Riflessione politica sul tema della novità

Una riflessione proposta da Fernando Gaballo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Si aggira qualcosa di nuovo sullo spettrale scenario del panorama politico italiano; una rilevante novità che la maggior parte di noi cittadini e del ceto politico avevano sottovalutato.

Un leader che ha avuto il coraggio di lasciar cadere la corazza politica per confrontarsi liberamente con chi, non avendo nulla da perdere politicamente ma solo da guadagnarci in popolarità e visibilità , ha lanciato il guanto di sfida.

Un leader che ha il coraggio e la voglia di dare una svolta ad una politica frastagliata, fallimentare, confusionale, elitaria, lontana anni luce dal popolo tartassato a dismisura che vede i suoi figli soffrire la mancanza di lavoro.

Un leader che non dimentica le sue origini e trae linfa vitale dalla sua nobiltà d'animo.

Un leader che è riuscito ad unire le varie anime di un PD incolore, spesso lacerato, e pronto ad accettare la sfida di un governo politico, credibile e propenso a dare maggiore equità e giustizia sociale.

E' Bersani il volto nuovo della politica italiana in grado di recepire qual è la posta in gioca, quanto sia profondo il distacco tra la politica e i cittadini, quanto sia grave la crisi in corso, quanto siano pericolosi i rischi di frantumazione del sistema politico.

E' Bersani, nella sua umanità politica, a capire che oggi più che mai è importante unire che dividere e la Sua scelta di indire primarie vere - non alla Vetroniana maniera- ha questo obiettivo: far si che il leader uscente dalle primarie sia riconosciuto dall'intera coalizione, senza se e senza ma.

Probabilmente questa nuova fase politica servirà a dare una scossa ad un partito privo di idee ma in grado di unire quella sinistra che intende misurarsi sulle scelte di governo assumendosi direttamente le responsabilità che ne conseguono: gli onori e gli oneri.

Certo questo nuovo Partito, per essere veramente tale, dovrebbe recepire il desiderio di gran parte della cittadinanza: mettere da parte i politici riciclati, i trasformisti, i giocolieri della politica, i saltimbanchi pronti a salire sul carro del vincitore ma altrettanto veloci a scenderne appena iniziano i primi scricchiolii.

Comunque, si respira aria pulita, democrazia e partecipazione e non sarà certamente Renzi, il rottamatore, a rappresentare sul campo le novità.

Le ambizioni hanno il loro valore ma la credibilità si misura sulle proposte politiche e non con le semplici frasi ad effetto: rottamerò D'Alema.

Non è il modo giusto per iniziare e dare nuova linfa alla politica italiana.

Così si screditano intere generazioni politiche che hanno fatto dell'Italia una grande nazione democratica.

Non si tranciano le radici di una famiglia.

Rinnovare si, ma senza rinnegare le proprie origini.

Non si diventa Premier o Leader con l'arroganza.

E' l'umiltà, la nobiltà d'animo e la volontà politica a far sì che le distinzioni e le disuguaglianze vengano meno.

Siamo una democrazia ancora giovane, che ha avuto grandi leader politici, De Gasperi, Togliatti, Nenni,Moro, Pertini, Berlinguer, Occhetto, Prodi, D'Alema, i quali hanno saputo traghettare il Paese dalla dittatura alla democrazia.

Siamo una democrazia giovane che sta facendo i conti con le ruberie politiche e con il professionismo politico.

Ecco iniziare dalle ruberie politiche; rottamare quei professionisti della politica a cui poco o niente importa di quel che accade nel Paese; tagliare notevolmente i costi della politica; togliere Enti inutili quali possono essere le Province e le Regioni dando ai Comuni responsabilità attualmente di competenze regionale e Provinciale.

Tagliare gli stipendi degli eletti, dei manager aziendali, delle massime cariche pubbliche, di tutti coloro che percepiscono redditi al di sopra della media dei cittadini.

Il nuovo centrosinistra avrà un'eredità difficile: ripartire dai sacrifici per dare stabilità, sviluppo e lavoro al Paese.

Bersani ne sarà l'interprete più giusto e fedele.

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