Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

L'opposizione chiede le dimissioni di Eugenio Pisanò

I capigruppo di minoranza al Comune di Lecce chiedono le dimissioni del presidente del consiglio. La replica di Pisanò: "Sono io che ho chiesto di abbassare i toni. Il resto sono chiacchiere"

I capigruppo di minoranza al Comune di Lecce Antonio Rotundo, Loredana Capone, Gianni Colucci e Paola Spoti, hanno chiesto le dimissioni del presidente del Consiglio comunale Eugenio Pisanò dopo i comportamenti che quest'ultimo avrebbe assunto in sede di assise cittadina.

"Egregio presidente - si legge nella richiesta a firma dei quattro capigruppo - il comportamento da lei tenuto ieri ha gravemente alterato il rapporto fiduciario che deve essere sotteso ai rapporti tra Assemblea e Presidente. Ha urlato contro molti consiglieri della minoranza, ha espresso giudizi di valore sugli interventi di alcuni consiglieri censurandoli con vari commenti, ha offeso il capogruppo dell'Ulivo e poi un consigliere dello stesso gruppo che cercava semplicemente di comunicare alcune difficoltà con l' attrezzatura elettronica del voto".

"Gli episodi di ieri - aggiungono i capigruppo - sono un'ennesima prova della parzialità con cui interpreta il ruolo che Lei esercita, che dovrebbe essere invece, a norma dello Statuto e del Regolamento, un ruolo di garanzia per tutti i consiglieri, di rispetto per la funzione dei colleghi e soprattutto di rispetto per la dignità delle persone che compongono la più importante Assemblea elettiva della Città. Poiché la continua lesione dei diritti dei consiglieri di minoranza si traduce in spregio per la loro funzione, spregio ieri anche chiaramente manifestato, i sottoscritti chiedono che prenda atto del suo comportamento non rispettoso del ruolo che ricopre e dunque rassegni le dimissioni da presidente del Consiglio comunale. E la informiamo che non parteciperanno alle conferenze dei capigruppo sino a che non saranno formulate le dovute scuse al capogruppo dell'Ulivo e non ci sarà stato un chiarimento sulla questione qui sottoposta".

Da qui, la replica del presidente del Consiglio Eugenio Pisanò: "Credo che in riferimento a queste affermazioni ad oggi nessuna vostra richiesta, atto o intendimento proferito in consiglio comunale o in conferenza dei capigruppo sia stato mai sottovalutato o omesso in riferimento alle stesse identiche valutazioni da me esercitate in atti e richieste formulati dalla maggioranza. E' vero - aggiunge - io sono il garante della legittimità dell'assemblea in qualità di presidente, ma è pur vero che ieri chi ha iniziato a scantonare su determinati comportamenti è stato l'onorevole Rotundo, che senza alcuna giustificazione di sorta alzava i toni della voce senza che ne fosse benché motivo. Garbatamente, come mio solito, ho chiesto di abbassare i toni nonostante dai banchi della maggioranza si alzasse la protesta di molti consiglieri comunali che non condividevano tale atteggiamento".

E aggiunge: "Il tutto è continuato con un interveto da parte della capigruppo dell'Ulivo consigliera Capone alla quale ho sempre riconosciuto grande senso di equilibrio, educazione e rispetto delle istituzioni, che nell'intervento riferito al punto numero 1 all'ordine del giorno ha usato le parole 'raggiro', 'dolo' e 'colpa grave', pensando forse di stare in aula di tribunale a difendere un suo assistito e non nella massima assise della città di Lecce. Non aggiungo altro in riferimento alle esternazioni del consigliere Benincasa. Non ho intenzione di ritornare sull'argomento. Forse è stato un bene per lui che in quel momento ha presiedere l'assise ci fosse il vicepresidente vicario Torricelli".

"In ultimo, quanto accaduto al consigliere Borgia, preciso che tra me e lui, la vicenda si è concluso con un abbraccio caloroso, con il quale si è verificato un equivoco immediatamente chiarito. Pertanto ribadisco che questa presidenza non cambierà per nulla atteggiamento nei confronti di chi userà toni irriguardosi non certo degni della massima assise comunale, ed in particolar modo con coloro che intervenendo lanciano accuse a soggetti assenti e quindi impossibilitati a difendersi. Questo è Eugenio Pisanò - dice - presidente del consiglio comunale, così continuerà il suo comportamento nel futuro, riservando il massimo rispetto e dignità nei confronti di chi vorrà ricambiare tali atteggiamenti. Nel futuro per evitare commistioni tra il ruolo istituzionale e quello di consigliere sarà mia cura prenotarmi per gli interventi, scendere tra i banchi ed esporre il mio pensiero. Il resto sono solo chiacchiere ed a breve sarà pronto lo sbobbinamento dei lavori della seduta del consiglio per attestare la veridicità di quanto affermo".

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