Il Pd: "L'amministrazione Russo mente sapendo di mentire"

La Segretaria del Circolo del Partito Democratico di Ruffano Anna Rita Picci non ci sta e rilancia con un comunicato stampa la situazione dei servizii di igiene ambientale nel Comune di Ruffano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

COMUNICATO STAMPA

 

La Segretaria del Circolo del Partito Democratico di Ruffano Anna Rita Picci non ci sta e rilancia con un comunicato stampa la situazione dei servizi di igiene ambientale nel Comune di Ruffano. 

 Ci pare completamente fuori luogo, se non di cattivo gusto, il pubblico manifesto, attraverso il quale, la Maggioranza Russo offre un’interpretazione forviante e ingannevole della sentenza n. 908/2016 del Tar di Lecce, relativa alla richiesta di risarcimento danni avanzata dalla Igeco spa, per la revoca del bando dell’Aro 9, avvenuta a cinque giorni dalla scadenza.

Revoca decisa dai Comuni di Ruffano, Casarano e Matino, che, come riportato nella denuncia sulla gestione degli Aro dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), ha impedito il verificarsi sia di un efficientamento nell’erogazione del servizio di raccolta dei rifiuti, con una maggiore riduzione delle tariffe all’utenza, e sia l’interdizione per gli operatori moralmente inidonei a contrarre con l’Amministrazione.

Nostro malgrado, dobbiamo constatare che nel Comune di Ruffano, si sono realizzate quelle gravi anomalie sottolineate, sempre, dall’ Anac, che “se non risolte con tempestività, potrebbero rendere inefficace il modello gestionale dei rifiuti, voluto dal legislatore per conseguire economicità e per creare un sistema di appalti e concessioni immune dalle vecchie logiche clientelari, nonché capace di garantire l’apertura del mercato a operatori economici, moralmente idonei a contrarre con le Amministrazioni, ed efficienti nell’erogazione dei servizi con un  minore esborso di risorse pubbliche e  riduzione delle tariffe all’utenza.”

Nel manifesto, l’Amministrazione Russo mistifica la realtà, laddove scrive: “che tutti i cittadini possono sapere la verità sui motivi che ci hanno convinti ad agire nei modi in cui in effetti abbiamo agito, al fine di impedire che il nostro Comune fosse costretto a pagare per il servizio di raccolta di rifiuti più di 140.000 euro, che come ribadito dal TAR, non erano dovuti.”

La sentenza, in realtà, dice qualcosa di completamente diverso. Il Tar, dopo aver dichiarato non necessaria un’analisi della documentazione presentata dalle parti, entra stranamente nel merito delle decisioni prese dai Comuni di Ruffano, Casarano e Matino, facendo, indirettamente, emergere la cavillosità del pretesto utilizzato dal Comune di Ruffano per bloccare la gara dell’Aro9.

I giudici amministrativi scrivono che le richieste del Comune di Ruffano, relative allo scorporo dal canone del servizio della quota di ammortamento di attrezzature già acquistate, erano state sì prese in considerazione nell’ambito dell’Aro 9, ma che la soluzione proposta: “di ovviare all’errore in sede di esecuzione dell’appalto ovvero in fase di differimento termini per la presentazione delle offerte, appariva “irrituale e contraria alle norme di buona gestione di un appalto pubblico”. Quindi, il Tar contesta i modi con cui si sono recepite le richieste del Comune di Ruffano; ritenute, evidentemente, “giuste, adeguate e legittime” anche in fase di stesura del bando dell’Aro 9.

Alla luce di ciò, i cittadini di Ruffano, al contrario di quanto scritto dall’Amministrazione Russo, non si sarebbero trovati in nessun caso un incremento della Tari se l’appalto della Aro 9 fosse stato assegnato.

Inoltre, dando per buona la cifra di 140.000 euro su base quinquennale, a cui fa riferimento il manifesto (il RUP parla, invece, di 74.500 euro), i cittadini ruffanesi, se il bando dell’Aro 9 non fosse stato bloccato dall’Amministrazione Russo, avrebbe risparmiato annualmente 28.000 euro di oneri non dovuti, mentre, invece, oggi si ritrova un incremento del canone di circa 160.000 euro in un solo esercizio. Vedi Delibera del Comune di Ruffano del. n°11 del 28/4/2016. 

E' paradossale come l'Amministrazione Russo prontamente blocca una gara che per il Comune di Ruffano prevedeva un canone di € 1'100'000,00 che proprio grazie a quelle decurtazioni prevede un importo attrezzature/cittadino tra i più bassi fra i comuni dell'ambito, e nello stesso momento approva un piano finanziario TARI 2016 per un canone di € 1'373'083,28.

Riteniamo che nel Comune di Ruffano, al contrario di quanto fantasiosamente affermato dall’Amministrazione Russo, si stiano puntualmente verificando le fosche previsioni dell’ANAC circa il pericolo di un sistematico ricorso alle proroghe contrattuali -che nel caso del Comune di Ruffano vede come beneficiaria la Igeco spa-  che crea delle gravi ripercussioni, in termini di legalità e di mancato rispetto dei “principi di trasparenza, concorrenza e rotazione”, nella gestione del servizio di raccolta dei rifiuti.

Pertanto, il PD-Ruffano, a tutela dell’interesse dei cittadini, sollecita un intervento della Magistratura, affinché si faccia piena luce sull’intera vicenda, e al fine di eliminare le evidenti anomalie amministrative imputabili alla Maggioranza Russo.

                                                                                                                      La Segretaria

                                                                                                                      Anna Rita Picci

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