Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

La crisi della Lupiae infiamma il dibattito politico. Scontro Perrone e Delli Noci

Tiene banco la vicenda sul futuro dei lavoratori della partecipata. S'invoca responsabilità. L’ex sindaco: “Non vogliono salvarla”

LECCE – La spallata è giunta nei giorni scorsi con la presa di posizione netta e circostanziata della gruppo civico di Prima Lecce intenzionato a non “abbandonare al proprio destino i lavoratori della Lupiae nel loro difficile momento”. E con un messaggio chiaro da parte del capogruppo Antonio Finamore, e delle consigliere Paola Rosa Gigante e Laura Calò, che invitavano l’amministrazione comunale e il sindaco Carlo Salvemini a tirar fuori dalle onde e dai perigli della crisi e dai tagli paventati al personale i lavoratori interessati e le loro famiglie. Da quel momento in poi il dibattito sul caso Lupiae si è infiammato nella torrida estate di Palazzo Carafa. E ancora accuse e botta e  risposte non si sono risparmiati anche oggi ed hanno visto protagonisti ancora una volta l’ex primo cittadino Paolo Perrone e il vicesindaco Alessandro Delli Noci.

La scure e i possibili ridimensionamenti in casa della partecipata tengono ancora banco e alimentano in dibattito politico nonostante anche le presa di posizione del primo cittadino che in un post pubblico ha chiarito le azioni poste in essere in questi mesi dall’amministrazione comunale per risolvere, lontano dai clamori mediatici, la difficile situazione di crisi aziendale che interessa da vicino la Lupiae servizi. Marti-4-9Alla richiesta di “uno sforzo maggiore e una presa di posizione forte da parte dell’amministrazione comunale al fine di porre in essere ogni iniziativa finalizzata innanzitutto alla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e scongiurare ovviamente ogni possibile ulteriore taglio ai salari dei lavoratori” avanzata da Prima Lecce anche per dare un “senso compiuto” alla presenza in maggioranza del gruppo civico era seguita anche la presa di posizione del senatore in quota Lega, Roberto Marti.

“Non posso che offrire la mia più totale adesione e condivisione alla dura, ma necessaria posizione assunta da Prima Lecce sul caso dei lavoratori della Lupiae servizi” scriveva in una nota Marti in questi giorni, “ai quali già tanti sacrifici sono stati richiesti. Non è però un mistero che l'attuale governo cittadino culli la volontà di eliminare la Lupiae  servizi: lo sta già realizzando attraverso un processo che potrebbe vedere compromessi il budget e le commesse della partecipata”. Da qui l’annuncio di un’informativa al governo per trovare una soluzione che tuteli la Lupiae e i suoi dipendenti.                                    

Da qui la replica e la presa di posizione del sindaco Carlo Salvemini che ha inteso precisare i risvolti di una crisi aziendale non certo semplice da affrontare. “Da oltre un mese, lontano dai clamori mediatici, sono impegnato a gestire una situazione di crisi aziendale che mette a rischio il futuro della Lupiae Servizi e degli oltre 250 lavoratori assunti” ha puntualizzato il primo cittadino, “di questo lavoro, svolto in condivisone con il consiglio di amministrazione-collegio sindacale- revisore unico della Lupiae, collegio dei revisori del Comune, ho riferito alla commissione Bilancio, al consiglio comunale, ai sindacati aziendali. Sempre attenendomi ad un dovere di verità, ad un principio di responsabilità, ad un senso delle istituzioni indispensabili quando si è chiamati ad affrontare una questione che è insieme politica, amministrativa, finanziaria, sociale".

carlosalveminiufficio2-3-2-2"Non intendo derogare da questo profilo neanche di fronte agli attacchi mortificanti di chi mi accusa di essere indifferente al destino dei lavoratori, di voler chiudere la società, di essere un tagliatore di teste” ha aggiunto Salvemini, “tutti i cittadini, del resto, sono consapevoli che i problemi della società arrivano da lontano e non sono responsabilità di chi governa la città dal luglio 2017. Nonostante ciò, io non voglio qui aprire recriminazioni sul passato. La posta in gioco è troppo alta per annacquare una vicenda così drammatica, che richiede tutta la nostra concentrazione e il nostro impegno, in una sterile polemica politica o in una contrapposizione tra maggioranza e opposizione. A tutti rivolgo per questo un invito: questo è il tempo dell’equilibrio e della saggezza, non del cinismo e dell’improvvisazione. Ai lavoratori Lupiae dico: la mia volontà politica è salvare l'azienda e tutelare al massimo delle possibilità i vostri posti di lavoro. Sapendo però di non poter prescindere dalla situazione reale in cui si trovano l’azienda e il Comune”.

