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L'addio di Venneri: "Troppe pressioni. Ora si indaghi"

L'ex sindaco analizza le ragioni della caduta dell'amministrazione e lancia strali a Pdl e consiglieri. "Interessi per mercato coperto e festa di Santa Cristina. E magari un posto in Alba Service"

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GALLIPOLI - Soffia ancora qualche residua raffica di maestrale in terra gallipolina, ma il clima politico è caldo. Molto caldo. Una città tappezzata di manifesti che inneggiano alla "cacciata" di Venneri e della sua residua maggioranza. Ombre, sospetti e secche smentite. La città bella s'interroga e attende risposte sulle denunce non più velate e nascoste di pressioni e condizionamenti sui consiglieri comunali che sarebbero stati alla base della caduta dell'amministrazione di Palazzo Balsamo. Nessun esposto ufficiale però, sembra essere arrivato ad horas sui tavoli della Procura leccese, ma le acque sono tutt'altro che tranquille. Anche perché le accuse dell'ormai ex sindaco Giuseppe Venneri, non sono state certo di poco conto.

Accuse circostanziate che sono state ovviamente rispedite al mittente dai contendenti politici e dal deputato cittadino, Vincenzo Barba, in particolare, che gettano acqua sul fuoco. Ma dubbi e perplessità continuano ad aleggiare, se è vero come è vero che già nella seduta tormentata del Consiglio comunale sul Bilancio, si è fatto più di un riferimento a possibili condizionamenti extrapolitici sullo svolgimento della "libera funzione dei consiglieri comunali". E c'è di più, atteso che lo sfogo reiterato di questi giorni dall'ex sindaco Venneri è già stato "raccolto" dai funzionari di pubblica sicurezza del locale Commissariato di via Lazzari. La conferma è arrivata questa mattina nel corso della conferenza stampa convocata dall'ex primo cittadino che insieme ai reduci della maggioranza e agli ormai ex assessori, ha spiegato le ragioni della rovinosa "caduta". Incontro annunciato e convocato al Bellavista club "per chiarire all'opinione pubblica le dinamiche che hanno condotto al recente scioglimento del Consiglio comunale".

Motivazioni che travalicano gli steccati della politica secondo le accuse dell'ex primo cittadino e che ha reiterato la richiesta di "accensione di un faro da parte degli organi competenti per verificare se i sospetti di pressioni e condizionamenti subite dai consiglieri, possano trovare riscontro oggettivo". Toni comunque pacati e sereni da parte dell'amministrazione uscente, ma al tempo stesso decisi e non remissivi. Al netto di ringraziamenti e saluti di commiato, il concetto è stato chiaro e lapalissiano, espresso a più voci: "Ci sono state pressioni che non hanno nulla a che vedere con la politica, e il sindaco non ha ceduto alla posizione ricattatoria di alcuni consiglieri. Ecco perchè questa amministrazione è stata mandata a casa. Per aver mantenuto la schiena dritta dinnanzi agli appetiti personali di qualcuno. Ora è tempo di fare chiarezza su tali comportamenti".

Dopo un preambolo ed un excursus sulle progettualità e gli interventi realizzati e in corso di realizzazione nell'anno di amministrazione del Venneri ter, l'ex primo cittadino è entrato nel merito della questione. Pesantemente. Raccontando la sua verità e le dinamiche dell'ultima settimana di fuoco a Palazzo Balsamo. "Vale la pena ricordare come il venerdì 17 giugno" esplicita Venneri, "in commissione i consiglieri dell'Udc votano a favore del Bilancio, salvo il lunedì successivo non presentarsi in Consiglio. Un atteggiamento che considero alquanto strano o meglio palesamente ricattatorio. Forse a qualcuno ha dato fastidio che in quel bilancio fossero iscritti 100mila euro di incasso certo riveniente dal bando pubblico per la gestione del mercato coperto. Magari a qualcuno quella voce del bilancio non è piaciuto, forse perchè voleva un altro tipo di gestione, magari di natura personalistica. Così come per la festa dei gallipolini di Santa Cristina, si sono affacciate e avvicinate delle associazioni o pseudo associazioni che volevano gestire direttamente la festa. E noi non abbiamo ceduto alle lusinghe. Forse, ripeto, a qualcuno questo non è piaciuto e non è andato giù e abbiamo notato le assenze in sede di approvazione del Bilancio che noi abbiamo approvato ugualmente, senza ritirarlo ed esporsi dopo venti giorni azioni di tipo ricattatorio per la sua fondamentale approvazione"

