Politica Monteroni di Lecce

"L'esercito dei sindaci per un turismo organizzato"

Riceviamo e pubblichiamo dal sindaco di Monteroni Lino Guido, una lettera di riflessione sulla gestione del turismo nel Salento. Secondo il primo cittadino la parola chiave per il rilancio è sinergia

Riceviamo e pubblichiamo una lettera a firma dal sindaco di Monteroni di Lecce Lino Guido, di riflessione sulla gestione del turismo nel Salento. "Il grande problema della politica di gestione turistica del Salento - scrive il primo cittadino - non è la strategia di marketing, ma l'organizzazione dell'offerta e l'allestimento del territorio, nel caso di specie il mancato coordinamento tra enti centrali, Regioni, Provincia, Apt e Comuni".

di Lino Guido*

E' stata un'altra stagione partita in ritardo ma che tuttavia contiene il seme dei buoni frutti, quanto meno per il lavoro svolto negli anni passati, un lavoro proficuo che costituisce il sostrato delle politiche di crescita economica del territorio salentino.
Da parte nostra, in qualità di amministratori locali c'è il tentativo di dare prospettiva e assetto a una serie di iniziative talvolta fra loro scollegate e di corto respiro, ma tutte utili ad implementare e accrescere l'immagine della nostra terra nel quadro di riferimento nazionale e internazionale.

A mio modesto avviso il grande problema della politica di gestione turistica del Salento non è la strategia di marketing, ma l'organizzazione dell'offerta e l'allestimento del territorio, nel caso di specie il mancato coordinamento tra enti centrali, Regioni, Provincia, Apt e Comuni. I sindaci, infatti, restano isolati, quasi esclusi dal governo del territorio in termini di programmazione, eccezion fatta per quelle competenze e pertinenze localistiche che impongono di inventare da soli quello che gli altri nemmeno domandano. Da qui la nascita dei cartelloni estivi e di agende più o meno rilevanti di eventi culturali e di spettacolo, sulla scia del motto "tutti per sé e Dio per tutti".

Non mi pare insomma una concezione matura del quadro socio economico in cui siamo inseriti, anzi mi sembra un modo infantile e improduttivo di guardare al futuro. Né possiamo farci ingannare dal rumore che provoca qualche gruppo se pur nutrito di turisti che si riversa con buona frequenza nel territorio della provincia di Lecce fra luglio e agosto. Bisogna vedere quanti tra quelli che raggiungono il Salento arrivano per la prima volta e quanti invece tornano dopo esserci già stati.

Sbaglia chi crede che il turismo sia solo una questione di promozione pubblicità, quello che conta di più è la qualità dei servizi in primo luogo e subito dopo l'organizzazione delle iniziative legate all'intrattenimento che devono essere pensate, progettate, condivise e comunicate. Occorre in sintesi ottenere la satisfaction del cliente. Il sistema di sviluppo locale non ha ancora recepito l'importanza di questi aspetti e si continua a perdere tempo e a spendere denaro per azioni di marketing spesso tardive e quasi sempre inefficaci. Accanto alla spinta propulsiva che punta all'immagine abbiamo bisogno di individuare una cabina di regia in cui far sedere ai posti di comando i sindaci e gli amministratori dei Comuni a maggiore vocazione turistica e ascoltare le proposte e le esigenze di quei Comuni più piccoli, apparentemente di secondo piano, che pure hanno da offrire qualcosa in termini di risorse artistiche o culturali.

Un Comune può offrire una determinata risorsa di cui è titolare esclusivo ma potrebbe essere carente in altro, ed ecco che il paese confinante o vicino può integrare l'offerta con le sue disponibilità storico, architettoniche o naturalistiche. Di questo si ha bisogno perché oggi il turismo sta cambiando faccia. Non esiste quasi più il vacanziere che trascorre l'intera giornata sulla spiaggia. Oggi il mare è un'ipotesi da affiancare al giro turistico per le chiese, i palazzi, i castelli, le riserve naturali e magari a sera i ristoranti tipici e le trattorie che servono cibi genuini e legati alla tradizione. Un ventaglio di offerte, tutte indispensabili, altrimenti il nostro turismo resta cieco, sordo o zoppo, un turismo inabile quindi ad accrescere i livelli economici di un territorio che ha tutto per diventare la California d'Europa.

*Lino Guido, sindaco di Monteroni

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"L'esercito dei sindaci per un turismo organizzato"

LeccePrima è in caricamento