L'Asl firma la delibera e annuncia: in autunno nuovo acceleratore lineare

Stipulato il contratto da quasi 3 milioni di euro con la ditta vincitrice. Lo strumento è il “Multy Energy Top Level (Versa Hd Elekta), apparecchiatura di ultima generazione. Consentirà il trattamento delle neoplasie abbattendo i tempi e riducendo gli effetti collaterali

LECCE – In autunno dovrebbe essere ormai installato il nuovo acceleratore lineare per il trattamento delle neoplasie. La direzione strategica dell’Asl di Lecce, infatti, ha firmato il contratto con la ditta vincitrice e con la delibera 756 del 16 giugno ha approvato il progetto esecutivo. C’è, dunque, il via libera ai lavori per l’installazione dell’apparecchiatura.  

Lo strumento è il “Multy Energy Top Level (Versa Hd Elekta), apparecchiatura di ultima generazione. Oltre ai trattamenti di radioterapia convenzionali, ne permette altri, più complessi, a precisione molto elevata. Il costo complessivo di acquisto dell’apparecchiatura e d’installazione ammonta a 2 milioni e 700 mila euro.

Il Versa Hd è il più avanzato acceleratore per terapia con fotoni attualmente in commercio a livello mondiale e quello del “Vito Fazzi” di Lecce è il terzo modello installato nel Sud Italia. Gli altri sono presenti a Caserta e Napoli.

L’apparecchiatura permette di colpire in maniera molto accurata il bersaglio tumorale, risparmiando i tessuti sani circostanti. Come illustra una nota dell’Asl, è dotata di un collimatore multilamellare a 160 lamelle chiamato Agility che consente una più specifica e accurata conformazione del fascio di radiazioni rispetto alla apparecchiature in dotazione. Quest’accuratezza nel colpire il bersaglio è inoltre disponibile su un ampio campo d’irraggiamento e può essere utilizzata anche nella cura di patologie tumorali molto complesse. Fino ad oggi, infatti, la modellazione del fascio ad alta definizione era limitata alla cura di bersagli ridotti. 

L’elevata velocità delle lamelle condente di erogare le dosi necessarie in un terzo del tempo finora utilizzato: in alcuni casi è possibile eseguire trattamenti in 2-3 minuti. La riduzione dell’esposizione complessiva aumenta il confort del paziente e riduce gli effetti collaterali, e permette anche e soprattutto di risparmiare tessuti sani.  

All’acceleratore, prosegue la nota, è collegata una Cone Beam Ct, apparecchiatura in grado di acquisire immagini Tac che consentono il preciso posizionamento del paziente prima di ogni seduta. La neoplasia, infatti, può muoversi in base a variabili diverse, come il respiro o il riempimento della vescica o dell’intestino, che possono determinarne uno spostamento anche di alcuni centimetri.

Questa metodica è chiamata Igrt (radioterapia guidata da immagini) e permette di massimizzare l’effetto delle cure, evitando la radiazione delle zone sane. L’errore di erogazione viene inoltre ridotto da sistemi di posizionamento e immobilizzazione del paziente (lettini, cuscini e sistemi ottici di monitoraggio). Inoltre, con i sistemi 4D di compensazione del movimento d’organo è possibile monitorare gli spostamenti che avvengono durante il trattamento e che possono dipendere dall’atto respiratorio: in questo modo è possibile correggere le impostazioni del trattamento per compensare l’errore provocato da questi movimenti.   

“Quest’apparecchiatura ci consente di fare un importante passo in avanti nel trattamento delle neoplasie – dice Giovanni Gorgoni, direttore generale dell’Asl Lecce –, si aggiunge alla dotazione tecnologica dell’unità operativa di Radioterapia oncologica diretta da Mario Santantonio e permetterà una qualità di trattamento eccezionale”.

“E’ tra le apparecchiature più avanzate esistenti e consentirà di rispondere alle esigenze di cura  anche in casi più complessi. Ringrazio il personale di reparto che saprà rispondere alla sfida di formazione necessaria e che integrerà le terapie in corso con le possibilità offerte da questa nuova apparecchiatura”.

“Seguirò i lavori strutturali necessari per l’installazione dell’apparecchiatura e le operazioni di messa in rete del sistema che è complessivamente molto avanzato da un punto di vista tecnologico. Sono certo – conclude - che il nuovo investimento tecnologico contribuirà a ridurre le trasferte fuori regione dei nostri assistiti”.  

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