Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

“La Provincia assume nonostante il passaggio delle funzioni ad altri enti”

Interrogazione del Pd al presidente Gabellone, per chiedere risposte circa l’aumento del personale part-time, nonostante la normativa nazionale che sposta le competenze ad altre istituzioni e il richiamo dell’assessore Dentamaro

LECCE - “Estrema cautela”. È questo l’appello lanciato in una nota del 15 maggio scorso, a firma dell’assessore regionale Marida Dentamaro, inviata ai presidenti delle sei province pugliesi, un merito al passaggio delle attuali funzioni in tema di organizzazione istituzionale e gestione del personale e del loro passaggio ai Comuni e alla Regione, in esecuzione della legge 214 del 2011, recante “disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”.

I consiglieri del gruppo Pd provinciale (Cosimo Durante, Alfonso Rampino, Gabriele Caputo, Roberto Schiavone e Salvatore Piconese) hanno presentato un’interrogazione a Palazzo dei Celestini, dove domandano ad Antonio Gabellone di conoscere quali determinazioni ha assunto o intende assumere la Provincia di Lecce e quali indicazioni lo stesso presidente ha impartito o pensa di impartire ai competenti servizi provinciali, per dare attuazione alla citata diffida della Regione Puglia.

L’interrogazione è stata trasmessa, per conoscenza,  anche al presidente del consiglio dei Ministri Mario Monti, al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ed all’assessore regionale Marida Dentamaro. Com’è noto, la legge in questione ridisegna il quadro delle funzioni delle province, attribuendo loro esclusivamente l’indirizzo e il coordinamento dei comuni. Conseguentemente, il 31 dicembre 2012 la quasi totalità delle funzioni, risorse e personale oggi propri delle province sarà assegnata ai comuni o alla Regione.

“La radicalità di tale riforma e l’immediatezza dei suoi effetti – spiegano dal Pd - impone alle Province comportamenti rigorosi e prudenti, soprattutto in tema di riorganizzazione della propria struttura burocratica, destinata a restare in vita, nelle forme e competenze attuali, solo per sette mesi”. Dal Pd sottolineano come “contro ogni logica giuridica e di buonsenso” la Provincia di Lecce abbia approvato un programma triennale (2012-2014) del fabbisogno di personale che implica, a partire già dal corrente anno, un cospicuo incremento della propria struttura burocratica.

“Il previsto aumento dell’apparato burocratico, che è reso possibile dal forte aumento della imposizione fiscale provinciale operata dalla amministrazione Gabellone nel 2011, si accompagna – puntualizzano - ad una totale degenerazione delle forme di assunzione previste. La più gran parte delle nuove assunzioni, infatti, avverrà part time al 30 o al 40%, con ciò ampliando a dismisura un fenomeno che già nel 2011 ha assunto livelli patologici. La giunta provinciale non ha motivato in nessun modo le ragioni della scelta – che avrebbero dovuto essere, all’opposto, puntualmente evidenziate - ed ha assunto un atto di eminente contenuto tecnico, cioè di esclusiva competenza dirigenziale”.

L’assessore regionale Marida Dentamaro, nella propria nota, raccomandando “estrema cautela e prudenza in tema di organizzazione istituzionale e gestione del personale dei rispettivi enti”, ha evidenziato “la rigorosa sospensione di ogni programma assunzionale eventualmente in itinere” ed ha loro fatto presente “che eventuali comportamenti distonici, lesivi del principio di buon andamento della pubblica amministrazione, saranno stigmatizzati nei modi e nelle sedi opportune”. Per questo, dal Pd si chiedono risposte chiare dall’ente sulle indicazioni impartite ai competenti servizi provinciali.

 

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