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L’impegno di Capone, Bellanova e Sel per la Cigs. “Il futuro produttivo è possibile”

I deputati del Pd sull'emergenza vissuta dalle aziende (Filanto e Tessiltech) richiedenti il concordato preventivo per l'accesso alla cassa straordinaria. Richiesto incontro ai ministeri. "Nel Salento le maestranze più preparate"

LECCE - La denuncia di Confindustria Lecce e sindacati confederali e di categoria rispetto alle gravi difficoltà in cui versano molte aziende salentine del comparto calzaturiero e tessile ha colto nel segno, catturando l’attenzione di Salvatore  Capone e Teresa Bellanova. I due esponenti del Partito democratico si sono attivati per inviare una richiesta di incontro ai ministeri competenti in modo da affrontare, nel modo più celere possibile, la situazione della concessione della cassa integrazione straordinaria per le società richiedenti il concordato preventivo.

Questa è la strada scelta dai due deputati del Pd per cercare di risolvere l’ennesima,  grave emergenza sociale che questa volta riguarda circa settecento lavoratori: la totalità delle maestranze del gruppo calzaturiero Filanto e molti impiegati dell’azienda Tessiltech di Casarano.

“Anche negli anni passati il lavoro parlamentare a sostegno della situazione di crisi che attraversa una parte consistente del manifatturiero salentino è stato intenso, ed è evidente che il nostro impegno in una situazione così delicata non può che rafforzarsi – spiega Teresa Bellanova - . Al contempo, però, è necessario rimboccarsi le maniche per capire come rispondere positivamente non solo all’urgenza degli ammortizzatori sociali, quanto a una domanda forse ancora più complessa: è possibile  immaginare una risposta occupazionale per queste e  altre centinaia di maestranze, costruendo soluzioni capaci di individuare, nella filiera istituzionale che parte dall’Europa e arriva fino alla Regione, risposte e risorse?”.

La deputata del Pd è convinta  che si possa fare, anche perché i tempi attuali sono caratterizzati da un paradosso: “ Abbiamo le maestranze forse più preparate che è possibile trovare in Italia, abbiamo zone industriali e artigianali infrastrutturate grazie anche a passati programmi di sviluppo territoriale, abbiamo un’università che sull’innovazione e sulla ricerca ha costruito una notorietà internazionale, abbiamo un tessuto di imprese, anche artigianali, che riesce a resistere, grazie alla capacità interna di immaginare soluzioni innovative sia sul versante del processo produttivo che del prodotto e che poi ha difficoltà enormi nel rapporto con il credito e nel posizionamento su mercati esteri”.

Ciò che manca, e che serve come l’aria, è uno sforzo congiunto che coinvolga “gli attori sociali e istituzionali per capire come, a partire da questi elementi, è possibile costruire politiche di attrazione degli investimenti, di internazionalizzazione delle imprese, di formazione professionale e ricollocazione sul mercato del lavoro di chi oggi ha come unico orizzonte possibile solo quello della cassa integrazione o, purtroppo, del lavoro nero”. 

“Non possiamo permettere- aggiunge Salvatore Capone -, che quelle maestranze, straordinarie portatrici di sapere, si rassegnino a un futuro fatto solo di cassa integrazione, ad ogni modo vitale per questi lavoratori. Che oggi vivono una condizione difficile non solo per questioni di carattere economico, ma anche per la esigenza fortissima di ritornare a essere parte attiva del mercato del lavoro ed essere ancora produttori di valore, anche economico. Dobbiamo allora essere capaci, insieme alle istituzioni sovra territoriali, come la Regione, e nazionali, come il ministero Sviluppo economico e il ministero del Lavoro, insieme alle parti sociali e alle organizzazioni datoriali, di costruire risposte che vadano esattamente in questa condizione. Negli altri paesi europei tornare a produrre sta diventando una parola d’ordine obbligata e condivisa. Deve essere così anche da noi e qui nel Salento, e anche facendo leva su quell’enorme sapere di maestranze oggi condannate ad una condizione di minorità”.

Queste riflessioni fondano, quindi, la richiesta di incontro inviata ai ministri competenti da parte dei due parlamentari, e l’impegno a un calendario di incontri - già a partire dai prossimi giorni - che porti poi ad una mappatura di alcune soluzioni possibili.

Solidarietà arriva anche dal consigliere regionale Antonio Galati. “E’ paradossale che sia necessaria una manifestazione di piazza per rivendicare un diritto, che va garantito sempre, ancor più quando in ballo ci sono centinaia di persone il cui bilancio familiare è a rischio”, sottolinea il consigliere, che assicura piena attenzione al problema e ai suoi possibili approfondimenti in sede regionale.

“Impegni già fissati da tempo mi impediranno di essere fisicamente presente - spiega il consigliere, nelle stesse ore impegnato in una visita conoscitiva delle problematiche sanitarie dell'ospedale di Galatina - ma ribadisco la mia solidarietà ai lavoratori, l'incoraggiamento all'azioni di mobilitazione di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e l'apprezzamento all'azione incisiva sul piano comunale del circolo di Sel di Casarano, con il quale stiamo approfondendo possibili programmi a lunga scadenza per alleviare il dramma economico e sociale che quella comunita' vive ormai da anni”.

E, a proposito di Sel Casarano, domani manifesterà accanto ai lavoratori. “La crisi – dice Sel in una nota -, causa essenziale delle chiusure e delle difficoltà occupazionali, deve diventare il momento per ridiscutere le modalità produttive, evitando la competizione al ribasso sul costo del lavoro. Inoltre per sbloccare la questione Cigs è stata coinvolta la deputazione pugliese di Sel che impegnerà ogni energia affinché si diano risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del Tac salentino ai quali non mancherà il sostegno”.

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