Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

La Provincia "chiude" il palazzetto di via Merine, la protesta delle associazioni

Le dieci Asd che fino al 31 luglio hanno svolto la loro attività all'interno della struttura, rischiano di rimanere senza impianto

LECCE – Mentre lo sport italiano è impegnato nei Giochi olimpici, quello leccese è alle prese con la mancanza di strutture. A lanciare l’allarme le Asd Delfino, Nike, La scuola di basket, Lecce Volley, Accademia Perulli, Accademia di scherma, Gsd, Futsal Lecce, Antares, e Time for dance Salento. Le associazioni hanno fissato una manifestazione di protesta per martedì 9 agosto alle ore 10:30, in via Caduti di Nassiriya a Lecce, nello spazio antistante la palestra polifunzionale San Giuseppe da Copertino.

Le dieci Asd che fino al 31 luglio hanno svolto la loro attività (in tutto o in parte) all’interno del Palazzetto di proprietà della Provincia di Lecce, rischiano di rimanere senza impianto. Il 6 luglio scorso, l’ufficio Sport della Provincia ha comunicato la chiusura dell’impianto dal 31 luglio. La decisione, priva di motivazione e intervenuta quando ormai erano abbondantemente scaduti tutti i termini utili per presentare domanda di utilizzo di qualsiasi impianto sportivo pubblico, è arrivata come un fulmine a ciel sereno.

“La situazione dello sport leccese – lamentano le associazioni – è da anni al limite del tollerabile: la maggior parte delle palestre scolastiche chiuse, i pochi impianti aperti oggetto di una inevitabile “guerra tra poveri”, dove troppo spesso ha la meglio chi ha le spalle coperte da tutele politiche”.

“I politici, i dirigenti e gli amministrativi di turno hanno per anni ignorato la disponibilità dei rappresentanti dello sport – accusano –, quelli che lo conoscono e lo vivono quotidianamente, ad aprire un tavolo di confronto e di studio delle soluzioni più efficaci da perseguire. Solo arroganza e immobilismo sono state le risposte ritornate ai mittenti. In questa situazione già gravissima si inserisce la chiusura del palazzetto di via Merine”.

La chiusura potrebbe mandare in tilt il già sofferente mondo sportivo leccese: le associazioni che operavano dovranno necessariamente chiedere di essere rimesse in termini per chiedere l’uso delle altre strutture (provinciali e/o comunali), già? sovraccariche per le attività di altre realtà sportive che, a loro volta, resterebbero senza sede.

“Le richieste delle associazioni sono rimaste fino a ora prive di riscontro: il Presidente Gabellone dapprima pareva aderire alla proposta di un tavolo di confronto, per poi lasciare che si arrivasse alla situazione odierna, con la ripresa delle attività sportive a dei campionati ormai alle porte e nessuna prospettiva di soluzione”.

Il mondo sportivo leccese chiede a gran voce di essere ascoltato. Chiede il rispetto delle leggi e delle regole, chiede di avere referenti, politici e amministrativi competenti ed attenti alla realtà che tiene nelle palestre e sui campi di gioco – e quindi lontani dalla strada – migliaia di giovani, realizzando quel progetto di salute, educazione, crescita morale e sportiva che lo Stato mette tra i primi obiettivi strategici.

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