Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

No al Tap, Valori e rinnovamento sollecita un comitato provinciale

Il movimento politico e culturale che fa capo all'ex consigliere comunale a Lecce, Wojtek Pankiewicz, punta ad allargare l'ambito della protesta. Il segretario regionale di Italia dei Valori: "Opera strategica, ma non ad ogni costo"

Pankiewicz alla manifestazione del 27 dicembre.

LECCE – All’indomani dell’incontro tra governo, comunità locali e Tap sul progetto di gasdotto, Wojtek Pankiewicz, presidente del movimento politico-culturale “Valori e Rinnovamento” chiede di alzare il livello dello scontro e si rivolge direttamente al Comitato No Tap: “Considerati la potenza e il potere della società Tap, vi invitiamo, perciò, a promuovere nella città capoluogo la nascita  di un grande comitato provinciale No Tap con Provincia, sindaci, partiti, sindacati, associazioni anche studentesche, che, da voi coordinato, organizzi iniziative di lotta su scala provinciale. Ciò sarà pure utile per stanare partiti, uomini politici, sindacati eccetera, che finora hanno brillato per assenza o per ipocrisia”.

“Occorre, in particolare, coinvolgere le scuole e l’università – prosegue l’ex consigliere comunale a Lecce - per promuovere scioperi e cortei degli studenti che si concludano sotto il palazzo della prefettura con la consegna di messaggi chiari da inviare al governo. Sono, infatti, le giovani generazioni le più danneggiate da sciagurate iniziative come la Tap, perché vengono scippate del loro futuro e del loro diritto a godere della bellezza del paesaggio, della qualità dell’ambiente e della vita e della loro identità territoriale e culturale”.

Da Bari giunge il commento del segretario dell’Italia dei Valori, Massimo Colia: “Le comunità locali vanno ascoltate con la massima attenzione e le loro considerazioni vanno assunte in via prioritaria nel giudizio che dai primi giorni del nuovo anno si dovrà assumere nel Comitato per la concessione della Valutazione di Impatto Ambientale a livello regionale. Siamo abituati come pugliesi ad assorbire gli effetti di opere o produzioni considerate strategiche per il paese – dice Colia, riferendosi evidentemente anche all’impianto Ilva di Taranto – ma non è più il tempo delle decisioni calate dall’alto e fatte subire obbligatoriamente alle comunità locali”.

“Ecco perché speriamo che sia il ministero, sia la regione, valutino attentamente le ragioni emerse dal confronto con i sindaci e i cittadini del Comitato No-Tap e traggano le dovute conseguenze rispetto alle possibili implicazioni tecniche, ambientali, paesaggistiche e di sicurezza di un territorio che già da anni ha scelto la strada della valorizzazione turistica e della tutela ambientale come assetto strategico di sviluppo”.

“Opera strategica dunque ma non ad ogni costo. La vocazione del Salento rischia di essere tradita – conclude l’esponente Idv – e in un momento già così delicato nel rapporto tra cittadini e istituzioni è fondamentale il ricorso a tutte le forme di tutela della cosiddetta democrazia partecipata, anche al fine di evitare che appuntamenti come quello di Officine Cantelmo appaia come un ulteriore ed inutile  ‘recita’ delle buone intenzioni”.

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