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"La città" esce allo scoperto e prepara la campagna di primavera

Leali nella contingenza politica all'interno del Pdl, i mantovaniani aspirano a rappresentare una nuova destra dopo il culto della personalità dell'epoca di Berlusconi. Congedo e i suoi sono pronti alla conta nell'imminente assemblea provinciale

 

LECCE - L'atmosfera natalizia non tragga in inganno, e nemmeno la sincera lealtà con la quale Erio Congedo ha promesso il massimo appoggio per la riconferma di Paolo Perrone come sindaco di Lecce. Il movimento "La città" non è un'incursione del Pdl nelle aree della borghesia cittadina conservatrice e del tradizionalismo cattolico, e non è neanche una corrente organizzata attorno ad un leader carismatico. 
 
Quello che fa capo all'ex sottosegretario Alfredo Mantovano è un soggetto politico a tutto tondo, oramai pronto ad aprire una partita interna al centrodestra cittadino. Partita che poi potrebbe trovare un'estensione su base regionale nel caso, probabile, di una candidatura del senatore contro Michele Emiliano, che dovrebbe essere il successore designato di Nichi Vendola.
 
Sono mesi che Mantovano sta battendo palmo a palmo il territorio pugliese e questa operazione di "semina" non si è interrotta nemmeno con la cessazione dalla carica di sottosegretario. Anzi, la presenza di Roberto Tundo, presidente dei circoli di Nuova Italia, allo scambio di auguri odierno, può essere considerato più che un indizio in tal senso. Il radicamento sul territorio può prescindere dalla mobilitazione del Pdl.
 
Del resto, il movimento - che già conta diversi amministratori  e dirigenti di primo livello -  avrà presto sedi e segretari. Il risultato lusinghiero del tesseramento nazionale al Pdl conseguito dai mantovaniani nelle scorse settimane, ha confermato quella sensazione affiorata già da tempo, che "La città" sia oramai pronta a contarsi. Perchè la vecchia logica spartitoria che ha presieduto l'organizzazione territoriale del Pdl - la regola del 70 a 30 a favore di Forza Italia su ex An - non rispecchia più, almeno nel Salento, i reali rapporti di forza. 
 
L'assemblea provinciale che si dovrebbe tenere a gennaio sarà il primo banco di prova per le aspirazioni dei mantovaniani. E le elezioni amministrative di primavera, che coinvolgeranno una ventina di comuni più il capoluogo, la prima occasione di confronto interno fondato sulla forza dei numeri.  Ma nelle aspirazioni de "La città" non c'è solo un sano e democratico regolamento dei conti. C'è un'idea di destra che negli anni dell'ubriacatura berlusconiana è rimasta sottotraccia, schiacciata dal protagonismo del capo e dalla rissosità verbale di un dibattito politico a tratti surreale. 
 
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