Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Coro unanime dalla politica: “No ai tagli di Trenitalia al Salento”

Gli esponenti politici del territorio sono compatti nel ribadire la propria contrarietà alla riduzione di sette corse da Lecce, annunciate dall'azienda di trasporti nazionale. Il rischio è quello di un nuovo isolamento

Stazione di Lecce

LECCE - I tagli di sette corse salentine e pugliesi, annunciati da Trenitalia nei giorni scorsi ed attivi già dal prossimo 12 dicembre col nuovo orario ufficiale, non piacciono davvero a nessuno. E come ogni anno (per un resoconto sommario leggere al lato il box degli articoli correlati) dalla politica, dopo i primi commenti di ieri, si alza anche oggi un grido comune contro il rischio “isolamento” del territorio rispetto al resto del paese. Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, intervenendo sulla materia, parla di situazione “inaccettabile” ed “intollerabile”, ventilando il rischio di un paese “diviso in due”, isolando sempre di più il Salento dal resto della penisola.

“È in atto – spiega - una vera e propria secessione ferroviaria. A ciò deve aggiungersi una drastica riduzione della risorse economiche destinate al trasporto locale (si parla del 75%)  che potrebbe provocare il blocco delle attività e la crisi del settore. Il nostro territorio, già gravemente danneggiato nel corso degli anni da numerose cancellazioni di treni e colpito da infiniti disservizi, non può restare sordo di fronte a questo ennesimo scippo”.

Perrone ricorda come Lecce e Salento siano oramai tra le mete turistiche più frequentate d’Italia: “Continuare ad operare tagli a dismisura – incalza - significa di fatto tarpare le ali ad un territorio in grande crescita rischiando di vanificare gli sforzi compiuti anche da questa amministrazione per rilanciare l’immagine di Lecce in campo nazionale e internazionale. Per queste ragioni invitiamo con forza Trenitalia a rivedere immediatamente i provvedimenti in itinere per evitare di penalizzare ulteriormente la comunità salentina”.

Anche Loredana Capone, vicepresidente regionale e candidata alle primarie del centrosinistra nella corsa alle prossime amministrative, mostra la propria apprensione per questa decisione di Trenitalia, decidendo di firmare in prima persona, attraverso lettera, un appello all’amministratore delegato dell’azienda di trasporti, Mauro Moretti, a ripensare l’orario, chiarendo la propria adesione al sit-in organizzato dai sindacati: “I collegamenti di Lecce con Roma – spiega - si riducono a un terzo, soppresso l’espresso, l’intercity solo la domenica. I treni regionali per Taranto la sera scompariranno. Detta così sembra una dichiarazione di guerra ai lavoratori, agli studenti, alle loro famiglie”.

“Si tratta di una scelta che pregiudica il sud – prosegue - che lo relega in una condizione di marginalizzazione assoluta, frutto di politiche leghiste che si muovono nella direzione di assumere il potere esclusivo del mercato mirando alla sola tutela del nord. Ma a differenza del sud che oggi rischia di mancare anche dei collegamenti essenziali, il nord può già contare sulla rete ad alta velocità”. La Capone ribadisce come la soppressione dei due treni a lunga percorrenza che collegano Lecce a Roma penalizzerà in modo inaccettabile il capoluogo salentino, gli studenti, i lavoratori, i tantissimi pendolari e quelle famiglie che al treno non hanno alternative: “Nel Salento – aggiunge -, peraltro, questi tagli vanno a sommarsi alla razionalizzazione che stanno operando le Ferrovie Sud est.

perrone-8-2L’impegno regionale operato negli ultimi anni per favorire l’incremento dei trasporti pubblici e quelli ferroviari in particolare sarà completamente depotenziato se lo Stato non fa subito qualcosa. Tutti gli sforzi di investire sul territorio, sul turismo, rischieranno di essere vanificati se poi ci ritroviamo senza trasporti”. La vicepresidente ricorda inoltre che non esista indagine statistica o studio economico, che non confermino quanto le infrastrutture incidano sul Pil e sullo sviluppo: “Anzi, – sottolinea – è proprio nel potenziamento delle infrastrutture e dei servizi connessi che l’Europa immagina il perno del rilancio del sud e con esso dell’intero paese. Il governo, purtroppo, sino ad ora ha pensato diversamente e questo rischia di danneggiare tutta l’economia e aggravare le difficoltà del clima sociale. Il taglio economico al contratto che il governo ha stipulato con Trenitalia, dal quale è scaturita la decisione di tagliare le tratte per Lecce, non pesa sul Nord atteso che lì opera direttamente il mercato, ma pesa sulle lunghe percorrenze, pesa sul sud e tiene contenta la Lega. In questo modo – conclude Capone – il sud e la nostra città in particolare accuserà di certo il colpo di danni irreparabili ma l’Italia tutta subirà il danno più grave: quello di essere spaccata in due.”

Sempre in Regione, arriva il “no senza se e senza ma” a quella che viene definita “la mattanza dei treni da e per la Puglia verso il centro nord”. Non usa parole docili il capogruppo Pdl a Viale Capruzzi, Rocco Palese, che aggiunge: “Non è più tollerabile questa politica di tagli peraltro motivata non certo da logiche di mercato visto che basta prendere uno di quei treni per rendersi conto del fatto che sono sempre pieni. Chiediamo ai nostri parlamentari pugliesi di centrodestra e centrosinistra di fare squadra e, quindi, pressione sul nuovo governo affinché faccia recedere Trenitalia dal proposito di continuare ad isolare il Salento, la Puglia e il Mezzogiorno, operando l’ennesima mattanza sui nostri treni”.

Antonio Rotundo, capogruppo Pd al Comune di Lecce, chiede di organizzare una risposta forte dal Salento, appellandosi alla partecipazione di massa al sit-in dei sindacati davanti alla stazione di Lecce: “Facciamo diventare – dichiara - l’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil un momento di mobilitazione forte ed unitaria del Salento che vuole reagire e dire no alla soppressione ulteriore di altre corse ferroviarie, in particolare da e per Roma, che accentua drammaticamente l’isolamento della nostra provincia dal resto del paese e dall’Europa”. “La mia proposta è pertanto – conclude - quella di aderire al sit in organizzato dal sindacato venerdì prossimo in modo unitario da parte delle forze politiche, sociali e istituzionali perché così facendo la voce del territorio potrà essere in grado di incidere e di far cambiare le nuove scelte di Trenitalia che penalizzano pesantemente le popolazioni leccesi e salentine”.

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