando la propria professionalità e umanità nonostante condizioni di lavoro in alcuni casi proibitive”.

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