Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

“L’amministrazione Perrone non crede alle professionalità cittadine”

Questo il parere di Rotundo alla luce della nomina di sei professionisti esterni per la candidatura del Comune a capitale europea della cultura 2019. Ed ironizza: "Sembra che ci sia in atto un gemellaggio con Genova". Replica Alfarano

LECCE - “Non mi piace al Pd la delibera della giunta comunale leccese con la quale sono stati nominati sei professionisti esterni all’amministrazione come supporto al gruppo di lavoro formato dai vari dirigenti comunali di settore: per il capogruppo, Antonio Rotundo, tale iniziativa avrebbe “il respiro corto politicamente e tecnicamente, non certo per colpa delle professionalità di sicuro valore incaricate, ma per il provincialismo con cui si continua ad affrontare il tema della candidatura di Lecce a Capitale europea della cultura 2019”.

Secondo l’esponente del Pd, ci sarebbe dietro una visione “autarchicamente debole” che rischia di esporre la città ad una “brutta figura” solo per avere “qualche argomento da presentare in campagna elettorale”: “Una amministrazione comunale seria – chiarisce - avrebbe tentato di fare squadra con tutto il territorio salentino trovando nel comune desiderio di promozione del proprio territorio la leva per associarsi e rendere la proposta più consistente”.

Mentre, nel leggere il testo della delibera, per Rotundo s’intuisce che, per il sindaco e gli assessori, Lecce non sappia esprimere figure e competenze professionali tali da promuovere la candidatura a capitale europea della cultura: “Siamo sempre costretti – ironizza - a rivolgerci ad altre città - in particolare sembra che ci sia in atto un gemellaggio tra Lecce e Genova per trovare tecnici ed esperti da nominare, e francamente ci sfuggono i criteri in base ai quali si scelgono ben 3 dei 7 tecnici dell’Università di Genova”.

“Credo invece – precisa Rotundo -, che numerosi leccesi, affermatisi nel mondo, possono esprimere e comunicare a pieno le potenzialità di Lecce sul palcoscenico europeo. Invitiamo quindi, la giunta a confrontarsi con la città per tracciare quel virtuoso percorso che potrebbe portare ad una così importante e prestigiosa candidatura, che contribuirebbe a lanciare Lecce nei circuiti turistici e culturali europei”.

E non tarda ad arrivare la replica dell’assessore comunale alla cultura, Massimo AlfaranoMassimo Alfarano-2, che dichiara: “Se Rotundo avesse veramente a cuore il futuro della nostra città, ci avrebbe fatto i complimenti per il modus operandi che questa amministrazione ha scelto di adottare per la candidatura di Lecce a capitale europea della cultura 2019. Dico questo, perché se abbiamo deciso di coinvolgere nel nostro progetto professionisti provenienti dalla città di Genova, é perché questi non possono far altro che migliorare, integrare e meglio sviluppare le nostre idee, vantando loro un'esperienza tale che ha portato Genova a diventare capitale della cultura 2004”.

“Se l'amministrazione – chiarisce ancora Alfarano - ha deciso di avvalersi di figure esterne ma di rilievo, oltre che di un comitato interamente composto da personalità del mondo della cultura e dell'università leccesi, é perché gli esperti in questione possono darci delle dritte su cosa una città come Lecce deve fare e su quali aspetti deve puntare per arrivare al risultato finale più soddisfacente”.

Per Alfarano, l'amministrazione crede fermamente in questa sfida: “E noi – afferma -, a differenza di chi ci accusa di provincialismo ma nei fatti poi é il primo a darne dimostrazione, vogliamo arrivare preparati e al massimo delle nostre potenzialità. Se validi esperti nazionali possono darci una mano, noi non abbiamo problemi ad accettarla”. “Chi pensa – prosegue - di poter far tutto in casa, non solo é chiuso mentalmente, ma dimostra anche di non saper correre a dovere per conquistare un palcoscenico che é europeo, non soltanto salentino. L'esperienza di chi l'obiettivo l'ha raggiunto ci può solo arricchire e aiutare”.



 

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