Dal comportamento dei consiglieri Udc (stigmatizzato dai referenti politici locali e provinciali quali il commissario cittadino, Felice Stasi e l'ex vicesindaco Francesco Errico), Venneri ha passato in rassegna il comportamento del "suo" consigliere di maggioranza, Fabrizio Ferilli. "La situazione di maggiore trasformismo" affonda l'ex sindaco, "è stata proprio quella di Ferilli, che in aula approva il bilancio, l'atto politico principe di sostegno e condivisione delle amministrazioni comunali. Quindi prima ha confermato la sua fiducia al sindaco, salvo poi, in chiusura di seduta, rammentare che il sindaco doveva prendere atto di quanto accaduto in aula e trarne le dovute conseguenze. Frase che in buona sostanza indica come è giusto che fosse" continua Venneri, "verifiche e consultazioni politiche sulla tenuta amministrativa. Ma anche qui, il comportamento di Ferilli è incomprensibile. Io mi sono sentito con lui la sera prima che gli undici rassegnassero le dimissioni, e non mi ha esplicitato alcun malessere politico. Dopo meno di dieci ore, Ferilli ha cambiato idea, ma dovrebbe dare una spiegazione politica alle persone. Ha infatti deciso di firmare le dimissioni, per lo scioglimento del Consiglio comunale. Ma io mi chiedo che cosa è mai potuto succedere tra il 23 e il 24 giugno scorsi che cosa ha indotto Ferilli a cambiare opinione e atteggiamento?"

E continua nella sua cronistoria accusatoria Venneri: "E' pur vero che Ferilli era legatissimo alla carica di presidente del Parco naturale, quasi fosse una condizione essenziale per rimanere in maggioranza. Carica per la quale percepiva un reddito certo e che era stata sospesa solo per il contenzioso giudiziario che si era creato con il presidente Minutello. Ma ripeto, cosa è stato determinante per Ferilli affinché cambiasse idea sull'operato della maggioranza e soprattutto per cambiare politicamente idea sul bilancio che approva il lunedì e disconosce con quella firma delle dimissioni? Ci saranno state pressioni di altra natura, come io ritengo e reputo necessario che ci sia una verifica su questo. Io ho già avvisato gli organi preposti. E va verificata soprattutto la natura, il tipo e la quantità delle pressioni che sono state fatte a questi consiglieri che, ribadisco, ho motivo di credere che non hanno nulla di politico"

E poi la chiosa finale di Venneri. Che prefigura altri scenari: "E' necessario che si accenda un faro per verificare se c'è stato inquinamento politico a Gallipoli e anche oltre. Oppure possiamo tentare di fare i veggenti, che ci sia stata qualche promessa di qualche incarico in qualche altra società. Magari, provo ad indovinare, all'Alba Service di Lecce visto che c'era qualche consigliere regionale di Lecce che era dal notaio a Maglie con Ferilli. Magari qualche pressione di questo tipo ha convinto Ferilli a fare questa scelta. Magari anche su questo bisognerebbe fare chiarezza".

A seguire, in rassegna, gli interventi duri e puntuali dei segretari cittadini dell'Udc, Felice Stasi che ha chiamato alle proprie responsabilità i due consiglieri dimissionari Caiffa e Padovano e soprattutto del consigliere provinciale, Sandro Quintana: "Questi personaggi per quanto mi riguarda" ha precisato Stasi, "non solo sono fuori dal partito, ma da ogni logica di partito. E se il consigliere provinciale Quintana non intende seguire le direttive dettate dal partito anche lui può considerarsi fuori dall'Udc". Gli fa sponda l'ex vicesindaco Errico che dice: "Con queste persone non si può fare politica a Gallipoli perchè non hanno attitudine al confronto e alle logiche di partito".

Per Giuseppe Coppola della Grande Gallipoli: "questa amministrazione è caduta perchè ha cominciato a far rispettare le regole e attuato una programmazione che metteva il freno all'anarchia che ha regnato, per volontà e agio di pochi, rispetto all'interesse generale della città. Bisogna ripartire da dove siamo stati costretti a lasciare con l'aiuto dei dirigenti, che ringrazio, per il grande apporto che ci hanno dato per mettere in pratica e avviare la rivoluzione della legalità di cui Gallipoli ha bisogno". Anche il segretario cittadino Pd, Luigi Natali e il capogruppo Antonella Greco hanno manifestato il "rammarico, ma anche la serenità" con la quale è stata vissuta la caduta dell'esperienza amministrativa. "Esperienza che non si rinnega, perchè fuori dal giogo oppressivo del Pdl, Venneri è stato un buon sindaco che ha lavorato bene e ha lavorato tanto. E il laboratorio politico può andare avanti in nome e per conto della legalità da ricostruire in terra gallipolina"


Epurazione annunciata anche dal consigliere della civica "Noi Ci Siamo", Tommaso Scigliuzzo, l'oppositore "responsabile" come ama definirsi, che non ha avuto remore a denunciare i "condizionamenti avuti in questi anni nell'esercizio delle sue funzioni di consigliere comunale per colpa di soggetti della sua lista di riferimento, assoggettai ai metodi persuasivi di Vincenzo Barba".

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