Politica

La politica locale fa pressing per una soluzione e contesta il governo

Sulla 275 anche Abaterusso del Pd contesta la titubanza di Anas e Renzi. E per Pagliaro, vicenda da Terzo Mondo

LECCE - Delusione per il comportamento di Governo e Anas. Il consigliere regionale del Pd, Ernesto Abaterusso non usa mezzi termini sul caso dei lavori di ammodernamento della strada statale 275: “Un comportamento – dice - che ha il vago sapore di presa in giro nei confronti del nostro territorio”.

Abaterusso continua sulla scia di commenti già espressi ieri da altri esponenti politici, ma anche dell’onda emotiva di oggi, quando gli operai hanno nuovamente invaso la strada con un blocco sciolto alle 12. “I continui tentativi di Anas di prendere tempo hanno un che di grottesco e stanno facendo perdere la pazienza ai tanti cittadini che aspettano da oltre vent’anni questa infrastruttura”, commenta Abaterusso.

Il consigliere chiede che si rompano gli indugi e che si dica una volta per tutte quali siano le intenzioni sulla 275. “Non possiamo accettare che si giochi ancora sulla pelle dei cittadini”. E la sua linea di pensiero non è dissimile a quella di Rocco Palese e Francesco Bruni (Conservatori e riformisti): “Se Anas dovesse dimostrarsi incapace di garantire trasparenza e l’auspicato avvio dei lavori, la linea da seguire sarebbe una sola: nominare un commissario ad acta così come fatto a Milano e Venezia”. “Non si può? Allora – aggiunge - si spieghi ai salentini per quale motivo per l’Expo e per il Mose vale una regola e perché questa stessa regola non può valere anche qui a Lecce”.

Una stilettata al premier Mattero Renzi non manca di certo. Abaterusso ricorda come egli stesso, qualche sera addietro a Lecce nel suo giro sul referendum, abbia dichiarato: “Se ci sono delle irregolarità si deve procedere con l’arresto degli autori, non delle opere”. In merito all’attuale progetto della Maglie-Leuca, poi, dice che “è frutto di un accordo datato 2011 che porta la firma del presidente Vendola e della giunta di centrosinistra”. “È solo grazie a quell’accordo – aggiunge - se si sono ottenuti risultati indiscutibili come la riduzione da quattro a due corsie nell’ultimo tratto fino a Leuca, l’eliminazione del viadotto di San Dana, una serie di variazioni altimetriche in grado di ridurre ulteriormente l’impatto sul territorio e di far diventare la 275 una strada parco”.

“E se oggi quel progetto risulta vecchio e obsoleto – prosegue -, se si vogliono apportare delle modifiche lo si faccia pure. Ma si inizino subito i lavori del primo tratto e nel frattempo si studi come variare la parte finale fino a Santa Maria di Leuca. Non si trattino i salentini come cittadini di serie B negando loro il sacrosanto diritto alla mobilità”.

Per Paolo Pagliaro, dell'ufficio di presidenza di Forza Italia e presidente del Movimento regione Salento, la vicenda 275 è “il racconto di un territorio abbandonato a se stesso, come se fossimo nel Terzo Mondo, laddove in altri Paesi, per una strada del genere, sarebbero trascorsi al massimo sei mesi”. “Qui, in Salento, dopo vent'anni siamo ancora all'anno zero”. “

“C'è qualcosa di veramente incredibile e vergognoso in questa storia”, aggiunge. “Due decenni di tira e molla, di ritardi, ricorsi.. Nel frattempo, la gente muore e le nostre strade continuano a macchiarsi di sangue. L'Anas dovrebbe procedere senza perdere altro tempo. Ma le parole si sprecano davanti ad uno scandalo, perché lo è, di questa portata. Come salentino, mi sento profondamente offeso da questa storia e dalle dichiarazioni dei politici che governano il territorio ormai da sempre. Senza incidere alcunché”.

“E non parliamo di chissà che infrastruttura - conclude Pagliaro - ma di una semplice strada su cui si sta esibendo la 'politica di Pulcinella'. Siamo senza parole, dopo l'ennesimo incontro ministeriale finito con un nulla di fatto”.

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