Il nodo Lupiae ha quindi continuato ad alimentare la contrapposizione politica, mentre sulle sorti della partecipata e dei salari a rischio si attendono buone nuove dal dibattito e dalla mediazione anche delle componenti sindacali. Impietoso invece il giudizio mutuato dai banchi del centrodestra da dove ancora oggi piovono accuse circa la “mancata volontà dell’amministrazione comunale di salvare la Lupiae”. L’ex sindaco Paolo Perrone n’è fermamente convinto e lo ha ribadito nelle scorse ore replicando alle esternazioni del consigliere comunale di Lecce Città Pubblica, Gabriele Molendini. Quest’ ultimo sui buoni consigli dispensati in un primo intervento sul caso Lupiae di Perrone, commentava: “Va ringraziato il consigliere Perrone per essersi preso la briga, qualora i cittadini se ne fossero dimenticati, che sotto la sua amministrazione, la partecipata Lupiae Servizi ha prodotto perdite per 11 milioni di euro, ripianati con i soldi dei cittadini leccesi. Ne avevano colpa i dipendenti? Direi di no” ammonisce Molendini, “dato che non avrebbero potuto avere responsabilità nelle scelte gestionali. Ne avevano colpa i cittadini leccesi che hanno pagato dalle loro tasche i frutti di questa insana gestione? Sarebbe arduo sostenerlo. Meno male che il consigliere Perrone si occupa di ricordarci chi guidava l’Amministrazione, chi sceglieva il management, chi si occupava degli indirizzi strategici quando la Lupiae generava 11 milioni di perdite: era lui a governare la città”.

Paolo Perrone-9-5Non si è fatta attendere la replica di Perrone che in comunicato odierno spiega: “La nostra scelta politica sulla Lupiae è stata quella di salvare i lavoratori, una scelta coraggiosa che ha comportato enormi assunzioni di responsabilità. È sin troppo evidente che questa maggioranza ha idee diverse sul futuro della partecipata, ma deve avere il coraggio di dirlo ai leccesi e soprattutto ai lavoratori stessi” puntualizza Perrone, “Molendini forse non ricorda che la mia amministrazione ha ereditato una società che perdeva tre milioni di euro all’anno e l’ha lasciata in pareggio. Così come non ricorda che quando sono stato eletto sindaco la Lupiae aveva debiti fiscali per oltre otto milioni di euro e al termine del mio secondo mandato, lo scorso anno, questo carico era stato ridotto a tre milioni e duecento mila euro. Infine non ricorda” conclude, “che io ho preso una Lupiae con 371 dipendenti e l’ho lasciata con 275, un alleggerimento di oneri di personale che non ha comportato nemmeno un licenziamento, ma solo esodi dalla società su base volontaria”.

Ribadisce invece che l’impegno nei confronti dei lavoratori Lupiae sarà massimo il vicesindaco Alessandro Delli Noci che invita soprattutto “chi da anni è a conoscenza del problema, a proporre soluzioni concrete se ne ha oppure a lasciarci lavorare serenamente”. Il vice di Salvemini ricorda inoltre  che il caso della Lupiae Servizi richiama tutti alle proprie responsabilità e al buon senso. “Tutti appunto, maggioranza e minoranza” chiosa Delli Noci, “per due ragioni precise: la prima riguarda il fatto che, come ciascuno di noi sa, l’insostenibile gestione della società partecipata è un fatto noto, che ha radici profonde e che di anno in anno le passate amministrazioni hanno finto di risolvere, ignorandolo e portando oggi all’esplosione del problema che, come ha spiegato bene il sindaco Salvemini, le leggi nazionali ci impongono di risolvere a vantaggio dell’intera comunità; la seconda ragione riguarda il rispetto nei confronti delle numerose famiglie coinvolte in questa vicenda che meritano soluzioni concrete e soprattutto serietà, insomma basta polemiche sterili finalizzate a racimolare il consenso perduto”

alessandro delli noci cand. sind (4)-4A tal proposito Delli Noci si chiede “dove era il consigliere Paolo Perrone, l’ex sindaco che si occupava del benessere della Lupiae e dei suoi dipendenti lasciando produrre alla società perdite per 11 milioni di euro, caricando questo peso su ogni singolo cittadino leccese. Ecco mi chiedo dove e quando Paolo Perrone mi abbia sentito mai fare promesse in campagna elettorale e non solo sulla Lupiae. Di promesse io e questa amministrazione non ne abbiamo fatte, né in campagna elettorale né ora, non è il nostro modo di operare. Quello che facciamo invece è impegnarci ogni giorno per risolvere i problemi della città, quello che l’ex sindaco Perrone avrebbe dovuto fare, giacché era lui personalmente a scegliere il management Lupiae, a dettare gli indirizzi strategici ed era sempre lui a non aver mai pensato ad un piano industriale”

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Michele Giordano invece “senza un piano d’impresa lungimirante, che garantisca anche i lavoratori, la Lupiae non uscirà mai dal pantano. I dipendenti sono sottoposti a un logoramento psicologico che dura da anni. Non si può vivere serenamente il proprio ruolo se per tanto tempo si viene sottoposti a solidarietà, sacrifici e lo stress dovuto al continuo rischio di essere licenziati. C’è un logoramento psicologico e uno stato di precarietà endemica che rischia di pregiudicare il rendimento. L’azienda è strutturalmente vecchia: ha bisogno di investimenti e di essere ammodernata da tutti i punti di vista, secondo quanto apprendiamo dai vertici de dai vertici della partecipata comunale”. 

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