La mobilità dopo il coronavirus

Dopo la massima emergenza per l’epidemia di Covid 19 siamo alle soglie della ripresa della vita lavorativa e sociale. Ci saranno cambiamenti, si impongono scelte, dobbiamo cogliere l’occasione per migliorare la mobilità cittadina

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Dopo la massima emergenza per l’epidemia di Covid 19 siamo alle soglie della ripresa della vita lavorativa e sociale. Ci saranno cambiamenti, si impongono scelte, dobbiamo cogliere l’occasione per migliorare la mobilità cittadina. Una considerazione, sulla quale c’è un consenso generale, riguarda il diritto dei cittadini a muoversi liberamente in città, a raggiungere qualsiasi luogo, godere dei suoi parchi e del centro storico, a frequentare locali e negozi e partecipare alla vita sociale.

L’attuale organizzazione della mobilità cittadina a Lecce in realtà non consente di esercitare appieno questo diritto per tutte le categorie di persone, siano essi anziani o adolescenti, abitanti delle periferie e dei comuni limitrofi. Forse sarebbe meglio chiamarla “disorganizzazione”, perché per tanti anni a Lecce non c’è stato un piano della mobilità, non si è pensato a una programmazione seria e a una diversificazione delle possibilità di accesso alla città e al centro storico attraverso un trasporto pubblico efficiente e la facilitazione delle mobilità attiva.

L’unica priorità delle amministrazioni del passato è stata quella di consentire alle automobili di invadere tutti gli angoli della città, restringendo i marciapiedi e dedicando alla circolazione automobilistica e al parcheggio tutti gli spazi disponibili; anche la Zona a Traffico Limitato lo è solo di nome, chiunque può accedervi con l’auto, perché è attiva soltanto nelle ore notturne e la domenica. Proprio in questi giorni è stato presentato dalla giunta Salvemini un nuovo piano del trasporto urbano finalmente degno di questo nome, con il quale ogni cittadino potrà raggiungere qualsiasi parte della città trovando il bus ogni 10-15 minuti, cambiando mezzo al massimo una volta, con percorsi più veloci, dalle 6 alle 21 ogni giorno e il sabato fino a mezzanotte. Per le periferie estreme si raddoppieranno le corse (da 5-6 al giorno a ogni ora) consentendo l’accesso sia in centro che nei quartieri periferici.

E’ il risultato di un ottimo lavoro che ha coinvolto consulenti e tecnici del Comune, coordinati dall’Assessore alla Mobilità. L’implementazione del nuovo piano è prevista però per l’ultimo periodo dell’anno, anche perché adesso, con le restrizioni legate al distanziamento sociale che dovrà rimanere ancora per mesi, si rischierebbe di non vedere risultati tangibili, mentre il nuovo piano ha bisogno di un lancio in grande stile, magari con la completa gratuità per i primi tre mesi, in modo da invogliare le persone a usufruirne e verificarne la qualità. Per evitare allora che aumenti ancora di più l’uso dell’automobile, rendendo la nostra città davvero invivibile, bisogna favorire da subito l’utilizzo di mezzi alternativi alle auto: bicicletta, bike sharing, anche a pedalata assistita, monopattini, approfittando della facilitazione offerta dal bel tempo dei prossimi mesi estivi.

La rete ciclabile di cui Lecce dispone non è sufficiente, è frammentata e poco sicura in molti tratti. Sono iniziati i lavori per potenziarla ma i tempi di realizzazione non sono immediati. Appare necessario allora predisporre subito corsie riservate nelle strade principali, o riservare strade secondarie all’uso privilegiato di biciclette e monopattini, per rendere sicuro e veloce il loro utilizzo anche da parte di bambini e anziani. In molte città europee su molte strade secondarie le biciclette hanno la priorità, le auto possono accedervi, a velocità limitata, per una breve percorrenza o per parcheggiare, ma non possono sorpassare le biciclette e devono stare la passo per evitare incidenti. Occorrono pochi soldi, per disegnare le strisce gialle e qualche cartello, e la stessa capacità organizzativa che i tecnici hanno dimostrato per la definizione del nuovo piano del trasporto pubblico.

Certo in qualche caso si dovrà sacrificare una linea di parcheggi, ma il risultato sarà quello di aumentare la mobilità e l’accesso al centro della città, riducendo l’uso dell’automobile privata. E la limitazione del traffico stradale sarà necessaria anche perché occorrerà creare sui marciapiedi, e in molte situazioni anche per strada, lo spazio per lo stazionamento dei clienti dei negozi e dei locali che non potranno più accalcarsi, ma dovranno rispettare turni e distanze. La superficie stradale a disposizione delle automobili dovrà pertanto essere ridotta, sia per la marcia che per il parcheggio, riservando ai pedoni aree più ampie per muoversi e trattenersi. La triste e complicata evenienza dell’epidemia di Coronavirus deve essere l’occasione per accelerare processi di riorganizzazione della vita cittadina. L’amministrazione leccese ha già idee e progetti, viviamo adesso una fase storica in cui è necessario stringere i tempi. Ernesto Mola Presidente commissione mobilità e trasporti

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